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Lavoro

Le professioni del web, come diventare Digital PR

Digital PR: il profilo di una delle nuove professioni del web. Il contesto in cui opera, cosa fa, come si forma, dove lavora, quanto guadagna e l'intervista a un professionista del settore

(Credits: Carlo Carino / Imagoeconomica)

È oramai noto a tutti quanto il digitale sia entrato a far parte del mondo del lavoro e di come abbia per un verso modificato nel profondo alcune professioni, per l’altro creato profili completamente nuovi e originali. Non è ancora dato sapere se la rivoluzione del web e delle sue professioni sia soltanto all’inizio o abbia raggiunto un buon livello di penetrazione, conoscere però nel dettaglio come si sta evolvendo il mercato del lavoro in questo senso può essere molto utile per capirne le potenzialità, gli sviluppi e possibili sbocchi.

Nell’intervista  realizzata a Giulio Xhaet, autore del libro “Le nuove professioni del web” edito da Hoepli, sono emersi i principali profili che caratterizzano il mondo del web; iniziamo ad analizzare la professione del Digital PR.

IL CONTESTO IN CUI OPERA

Grazie all’estrema facilità concessa dal web di entrare in contatto e stringere relazioni con persone sconosciute sparpagliate un po’ ovunque nel globo, così come il vicino di casa con cui non ci si incrocia mai, alcune professioni un tempo esclusivamente “offline” e vissute dal vivo attraverso incontri reali o grazie al supporto di telefono e mail, si sono radicalmente trasformate.

Uno di questi casi è la professione delle PR, che oggi può essere identificata attraverso due tipologie di professionisti: da una parte il profilo che continua a lavorare principalmente offline con l’integrazione - spesso parziale - delle risorse date dal web, dall’altra un profilo specializzato che si muove prevalentemente online, il Digital PR.

Mentre nelle PR tradizionali ci si relaziona con figure di riferimento del proprio settore di competenza, il più delle volte giornalisti, sul fronte digitale le cose cambiano e si entra in contatto semplicemente con le persone, che siano influencer, community manager, stakeholder, blogger o giornalisti. Così come cambia l’interlocutore, così cambia l’approccio per entrarci in contatto; è stato quindi teorizzato un cambio di paradigma nella definizione stessa di PR digitale. Se fino a poco tempo fa l’acronimo PR era comunemente inteso come Public Relations, oggi viene meglio espresso - almeno nel settore digital - come People Relations.

COSA FA

La professione del Digital PR consiste nel far incontrare progetti creati e/o promossi dalla propria azienda/organizzazione e personaggi attivi che operano in rete - opinion leader, blogger, influencer, ecc. - per promuovere e far circolare la notizia, il prodotto o l’evento per il quale si vuole creare awareness.

Partendo dalla definizione della strategia di comunicazione e di engagement con i propri interlocutori per identificare le più corrette ed efficaci modalità di presenza nei canali digitali, il Digital PR si occupa in linea generale di:

- conoscere ed essere costantemente aggiornato sui canali e le piattaforme sui quali il target è più o meno attivo

- attivazione/engagement dei contatti in base al settore in cui si opera

- creare e aggiornare un database di contatti da coinvolgere negli specifici progetti di comunicazione

- curare e gestire le relazioni con i propri interlocutori e interagire con loro online

- attivare le relazioni coltivate in occasione dei progetti aziendali

- produrre contenuti

- monitorare il “buzz” (brusio della rete)

- gestire rapidamente i flussi di comunicazione sulle “piazze” sociali (social media, community, forum, ecc.) legati all’oggetto della comunicazione

- creare una reportistica a termine delle attività 

COME SI FORMA

Un Digital PR non ha un percorso di studi specifico e univoco; attualmente è frequente vedere queste figure uscire da un’esperienza di PR o ufficio stampa tradizionali, essendo il mondo del web una diretta evoluzione della versione offline. Esistono diversi corsi di formazione ad hoc e master e in linea generale un background interessante può essere quello dato dalle facoltà legate al mondo della comunicazione. Per poter intraprendere questa professione è importante avere una buona conoscenza degli strumenti social (LinkedIn, Twitter, etc), un’infarinatura degli strumenti informatici e partecipare agli eventi o alle conferenze può rappresentare un valore aggiunto per entrare in contatto con persone legate al settore di interesse. In questo ambito la tecnologia fa la sua parte quindi possedere dispositivi (e applicazioni) mobile è un elemento di fondamentale importanza per entare in contatto con personaggi strategici e monitorarne le evoluzioni.

