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Our Universe, una storia gentile in un tempo che ha smesso di esserlo

Our Universe, una storia gentile in un tempo che ha smesso di esserlo

La nuova commedia romantica di Studio Dragon racconta lutto, cura e amore possibile attraverso una narrazione intima e generazionale, lontana dai codici classici della rom-com

Ci sono storie che non nascono da un desiderio, ma da un’assenza. Our Universe comincia così: non con un incontro, non con una promessa, ma con ciò che resta quando qualcuno se ne va. Una casa che cambia assetto, una famiglia che deve essere ridefinita, una quotidianità che smette di essere automatica e chiede di essere ripensata, gesto dopo gesto.

La serie si muove senza fretta, come se sapesse che certi sentimenti non tollerano accelerazioni. Si affida alle pause, agli spazi condivisi senza sapere bene perché, a un bambino che osserva gli adulti mentre cercano di capire che tipo di persone possono ancora diventare. L’amore, in Our Universe, non arriva come risposta. Arriva, semmai, come conseguenza inattesa di una responsabilità che non era stata scelta.

La narrazione è semplice, uno slice of life purissimo, con un tocco però di sensibilità che lo rende unico perché questa emozionante serie drammatica di 12 episodi segue Sun Tae-hyung (interpretato da Bae In-hyuk) e Woo Hyun-jin (interpretata da Roh Jeong-eui), due cognati con personalità opposte che si ritrovano costretti a mettere da parte le loro divergenze dopo un tragico incidente che toglie la vita ai loro rispettivi fratelli, lasciandoli soli a crescere il nipote orfano. Mentre affrontano insieme le loro nuove responsabilità, tra i due inizia a sbocciare un inaspettato legame romantico.

È una storia che parla di legami prima ancora che di sentimenti. Di cura prima che di desiderio. Di un tempo emotivo che non coincide più con quello sociale, in cui crescere un figlio, costruire una relazione o persino immaginare un futuro comune sembra sempre rimandabile. Our Universe si inserisce qui, con una delicatezza che non chiede attenzione, ma la merita.

Studio Dragon e una rom-com che sceglie di deviare

Our Universe (disponibile dal 4 febbraio su Rakuten Viki o HBO Max) nasce all’interno dell’ecosistema creativo di Studio Dragon, sussidiaria di CJ ENM e da anni tra le forze più riconoscibili del K-drama globale. Uno studio che ha costruito il proprio linguaggio sull’equilibrio tra accessibilità e profondità, tra racconto popolare e osservazione sociale.

In materiali esclusivi forniti da Studio Dragon a Panorama per il pubblico italiano, i registi raccontano Our Universe come una commedia romantica volutamente anomala, pensata per deviare dalle traiettorie più prevedibili del genere.

«Our Universe è una caotica commedia romantica che prende forma quando due adulti, cresciuti in contesti emotivi opposti, si ritrovano improvvisamente a dover crescere un bambino apparso come se fosse caduto dal cielo», spiega il regista Lee Hyun-suk. «La presenza di Woo-joo è l’elemento che distingue questa serie dalle rom-com tradizionali: non è solo il percorso di due persone verso l’amore, ma una relazione resa imprevedibile dall’irruzione della vita reale.»

Accanto a lui, la regista Chung Yeo-jin colloca la serie in un orizzonte generazionale più ampio.

«Per i giovani di oggi, che vivono in un’epoca in cui sognare, amare e avere figli sembra sempre più difficile, questa storia è come una specie rara. È una favola gentile», racconta. «C’è un proverbio che dice che per crescere un bambino serve un intero villaggio. Guardando Our Universe, forse si può pensare il contrario: che un bambino possa far crescere un intero villaggio.»

