Ansa/Matteo Bazzi
Televisione

Qualunque cosa succeda: Pierfrancesco Favino è Giorgio Ambrosoli su Rai Uno

L'1 e il 2 dicembre va in onda la miniserie in due puntate che racconta la storia dell'avvocato assassinato nel 1979

Un salto indietro di quarant'anni, a una pagina triste della storia italiana. L'1 e il 2 dicembre va in onda su Rai Uno la miniserie in due puntate Qualunque cosa succeda che racconta la storia dell'avvocato Giorgio Ambrosoli - assassinato con quattro colpi di pistola l'11 luglio 1979 - e la sua ricerca di giustizia dopo il crack finanziario della Banca Privata Italiana di Michele Sindona. 

A interpretarlo nel suo senso del dovere è Pierfrancesco Favino. Sua moglie è rivestita da Anita Caprioli mentre il banchiere Michele Sindona, mandante dell'omicidio, ha il corpo di Massimo Popolizio, recentemente visto al cinema nei panni del padre di Giacomo Leopardi ne Il giovane favoloso

 "Mio marito non era un eroe, ma una persona normale, un gran lavoratore che amava moltissimo la sua famiglia": così ricorda Giorgio Ambrosoli la vedova Annalori alla presentazione della miniserie, avvenuta nella sede milanese della Banca d'Italia. 

Tratta dal libro pubblicato nel 2009 dal figlio Umberto, la fiction parte dalla nomina dello "sconosciuto avvocato" Ambrosoli, scelto nel 1974 come liquidatore della Banca Privata Italiana, e termina con la sua uccisione per mano di un killer della mafia italoamericana assoldato da Sindona. Nel mezzo ci sono i cinque anni delle indagini sull'impero del banchiere siciliano che si era rifugiato negli Usa, i viaggi dell'avvocato tra Milano, Roma e New York, il ruolo di Bankitalia e di Enrico Cuccia, quello di Giulio Andreotti, del Vaticano e della politica. 
Ambrosoli era "una persona che se l'andava cercando": è la frase pronunciata pochi anni fa da Andreotti a chiudere il racconto televisivo.

"Il film è stato scritto tre anni fa, quando Andreotti era ancora vivo, e non abbiamo avuto difficoltà a inserire questa scena. Non abbiamo ucciso un uomo già morto", garantisce Matteo Levi, il produttore di Qualunque cosa succeda. Levi taglia corto anche sulla ricostruizione della morte di Sindona, che sul piccolo schermo è classificata con certezza come suicidio: "È quanto risultato da un'inchiesta ormai assodata".

"Quando ci hanno presentato l'idea di una miniserie avevamo tante perplessità, ma oggi sono molto contento che, attraverso la popolarità del mezzo televisivo, la storia di mio padre possa raggiungere un numero sempre più alto di persone", ha detto Umberto Ambrosoli.

"Ambrosoli non è sufficientemente ricordato, era un uomo giusto e coraggioso che ha onorato Milano e questo Paese", ha sottolineato il presidente della Rai, Anna Maria Tarantola, preannunciando che la fiction potrebbe essere tra quelle 'esportabili' fuori dai confini nazionali attraverso la società Rai Com

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