Dai rasta giapponesi agli hardcore vegani, 8 sottoculture musicali che non conoscevate
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Dai rasta giapponesi agli hardcore vegani, 8 sottoculture musicali che non conoscevate
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Dai rasta giapponesi agli hardcore vegani, 8 sottoculture musicali che non conoscevate

Danze tribali-eletroniche, capelli azzurri e delfini, greaser nipponici: ecco quali sono le tendenze più assurde del mondo musicale

Dai rasta giapponesi agli hardcore vegani, 8 sottoculture musicali che non conoscevate Thinkstock

Alzi la mano chi non ha mai attraversato la fase metal, punk, grunge, rap o reggae. La musica è un fattore identitario: da giovani tentiamo spesso di capire chi siamo scegliendo la band o il genere che rispecchiano meglio la nostra personalità. Poi si cresce, ci si ammorbidisce, e magari si finisce per apprezzare un artista che fino all'artro giorno era relegato nella lista nera degli 'inascoltabili' (o tipicamente di quelli 'troppo commerciali'). Ma nel mondo c’è chi fa del sound una vera scelta di vita: dai guaracheros messicani ai rastafariani giapponesi, fino ai punk-pagliacci, ecco una carrellata delle sottoculture musicali più strambe.

Tribal Guaracheros

In Messico si trovano questi simpatici cowboy dai lunghissimi stivali a punta e cappello bianco. Ballano in gruppo un genere di musica particolare, un misto di folk-tribal-elettronica, ora molto popolare tra i messicani.

Rasta giapponesi

Il reggae in Giappone? Sembra un paradosso, ma la musica dei rasta giamaicani ha fatto molto presa nel paese del Sol Levante. Qui si organizzano festival, raduni rasta fari e concerti tutti in levare.

Hardline Straight Edge

Sono hardcore, ma di una speciale sottocategoria: non bevono nulla di alcolico, né fanno uso di droghe, sono contro il sesso prima del matrimonio. E sono vegani. La filosofia di vita degli Hardline sembra quasi monacale, ed entra in contrasto con il look aggressivo molto simile a quello punk.

Rivetheads

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A metà tra i goth e gli amanti della techno, i rivethead ascoltano musica industrial e adorano vestirsi da cyber punk. Nonostante il loro aspetto piuttosto aggressivo, in realtà chi appartiene a questa subcultura propugna il pacifismo e l’accettazione incondizionata di chi è diverso per credo, origini e orientamento sessuale.

Juggalos

Punk/rapper che si dipingono il volto da pagliacci? Sono i Juggalos, amanti dell’horror core (una sorta di hardcore) e del gruppo rap di Detroit, fondatore del movimento: gli Insane Clown Posse. Con il loro stile inquietante, i Juggalos prendono spunto dai personaggi di fantasia che popolano i luna park e i circhi erranti.

Greaser giapponesi

Fan di Grease, questi giapponesi sembrano anche i sosia asiatici del Fonzie di Happy Days: chiodo di pelle, capelli impomatati con la brillantina, stivali neri da motociclista. La loro peculiarità è che si divertono a ballare per strada, al ritmo che sparano le loro ghetto blaster. Li potete trovare tutti i weekend nella zona di Harajuku, a Tokyo.

Seapunk

Capelli azzurri, tute anni ’90, look da sirene underground. È questo il dress code tipico dei seapunk, popolo musicale fissato con cose che sembrano non avere alcun legame tra di loro (e che effettivamente non ne hanno): i delfini, la mitologia romana (la divinità di Nettuno, in primis), i social network e le versioni precedenti a Windows 2000. Cosa ascoltano? Musica r’n’b, pop e house degli anni Novanta.

Raggare

Sono i rockabilly della Svezia: ciuffo alla Elvis e Cadillac anni’50 sono i loro segni distintivi. Sparsi un po’ per tutto il pasese, questi rocker si riuniscono ogni anno al festival Raggare Power Big Meet a Västeras. Probabilmente si troverebbero bene coi Greaser giapponesi.

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