Instructions not included, commedia sulla paternità: 5 cose da sapere

Film messicano del regista-attore Eugenio Derbez, fa ridere e commuovere. Con svolte comiche, e poi drammatiche, facili ma generose

Eugenio Derbez e Loreto Peralta in "Instructions not included" – Credits: Indie Pictures

Chi gloriosamente e stoicamente frequenta le sale cinematografiche anche d'estate, potrà imbattersi in una commedia messicana generosa e grondante di risate e buoni sentimenti, alquanto ruffiana e giocata sui colpi ad effetto ma godibile. Si tratta di Instructions not included di Eugenio Derbez, prodotto popolare che punta a una comicità diretta, educata seppur non raffinata, fondata su una sceneggiatura ben studiata e dal cuore grande.

Dal 26 giugno al cinema, ecco 5 cose da sapere sul film.

1) Grande successo negli States e in Messico

Costato 5 milioni di dollari, Instructions not included è stato distribuito prima in America in edizione limitata, dove si è posizionato al quarto posto battendo film come The Butler - Un maggiordomo alla Casa bianca. Capendo le sue potenzialità, Lionsgate l'ha distribuito al grande pubblico incassando 50 milioni di dollari, record per un film straniero negli States, scalzando Il labirinto del fauno (2006) di Guillermo del Toro. È stata quindi la volta dell'uscita in patria, dove ha incassato altri 50 milioni di dollari diventando il film messicano di maggiore successo.

2) Eugenio Derbez mattatore

In Messico Eugenio Derbez è attore e personaggio televisivo affermato. Al di là dei confini patri ha partecipato alla serie tv americana Rob e al film Jack & Jill con Adam Sandler.  Con Instructions not included debutta alla regia ed è anche attore protagonista nei panni del libertino e irresponsabile Valentin. 
La storia inizia ad Acapulco, con un Valentin mesciato e sempre inquadrato tra lenzuola e donne diverse: le premesse sembrano abbastanza trite e poco accattivanti. Ma man mano che la narrazione si evolve Valentin acquista però appeal e diventa un personaggio meno stereotipato, piacevole da osservare nella sua evoluzione.
Una sua passata amante americana, Julie (Jessica Lindsay), si presenta un giorno alla sua porta con una bimba di un anno in braccio, sua figlia. Da lì parte la vera avventura di Valentin, prima per sbarazzarsi di quel frugoletto, quindi per tenersela quanto più stretta a sé.
Derbez ha una mimica facciale molto espressiva su cui fa perno, senza esasperazioni. È invece un po' troppo enfatica Maggie, sua figlia, interpretata all'età di otto anni da Loreto Peralta, messicana biondissima che sa parlare senza accento sia spagnolo che inglese.
Nel cast c'è anche la moglie di Derbez, Alessandro Rosaldo, nei panni di Renée, l'amica di Julie.

3) Tra commedia e dramma

Derbez sceglie di smuovere gli umori tra commedia e dramma, di divertire e al contempo emozionare e commuovere. I suoi modelli sono italiani, La vita è bella di Roberto Benigni e Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore. Il regista-attore messicano riesce nel suo intento, seppur navigando più in superficie, e fa sorridere tirando fuori anche qualche lacrima. La sceneggiatura firmata Guillermo Rios e Leticia Lopez Margalli riserva alle risate soprattutto la prima parte, volgendo verso picchi tragici sul finale. È abile nella costruzione, che depista lo spettatore, portandolo verso intuizioni che verranno invece del tutto spiazzate.
A livello stilistico ricorre a trovate tipo Il favoloso mondo di Amélie (vedi le foto della Lindsay con Lionel Messi oppure con Leonardo DiCaprio sul Titanic), ma il suo tocco è meno poetico, sempre improntato all'ilarità. Accanto al duo centrale padre-figlia i personaggi sono più prossimi alla macchietta che alla veridicità. Centrano comunque l'obiettivo centrale: stuzzicare il buonumore.

4) Ironia sul cinema e sul confronto Usa-Messico

Valentin entra negli Stati Uniti per sbolognare sua figlia ed esalta subdolamente i vantaggi che hanno gli States sul Messico: "lì i film escono prima". Anni dopo, nel viaggio di ritorno verso il Messico, cerca invece convincerla del contrario: negli States prima o poi potrebbe capitare di avere Terminator come presidente.
Valentin lavora come stuntman ed ecco l'occasione per assestare diverse stoccate ironiche sul mondo del cinema. Il film a cui sta partecipando? L'uomo atzeco, sequel del sequel, con protagonista un clone di Johnny Depp. A un provino un attore si sente fare questa richiesta: "Fammi credere che sei un embrione".
Derbez risolve le svolte drammatiche con una certa velocità, ma la comicità a cui ricorre è generosa e puntellata di frizzi.

5) La paternità con gioia

Instructions not included è un progetto che Derbez aveva in gestazione da 12 anni. Era ida tempo che voleva mettere in scena la storia di un padre con il proprio figlio o figlia, basato sulla sua vita. Come il suo personaggio Valentin, anche lui non voleva avere figli e invece ne ha avuti tre, innamorandosi del ruolo di padre. Il copione ha pertanto molto elementi basati sulla sua vita personale.
La paternità è vissuta con luce, con dedizione quasi commovente. Valentin si butta dal 10° piano per sua figlia, e per sua figlia sette anni dopo smette di farlo.

 
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