Carlo Mazzone: "La Juve di Conte può fare 100 punti"
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Carlo Mazzone: "La Juve di Conte può fare 100 punti"
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Carlo Mazzone: "La Juve di Conte può fare 100 punti"

Il decano degli allenatori analizza il Campionato, promuovendo a pieni voti Garcia e spronando le milanesi: "Devono tornare in alto, per il bene del calcio"

Con circa mille panchine in carriera Carlo Mazzone ha scritto autentiche pagine storiche del nostro calcio. Spesso i suoi Scudetti sono state le imprese salvezza delle rispettive squadre, eppure è riuscito a portare in Coppa Uefa anche il Livorno. Passionale e ruspante, ha allenato grandi campioni come Luca Toni, Francesco Totti e Roberto Baggio, ai quali ancora oggi è legatissimo. L'ex tecnico, fra le altre, di Roma e Napoli ha vaticinato gli ultimi due mesi di Campionato e i suoi possibili sviluppi in esclusiva per Panorama.it.

Mister, come giudica l'attuale Serie A: è inferiore a Premier League e Liga come dicono molti?

"Il nostro Campionato rimane sempre difficile e complicato. Forse ci sono meno fuoriclasse rispetto agli anni Ottanta e Novanta, ma ciò è dovuto a fattori economici e non all'inferiore validità del nostro torneo". Come valuta la lotta per lo Scudetto? "Juventus-Roma è il duello di altissima classifica, ormai il Napoli è troppo distante. La squadra di Benitez ha perso troppi punti contro le squadre che lottano per la salvezza. I giallorossi stanno facendo molto bene e il rientro di Totti può far tanto. Francesco è bravissimo e sposta gli equilibri, ma solo i bianconeri possono perdere questo torneo. Stanno frantumando tutti i record e rischiano davvero di arrivare a quota 100 punti".

Antonio Conte è il condottiero della Vecchia Signora: lei lo lanciò da calciatore ai tempi del Lecce. Ricordi?

"Conte già all'epoca aveva grinta e personalità. A Lecce era reduce da un grave infortunio, lo aiutai a recuperare e ci fu una telefonata importante da parte di Giampiero Boniperti per avere referenze sul calciatore. Da parte mia garantii di persona per il suo ingaggio alla Vecchia Signora. Vista la carriera che sta facendo, c'è un grande orgoglio da parte mia. Sono davvero affezionato ad Antonio".

Può centrare il tris di Scudetti e rinnovare con i bianconeri?

"A Conte dico che non bisogna abbassare la guardia, ma lui non molla mai, perciò non accadrà. Antonio è l'uomo giusto per aprire un grande ciclo anche in Europa. Sta vincendo con un bel gioco: poche volte succede alle grandi squadre. Credo sia questo il suo maggior merito".

Allenatori che l'hanno colpita quest'anno?

"Garcia è la più bella novità dal punto di vista tattico e dell'approccio al calcio italiano. Solitamente gli stranieri hanno sempre fatto fatica. Invece in giallorosso sta facendo benissimo".

Un suo ex pupillo come Luca Toni vive una seconda giovinezza all'Hellas Verona ed è in lizza per i Mondiali...

"Per l'età che ha, sta facendo un'impresa. Luca è un gigante e la struttura fisica imponente dei centravanti di solito con gli anni diventa problematica, si fa fatica a restare a certi livelli. Invece Toni continua a segnare come fosse un ragazzino. bravissimo". Le delusioni del campionato sono le milanesi? "Vedere il Milan a centroclassifica fa impressione, non me lo sarei mai immaginato così lontano dalle prime posizioni. Credo che negli ultimi trent'anni la squadra rossonera non sia mai stata così indietro".

A Milano tiene banco Mario Balotelli: avendo allenato tanti campioni, che consiglio si sente di dare al numero 45 rossonero?

"Io ho lavorato con calciatori importanti come Francesco Totti e Roberto Baggio. Con loro ho avuto un rapporto profondo e gli ho sempre consigliato di essere importanti nei momenti delicati delle partite. A certi calciatori bisogna stare vicini, facendo sentire il proprio apporto nei momenti di difficoltà. Per il resto, il talento di Mario non si discute".

L'Inter, invece?

"I nerazzurri non possono lottare per il quinto o il sesto posto. Un club del genere può anche non vincere lo Scudetto, ma deve quanto meno essere protagonista e in lotta per le primissime posizioni, perché lo impone la sua storia. Credo sia un anno di transizione e sono curioso di vedere l'impatto di Thohir sul nostro calcio: l'avvio è stato positivo. Entrambe le milanesi devono però tornare a guardare alla Juve come rivale e non cullarsi sul fatto di arrivare prima dei cugini. Per il bene del calcio italiano sia Inter che Milan devono tornare ai primissimi posti".

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