I 5 errori di Garcia che stanno limitando la Roma
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I 5 errori di Garcia che stanno limitando la Roma
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I 5 errori di Garcia che stanno limitando la Roma

Approccio alla partita, scelte tecniche, polemiche e messaggi: ecco cosa sta sbagliando il francese che insegue la Juventus

Sia chiaro: il bilancio in sè non è negativo. Anzi. La Roma va alla sosta di Natale dopo 16 giornate pienamente in corsa per lo scudetto, con soli 2 punti in meno rispetto a un anno fa (36 contro 38) ma avendo scontato le fatiche fisiche e psicologiche di un girone di Champions League durissimo. Dunque ha ragione Garcia quando dice che il voto deve essere alto, perchè nessuno in Europa ha saputo migliorarsi avendo l'impegno europeo; nemmeno la Juventus lo ha fatto e, infatti, il distacco tra prima e seconda è inferiore rispetto alla 16° di un anno fa. Però c'è qualche crepa nel modo in cui il tecnico francese ha condotto la sua Roma in questa prima parte della stagione e anche il pareggio contro il Milan che ha chiuso il 2014 le ha mostrate. Piccoli errori (o forse grandi) da non ripetere nel 2015 se Rudi vorrà fare corsa pari con Allegri fino alla fine. Intanto il bilancio dell'anno solare 2014 dice che la Roma ha messo insieme 80 punti, 15 in meno della Juventus: rispetto ai -17 di Conte a maggio un piccolo passo avanti.

Troppe occasioni perse per il salto di qualità

La storia delle prime 16 giornate dice che la Roma non è mai stata in testa da sola. Avrebbe potuto esserlo  alla 6°, ma ha perso lo scontro diretto di Torino, oppure in questo mese di dicembre se non avesse gettato al vento l'occasione delle due partite casalinghe contro Sassuolo e Milan. Poi si starà a discutere di errori arbitrali pro (contro il Sassuolo) e avversi (nella sfida con il Milan), però il dato di fatto è che, se i giallorossi avessero fatto fino in fondo il loro dovere davanti al proprio pubblico in due gare sulla carta alla portata, oggi la Juventus sarebbe alle spalle. Non aver colto l'attimo è un peccato veniale che potrebbe trasformarsi in mortale: un anno fa accadde lo stesso a novembre con i 4 pareggi consecutivi aperti proprio dall'1-1 subito dal Sassuolo all'Olimpico. Non è un caso che partite come questa la Juve le vinca anche al 93' con un tiro di Pirlo da 30 metri. Questione di mentalità, prima ancora che tecnica.

Troppe polemiche sugli arbitri dopo Torino

Dalla sfida di Torino a quella contro il Milan sono passati esattamente 76 giorni. Ebbene, alla vigilia Rudi Garcia non ha trovato di meglio che tornare ancora sui fischi di Rocchi allo Stadium e sugli errori che avrebbero privato la Roma di un risultato positivo. Troppe polemiche per un fatto ormai alle spalle, che non si può cambiare e che, comunque, non è nemmeno come Garcia lo descrive considerato che la moviola si è incaricata di dire altro. Alla lunga si finisce col creare alibi a giocatori ed ambiente, quando sarebbe meglio concentrare tutte le forze sul campo. Anche perché nel frattempo è successo altro, come i regali contro Sassuolo e Genoa. Rudi, però, è rimasto incastrato nella macchina del tempo, nervoso e scorbutico, lontano da quello che aveva incantato un anno fa al suo debutto in Italia. Perché?

La sindrome d'accerchiamento non sempre paga

Il riferimento più immediato è alle strategie comunicative di Mourinho. Solo che Jose aveva una squadra e un ambiente abituati, mentre Roma non sembra il palcoscenico giusto per costruire il fortino. Anche la settimana furente per la squalifica di Marassi ha svuotato di energie tutti. Alla fine Garcia ha ritrovato panchina e onore, ma il risultato è stato pessimo: il vecchio Mou si sarebbe preso la squalifica e su quella avrebbe costruito un capolavoro. La Roma di Garcia non è pronta per questo genere di mind games...

L'EVOLUZIONE DI GARCIA IN GARCINHO...

Scelte di formazione non sempre azzeccate

Tutto si trasforma in difficoltà anche sul campo. La gara contro il Milan ha lasciato più di una perplessità, esattamente come era capitato dopo Monaco di Baviera, Mosca e il Sassuolo. Ad esempio, si può lasciare fuori il giocatore più in forma (Ljajic) inserendolo solo dopo 66 minuti? E che senso ha legarsi mani e piedi a Totti, che è ancora decisivo malgrado l'età ma nelle ultime settimane ha mostrato qualche limite fisico? Già contro il Manchester City non era stato un fattore positivo, anzi. Con il Milan è risultato tra i peggiori e Garcia ha dato l'impressione di essere prigioniero del capitano. In generale, mai nelle gare di questa stagione c'è stata la sensazione di una capacità di cambio in corsa che abbia ribaltato il destino di una serata storta. E' un limite su cui la Roma dovrà lavorare....

Asticella troppo alta? Si torni ai fari spenti

L'ultima considerazione è sulle aspettative di tutto l'ambiente. Quando Garcia ha alzato l'asticella la risposta non c'è stata. E' capitato quando si è detto sicuro dello scudetto, quando ha garantito che la Roma era a livello del Bayern Monaco e quando ha lanciato il grido di battaglia "più ci danno fastidio e più attaccheremo". Il dubbio è che sia meglio viaggiare a fari spenti o, almeno, provando a mettere pressione sulle spalle degli altri invece che attirarla su se stessi. Se i risultati sono questi...

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