Tre anni dopo la tragedia del 3 luglio 2022, quando il distacco di un ampio seracco in quota provocò una slavina di ghiaccio e detriti che fece 11 vittime, georadar e droni sono tornati sulla Marmolada per indagare il ghiacciaio di Punta Penia. Le stesse tecnologie che hanno spiegato il crollo del 2022, sono state puntate su un nuovo obiettivo: cogliere i segnali di instabilità per prevenire future tragedie. Le stesse metodologie saranno estese all’Adamello, il più grande ghiacciaio delle Alpi Italiane. Il Gruppo di lavoro glaciologico-geofisico per lo studio della Marmolada comprende l’Università di Parma e l’Università di Padova, con ricercatori dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (fonte Università di Parma e Padova).