DOVE LAVORA

Il Digital PR lavora nelle agenzie di comunicazione, nelle web agency o come free lance attraverso consulenze. Sono inoltre sempre di più le agenzie di comunicazione tradizionali che hanno bisogno di queste figure professionali per muoversi in ambito web quindi le opportunità di lavoro sono molte.

QUANTO GUADAGNA

Le entrate economiche dipendono molto dal progetto ma in linea generale il Digital PR viene considerato un ufficio stampa specializzato sul web e questo rappresenta un valore aggiunto anche dal punto di vista del guadagno. In linea generale la retibuzione può variare dai 1.400 ai 2.000 euro per figure di media esperienza.

SITI DI RIFERIMENTO

Blogbabel e Audiweb: siti per vedere le classifiche dei blog italiani

Nielsen, Technorati e Alexa: portali per consultare le classifiche dei blogger internazionali 

L’INTERVISTA

Per approfondire il tema ho parlato con Damiano Crognali, General Manager di WE-B , divisione digital e di web advertising della Aldo Biasi Comunicazione.

Mi descrivi in 5 righe il tuo percorso lavorativo per arrivare a diventare Digital PR? 

Ho cominciato a lavorare a LA7, grazie ad uno stage di un anno, subito dopo la Laurea in Scienze della Comunicazione a La Sapienza. Nel 2005 entro nello staff LA7 Interactive che avrebbe creato l’attuale LA7.it. Nel 2008 divento giornalista professionista e poco dopo vado negli Stati Uniti per seguire come consulente web la campagna elettorale di un candidato al Senato della Florida e resto lì come collaboratore di LaStampa.it. Tornato in Italia ho cominciato a lavorare come consulente in Digital PR per varie web agency tra Milano e Torino.

Come hai scoperto questo lavoro?

Quasi per caso. Si era aperta una posizione nel team interactive di LA7 e così mi sono avvicinato al web professionale. Per via del mio mestiere ho cominciato a frequentare i barcamp, eventi di blogger e startupper. La mia attitudine da giornalista mi portava a collezionare contatti su contatti e agganciare sui vari social network le persone che incontravo.

Che tipo di persone incontri durante la tua attività professionale?

Incontro blogger, social addict, influencer, ma anche imprenditori e investitori. Ogni contatto è importante per il lavoro di un Digital PR. L’importante è fare degli elenchi ordinati, per sapere di volta in volta e nel più breve tempo possibile chi contattare a seconda del progetto.

Come si svolge una tua giornata lavorativa tipo?

Entro in ufficio prima di tutti gli altri, per assaporare la quiete prima che comincino a suonare i telefoni e tutto l’ufficio si popoli. Leggo i giornali, ancora di carta. Controllo le e-mail e programmo i post su twitter, facebook e gli altri social. Facciamo una riunione operativa con i colleghi su quello che abbiamo scoperto di nuovo online, quello che c’è da fare e poi affido i compiti operativi ai colleghi e mi metto al telefono, operazione che occupa l’80% della mia giornata lavorativa.

Com’è considerata questa figura in Italia?

Il Digital PR è considerato come un ufficio stampa tradizionale ma specializzato nella comunicazione con i blogger.

Come ti aggiorni, ci sono libri ad hoc o corsi? 

Il miglior modo per tenersi aggiornati è essere sempre informati sui blog che salgono o scendono nelle classifiche. Per chi voglia sapere di più su questa professione, consiglio “Internet PR” di Marco Massarotto edito da Apogeo, oppure il breve ebook di Veronica Benini edito da 40k Unofficial, “Guida Bionda per influencer”.

Quali consigli daresti ai giovani che hanno intenzione di intraprendere questa professione?

Chi vuole fare il digital PR deve partecipare agli eventi, non vergognarsi di chiedere un biglietto da visita oppure di agganciare una persona online, su ogni social network. Consiglierei poi di comprarsi anche uno smartphone per gestire meglio la rubrica telefonica, sincronizzata fra il mobile e il computer.

Gli aspetti fondamentali della tua professione

Attivare contatti con personaggi che operano in rete, fare elenchi di questi contatti e classificarli per “tag”. Ho un cellulare pieno di numeri telefonici, con rispettive e-mail, profili social e quant’altro di ogni persona che ho incontrato. Cerco di tenere sempre aggiornata la mia rubrica grazie alle opportunità offerte dalla sincronizzazione con Facebook e LinkedIn che mi permettono di aggiungere foto e nuove informazioni sui miei contatti.

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