Juve-Inter: tutte le sfide del Derby d'Italia (che non si può perdere)
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Juve-Inter: tutte le sfide del Derby d'Italia (che non si può perdere)
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Juve-Inter: tutte le sfide del Derby d'Italia (che non si può perdere)

Tra Allegri e Mancini ci sono 18 punti in classifica, però resta la partita più affascinante della serie A. Da vivere così...

E' vero. Sulla carta e leggendo la classifica non c'è partita, perché i 18 punti che oggi separano Juventus e Inter suonano già come una sentenza e segnano un solco troppo profondo da riempire. Questo Juventus-Inter non è una sfida che vale qualcosa. Allegri insegue lo scudetto e lo farà comunque vada, Mancini prova a ricostruire la sua Inter e il lavoro non sarà che all'inizio, qualunque sia il risultato dello Stadium. Però Juventus-Inter non riesce mai a essere una partita banale, nemmeno nelle annate un po' così. Lo racconta la storia quasi centenaria di questo confronto e anche l'attenzione maniacale con cui i due tecnici l'hanno preparata dal punto di vista psicologico, richiamando il meglio delle energie e lavorando sulla testa delle proprie truppe. Una sfida impossibile da non amare per chi segue il calcio e che, anche a 18 punti di distanza, conserva una lunga serie di motivi per cui non può essere persa. Eccoli:

Il primo Derby d'Italia di Allegri (e il passato di Mancini)

Max Allegri non è nuovo alle sfide con l'Inter e non sempre gli è andata bene. Sulla panchina del Milan si è però tolto delle grandi soddisfazioni e nella prima stagione in rossonero riuscì addirittura a fare bis, nel senso di vincere entrambi i derby tenendo lontana l'Inter di Benitez e Leonardo. Anche Mancini ha un passato di sfide contro l'avversaria di oggi. Da tecnico dell'Inter l'ha sofferta e battuta, ha duellato con la Triade e poi si è riavvicinato negli ultimi tempi, mandando anche a dire di "non essere mai stato anti-juventino" e di avere piacere un giorno ad allenarla. Percorso difficile, forse impossibile. Juventus-Inter è innanzitutto la loro sfida: Allegri presenta una Juve ormai de-contizzata (in attesa di Sneijder che segnerà la rottura definitiva con il passato recente), mentre Mancini ha Podolski che rappresenta la sua prima vittoria sul mercato.

Juve per tenere lontana la Roma, l'Inter per restare viva

In fine dei conti questo Derby d'Italia serve più ai bianconeri che ai nerazzurri. La Juve è impegnata nel lungo duello con la Roma per lo scudetto e ha bisogno di non cadere, anche perché la chiusura di 2014 non è stata all'altezza: sconfitta nella Supercoppa di Doha dopo una striscia di 4 pareggi tra campionato e Champions League con in mezzo il blitz di Cagliari. L'Inter ha come obiettivo rimanere attaccata al sogno del terzo posto, anche se Mancini è consapevole di essere ancora a metà del guado, con in mano una squadra disegnata per Mazzarri, certamente perfettibile e che avrebbe bisogno di tempo. Che non ha. Un successo sarebbe il balsamo migliore. Occhio al mini-bilancio del Mancio in nerazzurro: 5 partite di campionato e 5 punti, peggio del predecessore che viaggiava a una media di 1,45 punti a gara e che ha lasciato la nave in condizioni migliori di quella attuale.

Allegri: "Dimenticata la Supercoppa, attenti all'Inter che sta migliorando"

"La prima partita dell'anno è sempre difficile, una partita strana. E' come la prima di campionato e quindi farà risultato chi avrà più attenzione, chi sarà più concentrato. Non è una questione né fisica né tecnica: sicuramente è una questione di testa. A parte la storia del Derby d'Italia, la verità è che giochiamo contro una squadra che ultimamente ha fatto progressi, ha trovato un po' più di autostima e soprattutto è una gara pericolosa: basta vedere i risultati di Real Madrid e Barcellona in Spagna. Contraccolpi dopo Doha? Nel calcio a me piace vincere sempre, però la Supercoppa è stata una partita risolta dopo 15 calci di rigore e dove abbiamo avuto tre match-ball. Spiace aver perso, però direi che il percorso della Juventus dall'inizio dell'anno, quando sono arrivato io, è quasi un percorso netto a livello di obiettivi".

Mancini: "Ricordiamoci che siamo l'Inter. Nulla è impossibile..."

"Non c'è un modo particolare di battere la Juventus, dovremo solamente essere molto bravi noi e può succedere di tutto. Questa è una classica del calcio italiano e noi dobbiamo pensare sempre e comunque che siamo l'Inter. Ripeto: siamo l'Inter. Dobbiamo avere la nostra mentalità. Può essere la svolta? La vittoria è il risultato massimo, durante l'anno ci sono partite importanti che possono valere qualcosa in più e questa è una di quelle. Anche a livello di fiducia. Non voglio vedere una squadra che pensa che il match sia impossibile. Dobbiamo entrare in campo con l'obiettivo di vincere".


Tevez (che non ha mai segnato all'Inter) contro Icardi (bestia nera Juve)

Sarà il ballo di due attaccanti argentini che hanno alle spalle carriere profondamente diverse e davanti un futuro non uguagliabile. Tevez esce dalla settimana in cui ha annunciato che nel 2016 lascerà l'Italia per tornare in Argentina, a meno che Marotta non riesca a fargli cambiare idea: non ha mai segnato all'Inter e ha a disposizione ancora almeno quattro tentativi. Icardi potrebbe essere la pedina sacrificata sull'altare del mercato di Thohir (più a giugno che a gennaio), è giovane e in rampa di lancio e con la Vecchia Signora ha un conto apertissimo a partire dalla doppietta realizzata in maglia Sampdoria. Era la prima gara dell'anno solare 2013. Anche quela volta si giocava all'Epifania e anche allora sembrava non esserci partita...

La prima di Podolski, juventino mancato

Il transfer è arrivato all'ora di pranzo, in tempo per sostenere almeno un allenamento con i compagni e poi viaggiare a Torino. Lucas Podolski potrebbe partire anche titolare oppure accomodarsi in panchina. Mancini lo attende per dare un senso al gioco fatto di esterni e la sfida con la Juventus è la prima occasione per vedere se la scelta è stata giusta. Il tedesco, che è campione del mondo, è avvezzo a questi palcoscenici e non si è nemmeno scosso per la guerra tra tifosi che si è scatenata in nome della sua vecchia simpatia bianconera. Roba da social network che ha infiammato la lunghissim vigilia di questa partita...

Quando Podolski tifava Juventus e parlava di Calciopoli...

Arbitra Banti, livornese come Ceccarini che nell'aprile del '98...

L'arbitro allo Stadium sarà Nicola Banti della sezione di Livorno. Sì, la stessa città di Piero Ceccarini, il famoso fischietto della celeberrima Juentus-Inter dell'aprile 1998, quella di Iuliano e Ronaldo e di tutto il resto. La madre delle partite prima che arrivasse Calciopoli a rendere ancora più aspra la rivalità tra due mondi che non si sono mai amati. Non è un top arbitro e, soprattutto, non esce da un bellissimo periodo. L'ultima fischiata? Genoa-Roma del 14 dicembre con polemiche per la simulazione di Ljajic non vista, le accuse di Preziosi, Mafia capitale e tutto il resto. Auguri...

I dieci scandali della storia di Juventus-Inter

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