The Mindy Project:
The Mindy Project:

The Mindy Project:

Altro giro, altra première. Prima dell’esordio ufficiale, che avverrà il 25 di settembre, Fox ha mandato in onda il pilota della sua nuova serie comica The Mindy Project. Noi ovviamente eravamo lì per voi, davanti alla televisione con pop …Leggi tutto

Faccette buffe a pioggia

Altro giro, altra première. Prima dell’esordio ufficiale, che avverrà il 25 di settembre, Fox ha mandato in onda il pilota della sua nuova serie comica The Mindy Project. Noi ovviamente eravamo lì per voi, davanti alla televisione con pop corn e bibitina ghiacciata per rispondere al solito annoso quesito: vale la pena spendere ore e ore della propria vita per guardare The Mindy Project? No, perché io lo so: voi avete anche da fare, avete una vita piena di impegni e non potete permettervi di fare gli spettatoti passivi per una serie che poi magari si scopre essere una mezza bufala. E allora ci penso io, amici. Non vi preoccupate. Fra poco vi svelo l’arcano: The Mindy Project è una bombetta o una mezza calzetta?

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E insomma lei è Mindy...

L’altro giorno ho trovato una spietata galleria sull’Hollywood Reporter che dava le quote sulla possibilità di chiusura di tutte le nuove serie. The Mindy Project viene data 15 a 1. Non malissimo, eh? Tenendo conto che al primo posto c’è Vegas, definito inattaccabile (bulletproof), e che all’ultimo, il ventesimo, c’è The Neighbors, dato 80 a 1 (che vuol dire che chiuderà al 99% dopo la prima puntata), la nostra serie si trova abbastanza in alto, ad un sereno settimo posto. Insomma, secondo l’HR ci sono buone possibilità che The Mindy Project diventi uno dei piccoli caso dell’anno. Eppure. Eppure da queste parti la serie ha convinto decisamente poco. E devo dire che sono partito con le migliori intenzioni e speranze, eh? La protagonista e creatrice della serie è infatti la mia amica Mindy Kaling, una comica statunitense di origine indiane che gli appassionati conoscono piuttosto bene. L’abbiamo vista principalmente nella versione a stelle e strisce di The Office, nella parte di Kelly Kapoor, ma ha un lungo curriculum pieno zeppo fi film comici come 40 Anni Vergine, The Five Year Engagment, Una Notte al Museo 2 – La Fuga e molti altri ancora. Insomma, Mindy è una comica in via d’affermazione. Non solo recita, ma scrive e dirige anche. Ha dato prova del suo valore proprio con The Office e, una volta trovato il coraggio, ha deciso di farsi la sua serie personale. Da qui nasce The Mindy Project.

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Hey Bill, ti ho mai detto che conosco un sacco di comici?

Mindy è una 30-something cresciuta con il mito delle commedia sentimentali di Nora Ephron. Nella sua vita, oltre al lavoro come ostetrica, c’è la speranza prima o poi di trovare il vero amore. Che ovviamente si manifesterà sotto forma di principe azzurro pronto a baciarla sotto la pioggia in un trionfo d’archi e musichine strappalcrime. Come dice in una delle battute più riuscite del pilot: “I’m basically Sandra Bullock!”. In realtà ha una vita sentimentale decisamente deludente, incasinata e insoddisfacente. La serie inzia dopo che il suo ragazzo l’ha lasciata per sposarsi in fretta e furia con una biondina inutile e lei è piuttosto disperata. Per cui seguiamo le sue disavventure sentimentali tra appuntamenti al buio e la corte spietata di due suoi colleghi: il primo è un demente inglese per lei irresistibile, il secondo è uno scorbutico figaccione con cui la nostra ha un classico rapporto di amore e odio.

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Insomma, se avete letto fino a qui, avete capito anche voi che non siamo dalle parti dell’inedito. The Mindy Project rischia di essere la solita comedy sentimentale, con un alto rischio di autoreferenzialità. Insomma, la sfida è quella di far innamorare tutti i potenziali spettatori della nostra Mindy. E la domanda è: ha l’appeal giusto? Inoltre c’è da aggiungere il fatto che lo spunto più interessante, quello della passione al limite dell’autiusmo della protagonista per i film sentimentali, viene abbandonato dopo sette secondi di serie e che la fotta con cui si buttano lì volti noti della comedy USA, tutti amici della Kaling, e che dovrebbero garantire la comicità del prodotto è un po’ fastidiosa. In 20 minuti di puntata vengono buttati lì Bill Hader, Ed Helms e il grande Stephen Tobolowsky. Insomma, nulla di che. Carino, ma nulla di che.

 

 

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