Quanto deve essere tech la scuola?

Un premio e una donazione alla scuola elementare aprono una riflessione sul giusto grado di tecnologia da inserire in classe...sempre che un giusto grado esista

Facile.it Scuola Diaz Milano

Andrea Polo

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Facile.it, l'azienda per cui lavoro e che è nota per la comparazione di polizze auto e servizi vari (e per uno spot tormentone che dura da anni, di cui in parte ho colpa anche io e faccio qui pubblica ammenda), ha avuto una bella idea; se di solito si sceglie di sponsorizzare l'ultima fase della formazione scolastica, quella di master o borse di studio, lei ha scelto di investire davvero sul futuro, premiando la scuola elementare pubblica; quella in cui l'eccellenza c'è anche se in pochi lo sanno (ne parleremo poi) e dove, auspicabilmente, si formeranno i cervelli che rimarranno in Italia (con buona pace di qualcuno che preferirebbe non averli fa i piedi) e magari aiuteranno a rimettere in piedi questo bistrattato e bellissimo Paese.

In attesa di quello che il prossimo anno sarà un bando aperto a tutte le scuole elementari d'Italia, quest'anno il progetto (che si chiama Facile.it per la scuola) è partito dalla primaria del quartiere in cui ha sede l'azienda. 

Oltre ad un fondo con cui costruire il tanto atteso laboratorio di scienze dove i bambini potranno imparare, in inglese, questa affascinante materia con esperimenti e strumenti adatti, la scuola ha ricevuto 20 tablet e 6 computer per rinnovare (o dare vita) alla strumentazione didattica. Bene direte voi, non per tutti, rispondo io.

L'occasione è stata importante per fare una riflessione su quale sia, e se esista, il giusto livello di tecnologia da introdurre a scuola anche, e soprattutto, nella primaria.

Sono laureato in psicolinguistica e l'argomento dell'apprendimento mi ha affascinato da sempre, da quando sui banchi c'ero ancora anche io. Decine di studi dimostrano quanto sia potenzialmente lesivo per lo sviluppo demandare la scrittura alla sola tastiera; si perde l'abitudine al corsivo e, con essa, la capacità di compiere collegamenti logici che usiamo anche nei racconti, nelle descrizioni o nelle deduzioni (solo per fare qualche esempio); d'altro canto, però, tablet, tastiere e affini popolano il nostro mondo, quello che i nostri figli vivono e vivranno e allontanarli da questi strumenti potrebbe essere altrettanto dannoso; come costringerli a guidare un calesse mentre il resto del mondo sfreccia su macchine velocissime. E allora?

E allora, ancora una volta, la soluzione è il buon senso, quello che va applicato nella vita di tutti i giorni e nell'educazione dei nostri figli; inutile fingere che i tablet non esistano; altrettanto inutile fingere che non serva saper scrivere in corsivo solo perché oggi si scrive più spesso al computer.

Marco, Giovanni, quando avrete una fidanzata, ricordatevi sempre che poche cose sono belle come ricevere una lettera d'amore da qualcuno che ti fa battere il cuore; e la lettera scrivetela a mano, in corsivo. Farlo al computer vi permetterà forse di correggere in automatico gli errori, ma non di arrivare al cuore di chi volete conquistare. 

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