Sun Tae-hyung, imparare a dare ciò che non si è ricevuto

Our Universe, una storia gentile in un tempo che ha smesso di esserlo

Intervista esclusiva per l’Italia fornita da Studio Dragon a Panorama

Sun Tae-hyung è un uomo che ha costruito la propria identità intorno alla distanza. Vive proteggendo il suo spazio, il suo silenzio, la sua solitudine. Bae In-hyuk racconta di aver inizialmente percepito il personaggio come respingente, salvo poi riconoscerne la fragilità più profonda.

«Quando ho incontrato Tae-hyung per la prima volta, mi sono chiesto perché fosse così scontroso e pungente. Poi, leggendo la sceneggiatura e filmando, ho capito che non sa dare amore perché non l’ha mai ricevuto.»

Il suo è un percorso di trasformazione silenziosa, fatto di dettagli più che di svolte.

«Volevo che gli spettatori osservassero come cambiano lentamente le sue espressioni, lo sguardo, il tono della voce. Tae-hyung non cambia all’improvviso: impara ad aprirsi vivendo con Hyun-jin e Woo-joo.»

Woo Hyun-jin, la dolcezza come forma di resistenza

Our Universe, una storia gentile in un tempo che ha smesso di esserlo

Intervista esclusiva per l’Italia fornita da Studio Dragon a Panorama

Woo Hyun-jin è una ragazza sulla ventina, sospesa tra ciò che dovrebbe diventare e ciò che la vita le chiede di essere. Roh Jeong-eui vede nel personaggio un ritratto profondamente generazionale.

«Ho deciso di partecipare al progetto perché pensavo di poter raccontare in modo realistico i pensieri e le preoccupazioni delle persone della mia età. Hyun-jin cresce mentre cresce suo nipote, ed è un processo molto umano.»

Il suo fascino sta nella dolcezza, in un amore che non ha bisogno di essere dimostrato.

«Sappiamo come dare amore a un bambino, ma spesso non comprendiamo come lui lo riceva e lo restituisca. Our Universe racconta proprio questo scambio.»

Hyun-jin vive sospesa tra stabilità e realtà, tra ciò che rassicura e ciò che mette alla prova. Non sceglie subito, e in questa esitazione si riconosce una generazione intera.

Park Yoon-seong, la nostalgia della possibilità

Our Universe, una storia gentile in un tempo che ha smesso di esserlo

Intervista esclusiva per l’Italia fornita da Studio Dragon a Panorama

Park Yoon-seong entra nella storia come un ricordo che riaffiora. Park Seo-ham lo descrive come un personaggio apparentemente impeccabile, ma attraversato da una solitudine profonda.

«All’esterno sembra perfetto, ma sono stato attratto dalla sua fragilità interiore. Volevo mostrare che dietro la sicurezza c’è una persona calorosa.»

Per Hyun-jin, Yoon-seong rappresenta la stabilità, ciò che promette continuità.

«Incontrando il suo primo amore, Hyun-jin, Yoon-seong mostrerà emozioni diverse, anche la tristezza. È un personaggio che vive tutto con sincerità.»

La sua presenza non spezza l’equilibrio della storia: lo mette alla prova.

Una regia che accompagna, non impone

La forza di Our Universe risiede anche nella sua regia. Chung Yeo-jin parla del desiderio di non rendere mai scomode le storie dei personaggi, soprattutto in un drama che ruota attorno a un bambino. Lee Hyun-suk insiste su una direzione emotiva fatta di piccoli spostamenti, di cambiamenti progressivi, mai improvvisi. È una regia che osserva più di quanto spieghi. Che accompagna lo spettatore senza trascinarlo.

Perché Our Universe resta

Our Universe non promette soluzioni, né finali esemplari. Racconta un processo: persone che imparano a stare, a prendersi cura, a fare spazio. In un tempo che chiede velocità, sceglie la lentezza. In un genere che spesso cerca l’evasione, sceglie la prossimità.

Ed è proprio questa scelta, sostenuta dalla solidità industriale di Studio Dragon e da interpretazioni misurate, a rendere Our Universe un K-drama che non ha bisogno di alzare la voce per farsi ricordare.

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