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SaveFamily: lo smartwatch che convince i genitori a non comprare lo smartphone ai figli

SaveFamily: lo smartwatch che convince i genitori a non comprare lo smartphone ai figli

Un bambino su cinque in Europa usa lo smartphone per più di sei ore al giorno. SaveFamily propone un’alternativa: smartwatch con GPS e SOS pensati per crescere insieme ai ragazzi, garantendo ai genitori il controllo discreto da remoto. Adesso disponibili anche in Italia.

Non è necessario e neppure opportuno dare uno smartphone ai bambini. L’alternativa proposta da SaveFamily è molto più intelligente e ponderata. L’azienda spagnola fondata nel 2018 e leader in Europa nel settore della tecnologia sicura per la famiglia, ritiene che uno smartwatch possa essere la risposta migliore. Ovviamente non un dispositivo standard, ma un prodotto sviluppato per rispondere alle necessità specifiche dei più piccoli (e anche degli anziani).

Il problema: bambini online troppo presto

I dati raccontano una storia preoccupante. Secondo quanto riportato dall’EU Digital Services Act e dalla Società Italiana di Pediatria (marzo 2026), 1 bambino su 5 utilizza lo smartphone per più di 6 ore al giorno, mentre il 77% degli adolescenti si dichiara dipendente dal proprio telefono. Non è solo una questione di tempo-schermo: è un problema di esposizione precoce e non mediata a social media, contenuti inappropriati e dinamiche relazionali complesse come il cyberbullismo.

SaveFamily, adesso disponibile anche in Italia, nasce proprio per intercettare questo bisogno, con un approccio che definisce “Safety by design”: dispositivi progettati dalla base per essere sicuri, non smartphone a cui si tenta poi di aggiungere filtri e limitazioni.

Come funziona: connessi sì, ma in modo controllato

Il cuore dell’offerta di SaveFamily per i bambini è una gamma di smartwatch che garantisce le funzioni essenziali di comunicazione, GPS, chiamate, videochiamate e un tasto SOS, senza dare accesso a internet aperto, social network o contenuti non verificati. Il tutto è gestibile dai genitori tramite un’apposita app, che consente di impostare zone di sicurezza geolocalizzate, attivare la modalità scuola (che silenzia il dispositivo nelle ore di lezione), definire una rubrica anti-spam con i soli contatti autorizzati e monitorare gli spostamenti in tempo reale.

La possibilità di inserire una nano sim direttamente nel dispositivo è un grande plus che consente di scegliere tariffe competitive senza vincolare l’utente ad abbonamenti costosi. I genitori mantengono il controllo totale da remoto, adattando i parametri al variare delle situazioni e dell’età del bambino. Una flessibilità quasi totale e una semplicità d’uso sia per la famiglia che per chi indossa il dispositivo.

Il modello di punta per i ragazzi dagli 8 anni in su è il SaveWatch Plus 2, che aggiunge alla dotazione di base un display AMOLED con Gorilla Glass, una versione adattata di WhatsApp, l’assistente AI e persino Spotify in modalità sicura. Prezzo: 139 euro.

Per i più piccoli, dai 4 ai 7 anni, il modello di riferimento è l’Iconic Plus 2, pensato con un design colorato e giochi educativi integrati, funzioni contro il cyberbullismo e il monitoraggio dei parametri vitali. Il modello Slim, invece, è la scelta per chi cerca discrezione e leggerezza, con GPS, chiamate e controllo parentale in un formato più essenziale, a partire da 89 euro.

SaveFamily: lo smartwatch che convince i genitori a non comprare lo smartphone ai figli

Tutela, non controllo, anche per gli anziani

Il punto interessante del modello SaveFamily è che il controllo parentale non viene presentato come sorveglianza continua, ma come uno strumento di accompagnamento. L’obiettivo dichiarato è permettere ai ragazzi di iniziare a costruire autonomia (andare a scuola, incontrare amici, giocare all’aperto), mantenendo un collegamento diretto con la famiglia senza aprire subito la porta all’esperienza completa dello smartphone.

L’efficacia di questo approccio non è solo teorica. Secondo i dati di SaveFamily, oltre il 91% delle famiglie che ha scelto i loro dispositivi ha posticipato l’acquisto del primo smartphone di almeno due anni. Un risultato che la dice lunga su come un prodotto pensato bene possa davvero cambiare le abitudini familiari, non solo promettere di farlo.

Questa filosofia di tutela ma non di controllo abbraccia anche un altro potenziale ed enorme bacino di utenti, quello dei “senior”. Con oltre il 25% della popolazione che ha superato i 65 anni (fonte: ISTAT, gennaio 2026), il Paese ha anche un bisogno crescente di soluzioni di supporto per gli anziani, spesso soli o con necessità di assistenza da parte di figli che vivono lontano o hanno poco tempo.

Non a caso, SaveFamily ha sviluppato anche una linea Senior: il modello SaveFamily Senior è un vero dispositivo di teleassistenza da polso, con rilevamento delle cadute (su 6 livelli di sensibilità), promemoria per i farmaci, monitoraggio di frequenza cardiaca, ossigeno nel sangue e pressione arteriosa, oltre alle funzioni di geolocalizzazione e videochiamate. L’obiettivo è permettere agli anziani di vivere in modo autonomo mantenendo un canale di emergenza sempre attivo con i familiari.

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