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Vacanze 2026, la guerra in Iran frena le partenze: quasi 7 milioni di italiani rinunciano alle ferie estive

Vacanze 2026, la guerra in Iran frena le partenze: quasi 7 milioni di italiani rinunciano alle ferie estive
Oltre 850mila passeggeri tra oggi e lunedì negli aeroporti di Fiumicino e Ciampino. Fiumicino, 30 Aprile 2026. ANSA/TELENEWS

Secondo l’indagine Facile.it-EMG, 243mila persone hanno cancellato il viaggio per paura del conflitto. e 700mila aspettano sviluppi prima di prenotare Italia, Spagna e Grecia le mete più scelte. Solo l’1% punterà sugli Stati Uniti

Rinunce, ripensamenti e prenotazioni congelate. L’instabilità in Medio Oriente si sta facendo sentire sulle vacanze estive degli italiani. Secondo un’indagine di Facile.it e EMG quasi 6,7 milioni di cittadini non andranno in vacanza, mentre altri 7,3 milioni sono ancora indecisi tra partire e restare a casa. Anche tra chi ha già deciso di concedersi un viaggio, l’incertezza pesa: circa 15,5 milioni di persone non hanno ancora effettuato alcuna prenotazione e di questi quasi 700mila stanno aspettando di vedere finire la crisi geopolitica, prima di fissare data e destinazione.

Il conflitto in Iran pesa sulle scelte: 243mila rinunciano alle vacanze estive per paura

I dati mostrano quanto il clima di tensione internazionale stia condizionando direttamente le decisioni delle famiglie italiane. Il primo impatto c’era già stato durante le festività pasquali e i ponti di primavera e ora sta influenzando le vacanze estive. 243mila persone dichiarato di rinunciare del tutto alle ferie a causa del conflitto in Medio Oriente. Non si tratta di chi ha semplicemente cambiato meta, ma di chi ha deciso di annullare la vacanza per timore legato agli scenari bellici. A questi si aggiungono 138mila italiani che, pur non avendo ancora deciso definitivamente, stanno aspettando di capire come evolverà la crisi prima di scegliere se partire e verso dove.

Sei milioni e mezzo di italiani hanno cambiato meta: addio Asia, Nord America e Medio Oriente

Tra chi invece partirà comunque, il conflitto ha determinato il cambio di destinazione. Secondo l’indagine, il 24% degli intervistati, pari a 6,5 milioni di italiani, ha dichiarato di aver modificato la meta originariamente scelta. Le motivazioni indicate sono soprattutto due: per il 42% è la paura di viaggiare in un contesto di conflitto, mentre per il 17% è il timore che il proprio volo venga cancellato. Le mete più penalizzate per questi motivi sono l’Asia, abbandonata dal 13% di chi ha cambiato programma, seguita dal Nord America (8,4%), dall’America Latina e dai Caraibi (8,1%) e dal Medio Oriente (6,5%). Anche chi aveva già scelto destinazioni più vicine in alcuni casi ha preferito virare su mete percepite come ancora più sicure.

Dove andranno gli italiani in vacanza per l’estate 2026: Italia regina dell’estate

Il risultato? Il turismo italiano sarà fortemente concentrato sulle destinazioni nazionali ed europee. Più di sei italiani su dieci (il 65%) passerà le vacanze in Italia, percepito come rifugio sicuro in un anno segnato dall’incertezza internazionale. Il 21,7% degli italiani viaggerà invece in Europa, con la Spagna meta preferita (22,4% di chi scegli il Vecchio Continente), seguita dalla Grecia (14,5%) e dalla Francia (10,8%). Numeri contenuti invece per le destinazioni a lunga percorrenza: il 2,1% degli italiani andrà in Asia, l’1,9% in America Latina e l’1,4% in Medio Oriente. Il dato più sorprendente riguarda però gli Stati Uniti, scelto da appena l’1% degli italiani in vacanza quest’estate, contro il 3% del 2022. Secondo alcuni osservatori il crollo degli Usa (che non riguarda solo il turismo italiano) è spinto non solo dal conflitto in Medio Oriente, ma anche da un “effetto Trump”, per le tensioni politiche e commerciali innescate dall’amministrazione statunitense.

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