Nel K-pop esiste un momento preciso, non dichiarato, ma inevitabile, in cui l’immagine smette di bastare. È il momento in cui l’idol, costruito per funzionare, deve iniziare a spiegarsi. Con Free Falling, Kangmin attraversa esattamente questa soglia.
Primo membro dei VERIVERY a debuttare da solista, Kangmin sceglie di farlo nel modo meno prevedibile possibile: non costruendo una versione più forte di sé, ma mettendo in scena la propria instabilità.
Free Falling non è un progetto che cerca di rassicurare. È, piuttosto, un diario emotivo che nasce da una fase di passaggio — quella che separa l’adolescenza da un’idea ancora incompleta di età adulta. Il titolo stesso è già una dichiarazione: cadere senza sapere dove si atterrerà, continuando comunque ad andare avanti.
Dopo l’esperienza nel survival show BOYS II PLANET, conclusa con un nono posto e una nuova esposizione globale, Kangmin sceglie di trasformare quel momento in materia narrativa. Non perfezione, ma dubbio. Non controllo, ma consapevolezza della perdita di controllo.
Dal punto di vista sonoro, Free Falling si muove in uno spazio coerente con questa tensione. L’intro, Intro: small, fragile and still here, costruita su un lo-fi morbido e fragile, mette subito in chiaro la direzione: vulnerabilità come linguaggio. Il brano principale, Free Falling, si muove invece su coordinate R&B-pop contemporanee, raccontando una relazione instabile fatta di attrazione e distanza, di avvicinamenti e rotture continue. Non c’è risoluzione, solo movimento. Chiude in the mirror, traccia mid-tempo che lavora sul conflitto interiore: ignorare se stessi o, finalmente, affrontarsi. È qui che l’album trova la sua chiave più esplicita — l’accettazione come processo, mai come punto d’arrivo.
Non è un caso che Kangmin abbia partecipato direttamente alla scrittura e alla produzione del progetto: Free Falling non è solo interpretato, è costruito dall’interno.
Per i lettori che ti incontrano per la prima volta: come ti presenteresti in tre frasi, senza menzionare i VERIVERY?
KANGMIN: Penso che posso essere descritto con queste tre frasi – Kangmin è ancora giovane. Kangmin è onesto. Kangmin ha paura.
La tua title track si intitola “Free Falling”. Nella tua vita reale, hai mai vissuto un momento che si avvicinasse davvero a questa sensazione — come cadere senza sapere dove atterrerai?
KANGMIN: Quando ho visto per la prima volta l’espressione “Free Falling”, ho pensato che si adattasse molto bene all’album e che fosse simile alla mia vita sotto molti aspetti. Non sto davvero “cadendo”, ma nel senso di non sapere esattamente dove sto andando, l’espressione e il suo significato sono molto simili a come vivo la mia vita in questo momento.
Il concept dell’album esplora quello spazio strano tra l’essere un ragazzo e diventare un adulto. In questo momento, ti senti più vicino al ragazzo che eri o all’uomo che stai diventando?
KANGMIN: In questo momento penso di essere più vicino a un ragazzo. Ho ricevuto l’etichetta di adulto dopo aver superato i 20 anni, ma sento ancora di avere poca esperienza e di dover imparare molto in tanti ambiti. Penso anche che ci sia ancora molto da capire da solo e da conquistare, quindi mi sento più vicino al ragazzo che ero.
Molti artisti parlano di ciò che guadagnano crescendo. Ma cosa pensi di aver perso lungo il percorso?
KANGMIN: Penso di aver perso il legame con gli amici di Busan. Mi piacevano davvero molto i miei amici lì, ma ci vediamo raramente perché viviamo lontani e abbiamo programmi molto impegnativi. A volte è triste, ma come ho detto prima, ho anche guadagnato altre cose.
Se potessi parlare al Kangmin che ha debuttato anni fa, quale sarebbe una cosa da cui lo metteresti in guardia e una cosa che gli diresti di non temere?
KANGMIN: Vorrei dirgli di essere semplicemente se stesso. Quando abbiamo debuttato, alcune parti di me sono state modificate e un po’ costruite, e vorrei dire al vecchio Kangmin di non farlo. So anche che avrebbe paura di non essere amato, quindi vorrei confortarlo perché non si senta così.
Sei sempre stato conosciuto come il maknae dei VERIVERY. Lavorare come solista cambia il modo in cui gli altri ti vedono — o il modo in cui vedi te stesso?
KANGMIN: Sto per iniziare la mia carriera solista, quindi non so se le persone che mi conoscevano come il più giovane dei VERIVERY mi vedranno in modo diverso. Però, lavorando a questo album, ho avuto modo di riflettere su me stesso e di pensare in modo più ampio rispetto a quando promuovevo con il gruppo, quindi mi sento un po’ diverso.
Questo progetto gioca sul contrasto tra energia da ragazzo ed energia più adulta. Dove si colloca questo contrasto per te?
KANGMIN: Come ho detto prima, dal punto di vista dell’età sono un adulto, ma sto ancora facendo esperienza di molte cose. Questo stato, in cui sto crescendo per diventare un adulto completo, si collega bene al concetto di “confine tra ragazzo e adulto”. Per esprimere l’insicurezza di essere incompleto, ho lavorato molto su diversi aspetti, tra cui il tono e il suono dell’album. Probabilmente è per questo che questo album ha sonorità più giovani e instabili, piuttosto che semplicemente “giovanili”, e penso che questo aiuti chi ascolta a immergersi meglio nel progetto.
Sei noto per essere diretto nelle interviste. Qual è una verità su te stesso che hai scoperto negli ultimi anni e che è stata difficile da accettare?
KANGMIN: Penso che sia stato difficile accettare il fatto di essere giovane. Ho iniziato la mia carriera molto presto e pensavo di aver vissuto più esperienze rispetto ad altre persone. Fino a poche settimane fa credevo di sapere molte cose e ne ero sicuro, ma recentemente ho capito che ci sono molte cose che non so, quindi sto cercando di accettare ciò che mi manca e lavorarci.
Quando hai ascoltato “Free Falling” completo per la prima volta, qual è stato il primo pensiero che ti è venuto in mente?
KANGMIN: Il mio primo pensiero è stato: “Hai fatto un buon lavoro.” Non volevo giudicarmi come bravo o meno quando ho ascoltato la versione finale, ma volevo prima di tutto dirmi “hai fatto un buon lavoro”.
Se questo debutto solista rappresenta un punto di svolta, che tipo di artista vuoi diventare da qui in avanti?
KANGMIN: Voglio diventare un artista che riesce a comunicare in modo più onesto con i fan, i VERRER, e con il pubblico. Allo stesso tempo, voglio mostrare momenti che i fan possano amare e crescere come un artista che ama davvero i suoi fan.
Ultima domanda. Se dovessi descrivere questo momento della tua vita con una sola parola, quale sceglieresti?
KANGMIN: Sceglierei “Free Falling”.
