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Televisione

MasterChef 4: tra tigri e conigli vince la legge di Darwin

Grazie alla strategia di Amelia escono Serena e Ilaria - Le prime dichiarazioni a caldo delle escluse -

E' stata la puntata della "legge di Darwin" quella andata in onda ieri sera su SkyUno. A MasterChef iniziano a delinearsi equilibri, punti di forza e debolezze dei concorrenti che si studiano e si mettono a fuoco ricetta dopo ricetta elaborando strategie più o meno convincenti ai fini della gara.

TRA INFERNO E PARADISO

Mistery box doppia per i 17 rimasti in gara dopo il primo giro eliminatorio. Sotto la scatola numero 1, poeticamente definita "Il Paradiso" si celavano Gallo San Pietro e altri ingredienti dai sapori tenui e dai colori pastello. Gli aspiranti MasterChef potevano scegliere di trasformare il pesce in un piatto paradisiaco oppure farsi tentare "dall'inferno" scegliendo la seconda misteriosa scatola. A parte Valentina, Simone, Fabiano e Amelia gli altri hanno ceduto alle "sirene infernali" trovandosi a cucinare filetto, peperone, peperoncino e potendo usufruire del "fuoco" del cannello di caramellizzazione. I lapilli di Mefisto hanno scottato le piume di molti, visto che due dei tre piatti migliori si sono rivelati essere quelli del paradiso dando ragione alle scelte di Simone ed Amelia. Proprio la morettona ventiseienne porta a casa la vittoria lasciando gli altri a bocca asciutta.

LA STRANA STRATEGIA

Consistente il vantaggio di Amelia per la successiva prova, l'Invention test. Nella dispensa di MasterChef sotto alle cloches dei tre giudici si celavano: cozze anconetane, trippa di baccalà e ottimo guanciale. Amelia poteva scegliere l'ingrediente da cucinare per tutti e quello, più difficile, da dare solo a tre concorrenti con lo scopo di metterli in difficoltà.

"Ho deciso di applicare la legge di Darwin", spiegherà Amelia, "E quindi di mettere in difficoltà gli elementi già deboli". La scelta ricade così su Serena, Chiara e Paolo. Missione perfettamente riuscita per i piatti - immangiabili - di Chiara e Serena, ma miseramente fallita con Paolo che, addirittura, si aggiudica la prova e il vantaggio per l'esterna asserendo di avere un carattere particolare: "Io - dice - sono o tigre o coniglio. Non ho le vie di mezzo, ma dopo essere stato troppo a lungo coniglio in questa gara ho deciso di tirare fuori gli artigli della tigre".

Ad aver la peggio è, però, stata Ilaria che non è neppure riuscita a servire le cozze anconetane che avrebbe dovuto (insieme agli altri) preparare. Non saper cucinare un piatto di cozze in 45 minuti è stato troppo per la pazienza dei giudici che l'hanno mandata a casa senza pensarci due volte. "L'esperienza a MasterChef - ha dichiarato Ilaria a Panorama.it - mi ha rafforzata e mi ha insegnato a capire che con l'ansia e il panico non si arriva da nessuna parte. Durante la gara sono stata debole, ma ne sono uscita più forte. Ho capito che il panico non deve avere la meglio su di me. Per me è stata una brutta esperienza che, però, mi ha insegnato tanto, dentro e fuori dalla cucina".

 

CIAK SI MANGIA

I 16 ancora in gara si sono così mossi verso Sant'Agata dei Goti (Benevento), dove si stava girando la pellicola diretta da Alessandro Siani S'accettano miracoli. Gli aspiranti chef dovevano preparare il cestino per il pranzo con prodotti tipici del luogo. Un primo, un secondo e il dolce. Le due brigate (una diretta da Paolo, l'altra da Filippo) dovevano mettere insieme 80 cestini del pranzo da gourmet dei quali almeno 20 solo vegetariani. Obiettivo centrato dai rossi che, vincendo, hanno spedito i blu al Pressure test

A COLPI D'INCHIOSTRO

Al Pressure i perdenti (più Serena che dopo l'Invention test con la trippa di baccalà ha dovuto indossare il grembiule nero) hanno fatto i conti con il nero di seppia. Obiettivo era quello di estrarre almeno 4 sacche integre dagli animali. Non ce l'hanno fatta Stefano (forte, però, del concetto che "Il pressure se non ti uccide ti fortifica"), Serena, Paolo e Maria che hanno dovuto preparare, con quel nero, un piatto da presentare ai giudici. Se Maria con la sua polenta bianca con gamberi agli agrumi e nero di seppia ha guadagnato con facilità la balconata, Paolo grazie alle seppie scottate su crema nera di patate ha raggiunto la collega con una risicata sufficienza. Tra Serena e Stefano a lasciare la cucina di MasterChef è stata Serena che se ne è andata con una profezia: "Vincerà Simone" perchè, ha dichiarato a Panorama.it "E' uno chef completo, giovane e di talento e si merita il titolo".

Alla fine, vista l'uscita di Serena, la "legge di Darwin" applicata da Amelia a inizio puntata ha funzionato. 

"Darwin alla fine le ha dato ragione - ha amemsso sempre a Panorama.it Serena all'indomani dell'eliminazione - anche se io non mi sono mai ritenuta una concorrente debole. Certo mi manca l'esperienza e la tecnica, ma ho molta fantasia e manualità e questo con il tempo mi darà ragione. Io ho un'idea chiara di cucina e anche il mio look era motivato dal mio desiderio di mostrare la mia idea di ristorante in stile giapponese che vorrei aprire"

Quando ha salutato, il lacrime, il sogno di diventare la quarta MasterChef d'Italia Serena ha detto di non vedere l'ora di tornare dal suo fidanzato Stefano, "Sì - ha chiosato ridendo - aveva quasi finito la scorta di parmigiana congelata e quindi aveva bisogno di me".

 

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