Maurizio Costanzo: «Vi racconto l'Italia attraverso la grande tv»
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Maurizio Costanzo: «Vi racconto l'Italia attraverso la grande tv»
Televisione

Maurizio Costanzo: «Vi racconto l'Italia attraverso la grande tv»

Il giornalista debutta con Rai, Storie di un'italiana, in coppia con l'archeologo e autore televisivo Umberto Broccoli. Tra ricordi, aneddoti e filmati delle Teche Rai, il nuovo programma va in onda da sabato 16 maggio su Rai 2 alle ore 14

«Ho dato retta a un consiglio che mi diede Piero Angela: pensa sempre a progetti nuovi, così l'Alzheimer scappa». Maurizio Costanzo è "malato di tv" e lo rivendica con orgoglio: così a 81 anni, in piena pandemia, ha bussato alle porte di Rai 2 e proposto un altro programma, una cavalcata in cui la storia della tv e pezzi di storia italiana s'intrecciano grazie a quel gioiello straordinario che sono le Teche Rai. Ed è nato Rai, storie di un'italiana, il nuovo programma che il decano dei giornalisti italiani conduce in coppia con il saggista e autore tv Umberto Broccoli, al via su Rai 2 da sabato 16 maggio alle ore 14.

Maurizio Costanzo e Umberto Broccoli: al via Rai, storie di un'italiana

Più che una lezione accademica, Rai, storie di un'italiana è come la scatola dei cioccolatini di Forrest Gump: non sai mai quello che ti capita. L'idea del programma, ideato, scritto e condotto da Maurizio Costanzo e Umberto Broccoli è semplice: intrattenere facendo conoscere la storia del nostro paese. «È un racconto leggero ma anche una lettura ragionata e inquadrata storicamente, un viaggio a ritroso grazie ai filmati delle Teche Rai, che sono un patrimonio straordinario», racconta Broccoli.

Ognuna delle otto puntate avrà una parola guida e si parte con "Inizio", dal 3 gennaio '54, con il primo annuncio – «un falso, la Colombo venne rimessa in scena da Zatterin anni dopo per ricostruire quel momento» - la sigla del Tg1, e così via a suon di link. C'è la Domenica Sportiva, c'è Arrivi e partenze con Mike Bongiorno – «realizzando questo programma l'ho rivalutato: era uno straordinario professionista», ammette Costanzo – e ancora il grande teatro e gli sceneggiati, il tutto impastato con aneddoti e ricordi per riannodare i fili e ripercorrere alcuni passaggi fondamentali della storia italiana.



La tv di ieri e quella di oggi

L'obiettivo di Rai, storie di un'italiana? Coltivare la memoria ma senza eccessi di nostalgia. «La nostalgia canaglia per quegli anni e per quella tv che io ho vissuto c'è: non sono un coetaneo di Marconi ma siamo lì», ironizza Maurizio Costanzo, che da stakanovista assoluto guarda avanti e pensa al futuro (proprio in questi giorni ha cominciato a registrare la nuova stagione de L'Intervista, per Canale 5). Il confronto tra la tv di ieri e quella di oggi, a questo punto è inevitabile.

Costanzo nel suo studio ha 12 schermi tv accesi («la mia è una malattia mentale», azzarda), guarda soprattutto talk politici e all news e dice di detestare le tele-risse («sono cominciate al Costanzo Show, ma odio quelle costruite che vedo oggi»). Il problema vero? L'approvvigionamento dei nuovi talenti. «I bravi registi e i bravi autori ci sono ma non ci sono più i soldi per fare la tv alla Antonello Falqui, che per registrare tre minuti di balletto lavorava un intero pomeriggio. E soprattutto non ci sono più i Gassman, i Vianello o i Tognazzi: non s'inventano a tavolino, o nascono oppure nulla».



Rai, storie di un'italiana: tra grandi inchieste e teatro

Dentro Rai, storie di un'italiana c'è di tutto: il Mattatore Gassman, gli Un due tre con Vianello e Tognazzi, gli indimenticabili sceneggiati come I promessi sposi, i capisaldi del varietà Rai ma anche le grandi inchieste (come quelle di Furio Colombo dal Vietnam) e ancora il teatro e gli interventi memorabili come quelli con Pasolini, Ungaretti e Montale.

«Abbiamo cercato di mettere insieme più sfumature di racconto tutte accattivanti. Le Teche sono un patrimonio straordinario in cui c'è non solo spettacolo ma anche tanta cultura del nostro paese», spiega Umberto Broccoli. Cos'ha pensato Costanzo realizzando il programma per Rai 2? «Ho pensato spesso: che bella televisione si faceva. Era giusto rendere un omaggio alla Rai e a chi faceva la Rai con grande passione. Per me la Rai è la mamma e Mediaset l'amante».

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