Calciosociale: cambiare le regole del calcio per cambiare il mondo

La campagna internazionale "Share the good" lanciata da Coca-Cola racconta in un video la storia di Massimo Vallati e del campo dei Miracoli di Corviale

Massimo Vallati, ideatore del calciosociale

Matteo Politanò

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Abbattere le barriere, i conflitti, le distanze. Trasformare i campi da calcio in palestre di vita mettendo al centro valori e solidarietà. Quella di Massimo Vallati e del calciosociale è una storia virtuosa che Coca-Cola ha raccontato in un video lanciato all'interno della campagna "Share the good". "Dall'inizio di gennaio è iniziata questa campagna con l'obiettivo di mostrare esempi di vita e di solidarietà, messaggi veri ed educativi. Per veicolarli abbiamo scelto alcuni "eroi locali" che fanno piccole azioni dal potente valore simbolico. Ad esempio c'è la storia di un ragazzo che a San Francisco mette altalene ovunque come regalo alla città e quella di una ragazza sudafricana che pianta alberi di notte clandestinamente a Capetown. All'interno di questo progetto siamo entrati in contatto con la realtà del calciosociale, volevamo trovare un eroe italiano in grado di esprimere il nostro concetto. Nell'ambito di una serie di manifestazioni abbiamo conosciuto Massimo Vallati e siamo rimasti subito colpiti dal suo valore" spiega Fabrizio Nucifora, direttore marketing di Coca-Cola Italia. 

L'eroe in questione è colui che a Corviale, quartiere di Roma, ha aperto un centro dove si sono reinventate le regole del calcio al fine di favorire integrazione e l'educazione: 

"Guardando il declino del calcio moderno, un movimento che vive prima di tutto una crisi di valori e non è più strumento d'unione ma di divisione, abbiamo pensato e sognato di rendere il calcio come metafora dei valori che sono andati persi. Cambiare le regole del calcio per ridiscutere quelle del mondo. Il primo centro di calciosociale è nato dagli sforzi di persone che hanno sempre seguito il calcio e che hanno creato un vero e proprio campionato dove le squadre vengono composte in base a coefficienti da 1 a 10. Si creano così squadre equilibrate in modo che ogni formazione può vincere. Un'altra regola è che ogni giocatore non può fare più di tre gol a partita, in modo da mettersi al servizio dei compagni meno bravi. I calci di rigore vengono battuti da chi ha coefficienti più bassi, magari ragazzi che hanno problemi fisici o psichici. Il progetto mira a creare integrazione a tutti i livelli, sociale e culturale". 

Il successo del calciosociale è sfociato lo scorso 19 febbraio grazie a Coca-Cola Italia nell'arrivo della coppa del Mondo al Campo dei miracoli di Corviale, un fiore all'occhiello per tutte le persone che negli anni hanno lavorato al progetto: 

"Abbiamo ricostruito il centro di Corviale e l'arrivo della coppa del Mondo è stata la ciliegina sulla torta. Corviale è una zona difficile, ci sono in ballo tante energie e tante risorse che ogni giorno devono mettersi in discussione. L'arrivo della coppa del Mondo è stato un premio per tutti, ha donato una grande emozione per tanti ragazzi che in questi anni si sono battuti per creare questa realtà. Cinque anni fa in pochi avrebbero pensato che ce l'avremmo fatta, portare la coppa nel primo centro di calciosociale al mondo è stata un vittoria unica. Ora andiamo avanti in attesa del decennale che festeggeremo nel 2015 e siamo convinti che in futuro i centri come il nostro saranno sempre di più". 

 
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