Spandau Ballet: le 10 canzoni più belle
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Spandau Ballet: le 10 canzoni più belle
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Spandau Ballet: le 10 canzoni più belle

Stasera a Roma la seconda tappa del tour italiano della band guidata da Tony Hadley

Ritornano in Italia gli alfieri del New Romantic

Stasera la Cavea dell'Auditorium Parco della Musica di Roma ospiterà la seconda tappa del tour italiano degli Spandau Ballet, gruppo-simbolo degli anni Ottanta, oltre che alfieri del movimento New Romantic. L'ultimo concerto nel Belpaese si svolgerà il 16 luglio nella suggestiva cornice del Teatro Antico di Taormina. A sette anni di distanza dalla clamorosa reunion, avvenuta nel 2009, gli Spands, come vengono chiamati dai loro fan, interpreteranno le canzoni che hanno segnato un’epoca, oltre ai tre inediti inseriti nella recente raccolta The Story: The Very Best of Spandau Ballet. Per realizzare i nuovi brani è stato chiamato il mago dei suoni Trevor Horn, che ha prodotto gli album di Simple Minds, Frankie Goes To Hollywood , Pet Shop Boys, Propaganda, Genesis, Paul McCartney e Mike Oldfield. Il risultato della loro fruttuosa collaborazione può essere apprezzato nel singolo This is the love, che strizza l’occhio al sound patinato degli anni Ottanta. Vediamo insieme, cliccando le frecce laterali, i 10 brani fondamentali degli Spandau Ballet, che hanno contribuito in modo determinante ai 25 milioni di dischi venduti.

10) Chant nr.1 (I don't need this pressure on)

Il soul e il funky hanno avuto un ruolo fondamentale nella formazione del quintetto. Chant nr 1 è la canzone più apertamente black della loro produzione, un trionfo di fiati, basso e percussioni. A chi sostiene che gli Spandau Ballet non sanno suonare, fategli ascoltare questo brano.

9) Highly strung

Un sostenuto funky-rock, nel quale si racconta la storia della piccola Jo, a cui hanno fatto il lavaggio del cervello e che ora stenta a ritrovarsi. Il video, patinatissimo, è un compendio dell’edonismo degli anni Ottanta.

8) Only when you leave

Canzone ricca di ritmo e di dinamica, dove Tony Hadley freme d’amore per una donna che sta per lasciarlo. Con tutte le fan che ha, si sarà consolato presto.

7) To cut a long stoy short

Primo singolo degli Spandau Ballet, un electropop ipnotico e danzereccio che ricorda le sonorità dei primi Simple Minds e dei Depeche Mode ai tempi di I just can’t get enough.

6) Lifeline

L’amore è la nostra ancora di salvezza, canta Tony Hadley in questo brano festoso, che offre un accostamento insolito tra le tastiere anni Ottanta e le chitarre e i cori tipici della disco anni Settanta. Immancabile l’assolo di sax di Steve Norman.

5) Round & round

Un delicato video in bianco e nero ambientato in una scuola elementare, fino alla scena clou della recita scolastica, ha contribuito al successo della canzone, che esalta le doti vocali di Tony Hadley e che conferma le qualità melodiche di Gary Kemp.

4) I'll fly for you

Un languido sax introduce il brano, dal sapore quasi jazzato, una dichiarazione d’amore che qualsiasi donna vorrebbe sentirsi dedicare. Mina ne ha realizzato una cover nell’album Fratelli Lumière del 1992.

3) Gold

Il segreto di un brano pop di successo è un refrain contagioso e Gold ne è un perfetto esempio. Non a caso la canzone viene proposta nei concerti degli Spandau Ballet  come ultimo bis, proprio per elettrizzare il pubblico. Il ritornello è un concentrato di autostima a presa rapida: “Oro/Credi sempre nella tua anima/Hai ottenuto il potere di sapere che sei indistruttibile/Credici sempre perché tu sei oro” .

2) True

Ispirata alle sonorità suadenti di Marvin Gaye, citato anche nel testo, True è una delle canzoni più famose degli Spandau Ballet. Una melodia contagiosa, coverizzata innumerevoli volte e campionata anche in un brano hip hop del 1991, Set adrift on a memory bliss dei P.M.Dawn, nel cui video ha un cameo Tony Hadley.

1) Through the barricades

La tormentata storia d’amore tra una  ragazza e un ragazzo di religione opposta nell'Irlanda del Nord, martoriata dalla guerra civile tra cattolici e protestanti, è protagonista di questa splendida ballad, una delle migliori canzoni degli anni Ottanta. Gary Kemp fu ispirato dalla tragica morte di un amico della band, Thomas Riley, ucciso a Belfast da un poliziotto il 9 agosto 1983.

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