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Lotteria Italia, perché resta un rito di inizio anno e continua a funzionare

Lotteria Italia, perché resta un rito di inizio anno e continua a funzionare

La Lotteria Italia resta un appuntamento simbolico di inizio anno: dalla tv degli anni ’80 e ’90 ai numeri record del 2025, tra tradizione e attualità

In Italia l’inizio dell’anno ha da decenni un piccolo rito condiviso che non pretende centralità, ma resiste con discrezione: la Lotteria Italia. Non un evento capace di scandire la vita quotidiana degli italiani, ma un’abitudine riconoscibile, stagionale, legata alle feste e soprattutto alla televisione. Un gesto semplice — comprare un biglietto, controllarlo il 6 gennaio — che attraversa le generazioni senza mai diventare totalizzante.

Una tradizione televisiva più che sociale

Il peso culturale della Lotteria Italia si è costruito soprattutto attraverso la tv generalista. Negli anni Ottanta e Novanta l’estrazione era parte integrante del palinsesto Rai delle feste, agganciata ai grandi varietà del sabato sera. Programmi come Fantastico hanno trasformato la Lotteria in un appuntamento familiare, seguito senza particolare pathos ma con una familiarità diffusa, figlia di un’epoca in cui la televisione aveva ancora un ruolo aggregante.

Negli anni Novanta il legame si è rafforzato ulteriormente con il varietà, culminando nel 1999 con Carràmba! Che fortuna, quando l’estrazione finale raggiunse ascolti da grande evento nazionale. È probabilmente quello il momento di massima esposizione popolare della Lotteria: non tanto come gioco, quanto come cornice televisiva di un’Italia che si ritrovava davanti allo stesso schermo.

Con il passare degli anni, il peso simbolico si è ridimensionato insieme alla centralità della tv generalista. La Lotteria Italia non è scomparsa, ma si è adattata. Oggi vive soprattutto nel formato del game show, abbinata a Affari Tuoi, che ne accompagna l’estrazione finale del 6 gennaio. Un contesto più quotidiano, meno solenne, che riflette bene il suo ruolo attuale: non più evento collettivo imprescindibile, ma consuetudine stagionale.

I numeri del 2025: una fedeltà che regge

Se il peso culturale si è ridotto, quello numerico racconta però una fedeltà sorprendente. In vista dell’estrazione del 6 gennaio 2026, i biglietti venduti per la Lotteria Italia 2025 viaggiano verso quota 9,5 milioni, con un aumento del 10% rispetto all’edizione precedente. Un dato in crescita rispetto ai 6,7 milioni del 2023 e agli 8,6 milioni del 2024, che conferma come l’abitudine non sia affatto scomparsa.

La Lombardia si conferma tra le regioni più coinvolte. Nell’edizione 2024 i biglietti venduti sono stati 1.303.440, con una crescita del 29% sull’anno precedente. Milano ha guidato la classifica con 583.750 biglietti, seguita da Brescia con oltre 153.000. Non mancano nemmeno i racconti legati ai cosiddetti “luoghi fortunati”: all’Autogrill Somaglia Ovest, dove nel 2024 è stato venduto il biglietto vincente da 5 milioni di euro, si parla di fino a 350 biglietti venduti in un solo giorno, alimentando un immaginario che resta più simbolico che statistico.

Dicembre, tredicesime e pubblico adulto

Il picco delle vendite continua a concentrarsi nel mese di dicembre. I tabaccai descrivono un pubblico prevalentemente adulto, spesso over 40, che acquista il biglietto come gesto rituale più che come investimento reale. La tredicesima, le feste, il clima di fine anno restano fattori decisivi. È una partecipazione sobria, lontana dalle dinamiche del gioco compulsivo.

Premi speciali, premi dimenticati

L’edizione 2025 introduce anche un premio speciale unico da 300mila euro, estratto in diretta il 6 gennaio prima dell’assegnazione dei premi principali. Un modo per rinnovare l’attesa senza stravolgere il formato.

Resta però un dato curioso e costante: i premi non riscossi. Nell’ultima edizione, oltre 1,2 milioni di euro di premi finali non sono stati ritirati, a cui si aggiungono circa 130mila euro di premi giornalieri dimenticati. Dal 2002 a oggi, la cifra complessiva supera i 32 milioni di euro. Un dettaglio che racconta bene la natura della Lotteria Italia: acquistata spesso per tradizione, non sempre seguita con attenzione fino in fondo.

La Lotteria Italia oggi non definisce l’identità degli italiani, né pretende di farlo. È piuttosto un piccolo rito di passaggio, un residuo gentile della tv generalista, una consuetudine che riaffiora ogni gennaio e poi scompare per un altro anno. Non è poco, in un Paese dove molte tradizioni si sono dissolte del tutto. Ed è forse proprio questa sua dimensione ridotta, non invadente, a permetterle di resistere.

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