Wu-Tang Clan, "A better tomorrow" - La pagella brano per brano
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Wu-Tang Clan, "A better tomorrow" - La pagella brano per brano
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Wu-Tang Clan, "A better tomorrow" - La pagella brano per brano

Il nuovo album del leggendario collettivo americano, tra gangsta rap, filosofie orientali e citazioni old school

Il giudizio sulle 15 canzoni del disco

Il Wu-Tang Clan rappresenta un unicum nel variegato mondo dell’hip hop. Sette rapper e un produttore-rapper, il geniale Rza di cui Quentin Tarantino è un grande fan, ciascuno con una fiorente carriera solista e insieme parte di un gruppo che ha segnato la storia dell’hip hop, a partire dall’eccellente album di debutto del 1993 Enter the Wu Tang.

Rza, Gza, Method Man, Raekwon, Ghostface Killah, Inspectah Deck, U-God e Masta Killa, privi dal 2004 dell’imprevedibile Ol’Dirty Bastard, morto di overdose, hanno dato vita un sound inconfondibile, un mix di gangsta rap e filosofie orientali dal quale emerge tutto il loro amore per le arti marziali e per l’erba, celebrata in molti brani. Il Clan è tornato più agguerrito che mai nell’album A better tomorrow. Ecco le nostre impressioni sul disco, brano per brano.

1) Ruckus in B minor

Un malinconico organo e un breve rap del compianto Ol’Dirty Bastard introducono Ruckus in B minor, prodotto dal mago dei suoni Rick Rubin, di cui si sente l’inconfondibile mano. Chitarre, skratch old school e un Method Man in grande forma, che nel ritornello ripete con sicumera “Still nr 1” , sono gli ingredienti giusti per la prima portata. Voto 7,5

2) Felt

Una base vagamente drum ‘n’ bass, cui fa da contrappunto una chitarra malinconica, rende Felt un brano ipnotico, che fa quasi addormentare. Voto: 6

3) 40th Street Black/ We will fight

I Wu Tang si riscattano subito, grazie alla base dell’esperto Mathematics, ricca di skratch e cori, in una canzone che ha un incedere marziale. Voto: 7

4) Mistaken identity

Inspectah Deck and Cappadonna danno spettacolo con il loro caratteristico flow, esaltato dai ricchi arrangiamenti, dalla batteria dritta, dalle tastiere e dall’organo elettrico suonati dal vivo dagli Streetlife. Voto: 7

5) Hold the heater

Brano scandito dal caratteristico boom cha anni Novanta, di quelli che fanno muovere la testa, con una bella linea melodica. Il chorus sembra pensato apposta per esaltare il pubblico dei concerti. Immancabili i campionamenti di dialoghi dai film giapponesi di arti marziali, un topos di Rza. Voto: 6,5

6) Crushed Egos

“Pratichi da 20 anni? Allora devi essere molto bravo?”. Un dialogo pensato apposta per la parabola dei Wu Tang introduce Crushed Egos, caratterizzata dalle melodie malinconiche e dilatate dell’ organo elettrico e da una bella base di Adrian Younge. Voto: 6,5

7) Keep watch

Impossibile restare fermi con il beat rimbalzante di Keep watch, impreziosito da un accattivante campionamento soul e dal refrain r&b cantato da Nathaniel. Nel brano ognuno dei rapper si esprime al meglio delle sue possibilità, come accade nell’hip hop quando la base funziona a dovere. Voto: 8

8) Miracle

La canzone inizia come una ballad soul, poi subentrano le sonorità epiche degli archi e un beat pulsante. Oltre al pianoforte, l’orecchio è gratificato anche dal suono dell’arpa. Nel finale il sintetizzatore, con suoni acidi e distorti, cambia completamente il mood, che si fa più drammatico. Chi pensa che il rap sia monocorde è accontentato. Voto:7,5

9) Preacher's daughter

Il geniale campionamento di Son of a preacher manfa la gioia degli amanti del soul, così come l’adrenalinico rap del clan, dove spiccano le strofe di Method Man e di Ghostface Killha, e i godibili riff di fiati. Preacher’s daughter ha tutte le carte in regola per diventare un classico dei Wu Tang. Voto: 8,5

10) Pioneer frontier

Il brano meno ispirato dell’album, troppo monocorde, su cui si è tentati di premere skip dopo un minuto. Voto: 5

11) Necklace

Le sonorità tarantiniane della base di Rza e i campionamenti di film creano un’atmosfera sospesa, ma non scaldano il cuore. In alcuni passaggi di Necklace anche i rapper sembrano annoiarsi. Voto: 5,5

12) Ron O'Neal

Un passo in avanti rispetto ai due brani precedenti, ma siamo comunque dalle parti della sufficienza. Il coro r&b di Nathalien è piacevole, ma non fa spiccare il volo alla canzone. Voto: 6

13) A better tomorrow

La title track si apre con un solo di pianoforte e con un rap eccellente di Method man, mentre crescono a poco a poco gli archi anni Settanta. Splendido il coro campionato da Wake up di Harold Melvin and the Blue Notes, con l’aggiunta di un controcoro femminile. A better tomorrow suona già come un classico, probabilmente lo diventerà. Voto: 8,5

14) Never let go

Il lungo discorso campionato di Martin Luther King conferisce solennità a tutto il brano, molto solido musicalmente grazie agli strumenti suonati dal vivo. Il clan fa il suo compito egregiamente, peccato che il mediocre refrain faccia perdere qualcosa a un potenziale singolo. Voto: 6,5

15) Wu-Tang Reunion

Il ritmo boom cha, le voci in sottofondo di bambini che giocano, lo splendido chorus soul campionato dagli O’Jays , la dolce linea melodica, ricca di calore, rendono Wu-Tang Reunion un finale da applausi. Voto: 8

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