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Il terzo grado - Joe Bastianich

Il giudice di MasterChef ha appena pubblicato la sua autobiografia, Giuseppino

NOME: Joe Bastianich

CHI È: imprenditore della ristorazione, personaggio televisivo, è frontman e chitarrista dei The Ramps

COSA FA: attualmente è giudice di MasterChef Italia (da poco ha lasciato MasterChef Usa) ed è uno dei protagonisti del reality Restaurant Startup, in onda su Sky Uno. Ha appena pubblicato per Utet la sua biografia, Giuseppino, e si è recentemente esibito insieme ad altri musicisti ed amici in “The Mixtape” il suo cabaret dedicato a musica, storie e racconti.

DICE DI SÉ: “E comunque no, non lo faccio apposta. Io sono come un rimorchiatore: parto e vado, se non riesco a esprimere le parole che ho in testa le invento. E non mi fermo”.

In quali attività diresti di avere talento, e in quali diresti di non averne affatto?

Diciamo che ho sicuramente più fiuto che talento nell’osservazione.

Se potessi scegliere un’attività per la quale non hai talento e venirne magicamente e generosamente dotato, quale attività sceglieresti?

La pittura, senza alcun dubbio.

Ti piace quando ti cantano “Tanti auguri”?

Per niente, lo odio. Bisognerebbe inventare un’altra canzone…anzi forse sarà il mio prossimo progetto.

Al cinema piangi quando dovresti piangere, al momento sbagliato o non piangi affatto?

Piango solo al momento giusto ma non piango mai al cinema.

Hai ancora qualcuna delle tue vecchie pagelle o dei tuoi trofei sportivi d’infanzia?

Ho conservato tutte le pagelle ma non ho assolutamente idea di dove possano essere: dovrei chiedere a Lidia (la madre, giudice di Junior MasterChef Italia, ndr).

C’è da fidarsi di più o di meno di chi mangia cibo insapore rispetto a un buongustaio raffinato?

Dopo quasi cinquant’anni vissuti nel mondo del cibo e dei gourmet, preferisco il giudizio più spontaneo e diretto di chi si approccia per le prime volte al cibo di qualità.

Puoi dire con certezza di aver amato?

Sì, assolutamente.

Ti chiedi più spesso che ne è stato della gente normale che hai conosciuto o degli strambi che hai conosciuto?

Se dovessi fare un bilancio della mia vita di Restaurant Man non so quanta gente normale ho conosciuto (dice ridendo). Dipende da cosa s’intende per normale.

Sai mentire?

Alcune volte sì, se serve a far star meglio qualcun altro.

Gli sport per te sono qualcosa da fare, guardare o ignorare del tutto?

Da qualche anno sono uno sportivo incallito, anche se ho davanti una giornata di 15 ore di lavoro non mi risparmio qualche ora di corsa o di palestra. Quest’anno mi sono allenato tanto per l’IronMan di Kona (nelle Hawaii) in cui avrei dovuto gareggiare a ottobre se non mi fossi rotto - durante un allenamento - la clavicola e due costole, purtroppo.

Quando il gioco si fa duro, sei uno dei duri che cominciano a giocare?

Forse gioco anche troppo. Mi piacciono le sfide, anche con me stesso. L’importante è saper distinguere il limite tra gli obiettivi molto difficili – in cui impegnarsi duramente – e quelli impossibili in cui è invece meglio evitare di sprecare energie fin dall’inizio.

Qual è la tua torta preferita?

La New York Cheese Cake.

Ti definiresti un buon archivista, rispetto alla tua memoria, o un cattivo archivista?

La mia memoria sono le persone. Mi considero un buon archivista di memorie del passato e un gran collezionista per quanto riguarda il presente.

Quest’anno farai viaggi significativi?

Passo più tempo volando tra Milano, New York e Los Angeles che a terra. Vale come risposta?

Sarai più felice in futuro?

Non so, ma sicuramente per ora non mi lamento di certo: sto vivendo il periodo più bello della mia vita.

*domande estratte da Interrogative Mood (Guanda editore)

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