Home » Tempo Libero » Tecnologia » Meta sfida il futuro con gli occhiali AI da 299 dollari: arriva anche la linea firmata Kylie Jenner

Meta sfida il futuro con gli occhiali AI da 299 dollari: arriva anche la linea firmata Kylie Jenner

Meta sfida il futuro con gli occhiali AI da 299 dollari: arriva anche la linea firmata Kylie Jenner

Meta presenta i nuovi occhiali AI con EssilorLuxottica: tre modelli, 26 stili, batteria oltre 8 ore e una collezione con Kylie Jenner

Gli occhiali sono sempre stati un oggetto identitario. Dicono qualcosa di chi li indossa prima ancora che quella persona apra bocca. Possono essere eleganti, intellettuali, sportivi, provocatori, invisibili o volutamente scenografici. Ora Meta prova a trasformarli in qualcosa di più: non solo un accessorio, ma il primo vero volto quotidiano dell’intelligenza artificiale.

Con la nuova linea Meta Glasses, presentata il 23 giugno 2026 insieme a EssilorLuxottica, il gruppo guidato da Mark Zuckerberg fa un passo ulteriore nella sua strategia sugli occhiali intelligenti. Dopo il successo della collaborazione con Ray-Ban Meta e Oakley Meta, la società allarga il campo e porta sul mercato una gamma più ampia, più trasversale e soprattutto più accessibile, con un prezzo di partenza fissato a 299 dollari.

La direzione è chiara: far uscire l’AI dalla chat, dallo smartphone e dallo schermo, per portarla sul viso. Dentro un oggetto che si indossa tutto il giorno, che guarda il mondo dalla stessa prospettiva dell’utente e che può diventare, almeno nelle intenzioni di Meta, l’assistente personale più naturale dell’era dell’intelligenza artificiale.

Meta Glasses: gli occhiali AI diventano accessorio quotidiano

La scommessa di Meta parte da un’intuizione semplice ma potente: se l’intelligenza artificiale deve davvero diventare una presenza costante nella vita quotidiana, il dispositivo ideale non è necessariamente un telefono da prendere in mano, sbloccare e consultare. Potrebbe essere qualcosa che l’utente indossa già, quasi senza pensarci.

Gli occhiali, in questo senso, sono una categoria perfetta. Sono vicini agli occhi, alle orecchie, alla voce. Permettono all’AI di ascoltare, vedere, rispondere, interpretare il contesto e accompagnare l’utente senza costringerlo a interrompere ciò che sta facendo. Meta li definisce una delle categorie hardware più interessanti dell’era dell’AI, e il ragionamento non è difficile da capire.

Negli ultimi cinque anni, con EssilorLuxottica, l’azienda ha lavorato per dimostrare che gli smart glasses non devono sembrare gadget da laboratorio. Devono essere belli, leggeri, desiderabili. Devono stare su un volto senza trasformarlo in una demo tecnologica ambulante. La nuova linea Meta Glasses nasce esattamente da qui: rendere l’AI indossabile meno futuristica nell’apparenza e più normale nell’uso.

Tre modelli, 26 stili e la firma di Kylie Jenner

La nuova gamma debutta con tre montature principali, pensate per pubblici e stili diversi. Meta Adventurer ha una forma rettangolare pulita, più classica e versatile, disponibile nelle taglie Standard e Large. Meta Fury punta invece su una silhouette più audace, per chi vuole un occhiale che si faccia notare. Poi c’è Meta Glasses by Kylie, una montatura ovale sottile ispirata allo stile personale di Kylie Jenner, alla sua prima collaborazione nel mondo della wearable tech.

La presenza di Kylie Jenner non è un dettaglio ornamentale. È una scelta strategica. Per convincere il grande pubblico a indossare tecnologia sul viso, Meta non può parlare soltanto agli appassionati di innovazione. Deve parlare anche alla moda, al beauty, al linguaggio pop, a quel pubblico che compra un accessorio perché lo sente parte della propria immagine prima ancora che del proprio ecosistema digitale.

È qui che entra in gioco EssilorLuxottica, partner fondamentale non solo sul piano industriale, ma anche estetico. Gli occhiali arrivano in una palette ampia, che comprende Classic Black, Classic Tortoise, Racing Green, Linen, Merlot, Mahogany e Sandstone, con lenti da sole, polarizzate, chiare e Transitions. In totale sono disponibili 26 stili, un numero che racconta bene la strategia: non un solo prodotto tech da adattare a tutti, ma una gamma pensata per entrare nel guardaroba delle persone.

Non solo design: cosa fanno i nuovi occhiali Meta

Dietro la montatura, naturalmente, c’è la parte tecnologica. I nuovi Meta Glasses integrano un pulsante dedicato che permette di richiamare rapidamente Meta AI o di personalizzare l’accesso alla funzione preferita. Gli speaker open-ear consentono di ascoltare musica, podcast, audiolibri o telefonate senza isolarsi completamente dall’ambiente circostante. Il sistema multi-microfono è progettato per migliorare chiamate, messaggi e comandi vocali anche in presenza di vento o rumore.

C’è poi la funzione forse più immediata per il pubblico social: la possibilità di scattare foto e registrare video a mani libere, dalla propria prospettiva. Un punto centrale nella narrazione di Meta, perché sposta l’atto di catturare un momento dallo smartphone al volto. Non si prende più in mano il telefono, non si inquadra da fuori. Si registra ciò che si sta guardando.

La batteria promette oltre 8 ore di autonomia, con una custodia di ricarica pieghevole e portatile capace di fornire fino a 40 ore aggiuntive. È disponibile anche un nuovo Meta Glasses Charging Stand, pensato per rendere la ricarica più semplice e più elegante, compatibile con la maggior parte degli occhiali AI displayless di Meta, tra cui Ray-Ban Meta, Oakley Meta HSTN e i nuovi Meta Glasses.

Meta AI entra negli occhiali con Muse Spark

La vera partita, però, non è soltanto hardware. È software. I Meta Glasses sono i primi occhiali AI di Meta a debuttare con Meta AI powered by Muse Spark fin dal primo giorno. Muse Spark è il primo modello presentato dai Meta Superintelligence Labs, costruito specificamente per i prodotti dell’azienda e pensato per potenziare le capacità multimodali dell’assistente.

In concreto, significa che gli occhiali dovrebbero essere in grado di comprendere meglio ciò che l’utente sta vedendo, offrire risposte più intelligenti, aiutare nella gestione della vita quotidiana e intervenire su attività pratiche: dalle informazioni sportive ai consigli sui ristoranti, dalla gestione del calendario alla costruzione di abitudini più sane.

Meta insiste molto sul concetto di aggiornamento continuo. Gli occhiali non sono presentati come un prodotto chiuso, ma come una piattaforma destinata a migliorare con nuovi update software. Tra le novità annunciate c’è dynamic photo, una funzione che scatta automaticamente più fotogrammi e suggerisce il migliore, lasciando comunque all’utente la scelta finale. È in arrivo anche la navigazione pedonale per gli occhiali senza display, con indicazioni passo dopo passo.

Un altro tassello importante è la traduzione in tempo reale. Meta aggiunge il supporto a 14 nuove lingue, tra cui giapponese, cinese mandarino, hindi e coreano. In totale, la live translation sugli occhiali Meta supporta 20 lingue, compreso l’italiano. Un dettaglio non marginale per un prodotto che vuole diventare compagno di viaggio, lavoro e conversazione.

La privacy resta il punto più delicato

Ogni volta che si parla di occhiali dotati di fotocamera, microfoni e intelligenza artificiale, la domanda sulla privacy arriva inevitabilmente prima o poi. Meta lo sa e nella presentazione della nuova gamma insiste sulla presenza di impostazioni chiare e salvaguardie integrate per controllare ciò che l’utente decide di condividere e per rispettare la privacy delle persone attorno.

È il nodo più sensibile dell’intera categoria. Gli occhiali AI sono affascinanti proprio perché vedono e ascoltano dal punto di vista di chi li indossa. Ma questa è anche la loro zona grigia. La stessa funzione che li rende potenti può renderli problematici negli spazi pubblici, nei luoghi di lavoro, nei momenti privati, nelle conversazioni quotidiane.

Per questo la sfida di Meta non sarà soltanto convincere gli utenti che gli occhiali AI sono utili. Sarà convincere anche tutti gli altri che non sono inquietanti. La tecnologia indossabile non vive mai soltanto addosso a chi la compra. Vive anche nello sguardo di chi la incontra.

Compatibili con lenti graduate e disponibili anche in Italia

I nuovi Meta Glasses sono compatibili con lenti graduate entro un range totale da -12 a +2.25, con la possibilità di aggiungere lenti correttive anche dopo l’acquisto attraverso il nuovo sistema Rx Lens Swap, rivolgendosi al proprio ottico di fiducia senza invalidare la garanzia.

La distribuzione parte da Meta.com e da retailer selezionati come LensCrafters, Sunglass Hut, Best Buy e Amazon, con disponibilità in diversi mercati, tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Francia, Italia, Spagna, Germania, Irlanda, Svezia, Danimarca, Norvegia, Finlandia, Austria, Belgio, Paesi Bassi, Svizzera e Australia.

Il prezzo di partenza da 299 dollari è uno degli elementi più interessanti della strategia. Dopo anni in cui molti dispositivi wearable sono rimasti schiacciati tra entusiasmo da early adopter e freddezza del grande pubblico, Meta prova a costruire una nuova normalità: occhiali belli abbastanza da essere indossati, utili abbastanza da essere usati, accessibili abbastanza da uscire dalla nicchia.

La nuova battaglia dell’AI si gioca sul viso

Con i Meta Glasses, la competizione sull’intelligenza artificiale si sposta ancora una volta. Non più soltanto modelli linguistici, app, chatbot e assistenti vocali. La nuova frontiera è l’hardware quotidiano. Oggetti che non chiedono all’utente di entrare in un ambiente digitale, ma portano il digitale dentro la routine fisica.

È una trasformazione culturale prima ancora che tecnologica. Gli occhiali AI promettono di aiutare a ricordare, orientarsi, tradurre, fotografare, ascoltare, rispondere, organizzare. Ma soprattutto promettono di rendere l’intelligenza artificiale meno visibile come strumento e più presente come abitudine.

Meta ci arriva con EssilorLuxottica, con una collezione firmata Kylie Jenner e con un prezzo pensato per allargare il pubblico. Il messaggio è evidente: il futuro non deve sembrare per forza futuristico. Può avere una montatura ovale, una lente sfumata, un colore Merlot o Tortoise. Può stare in una custodia di ricarica e appoggiarsi sul comodino.

La vera domanda, adesso, non è più se gli occhiali intelligenti possano funzionare. È se siamo pronti a far guardare il mondo anche all’AI, esattamente da dove lo guardiamo noi.

© Riproduzione Riservata