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Huawei P10 vs Galaxy S8: comprare adesso o aspettare Samsung?

Sfida impossibile tra uno smartphone già visto e un altro che scopriremo tra un paio di settimane. Certezze contro indiscrezioni per capire quale scegliere

Huawei P10 è sicuramente lo smartphone di questo inizio 2017. Sia la versione classica che la Plus rappresentano quanto di meglio vi sia nel comparto mobile, per design, prestazioni, scatto fotografico. A innalzare la qualità, così come lo scorso anno, è la partnership con Leica, nome di lusso nel mondo dello scatto amatoriale e pro, in grado di portare la cattura sullo smartphone su livelli mai visti. Come abbiamo spiegato durante il nostro primo contatto, Leica e Huawei hanno svolto un lavoro minuzioso nel potenziare il comparto hardware quanto basta per lasciare ancora le dimensioni della doppia camera ragionevoli, non preponderanti ma funzionali, con un passo in avanti del software, che adesso rende più semplice ottenere immagini belle e professionali, anche per i novizi.

Gli aggiornamenti, uniti all’arrivo su P10 di Nougat, sono più che un motivo per spingere le persone all’acquisto del telefonino, che arriverà in Italia il 30 marzo a 679,90 euro (in tanti e variegati colori) nel modello da 5,1 pollici (P10 64GB) e 829,90 euro per il Plus da 5,5 pollici con 128 GB di memoria interna. In vendita dunque un giorno dopo la presentazione del Galaxy S8 di Samsung (il 29 marzo), atteso però nei negozi il 28 aprile. Allo stato attuale, meglio spendere un bel po’ di centoni per portarsi a casa il P10 oppure fare uno sforzo maggiore (anche oltre i 200 euro) e attendere l’S8? Cerchiamo di capirlo, almeno basandoci sulle più probabili specifiche viste in giro.

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Il design: Huawei

Huawei ha mantenuto più o meno le stesse dimensioni del P9, con qualche chicca. Prima di tutto il retro è circondato da alcune zone lavorate con l’inserimento del diamante, il materiale per antonomasia antigraffio. Le linee sono più arrotondate e debuttano due varianti di colore, realizzate assieme al Pantone Institute: il verde greenery e il blu dazzling. La declinazione da 5,1 può sembrare piccolina per chi è abituato a extralarge ma di certo è quella che si tiene meglio in mano. Il Plus è assolutamente un bel vedere, soprattutto per la maggiore qualità del display (QHD invece del Full HD del P10 normale). Strano e non così ottimale il tasto Home (che fa anche da lettore di impronte, molto preciso) che non si clicca ma sul quale azionare gesture particolari per tornare indietro, alla prima pagina oppure aprire il multitasking.

Il design: Samsung

E il Galaxy S8? Anche qui non dovrebbero esserci stravolgimenti nelle forme, con la versione classica dello schermo flat e quella edge con la doppia curvatura. Solo che quest’ultima potrebbe trarre vantaggio, finalmente, dalla tecnologia OLED, che permette di ottenere vetri più malleabili e dunque flessibili, anche fin sotto la parte posteriore del telefono. Potrebbe crescere la diagonale per entrambi e non di poco: 5,8 e 6,2 pollici. Niente di nuovo dal fronte colori, con Rose Gold e Purple che seguiranno i classici Black Onyx, Silver Grey e Gold. Diremo addio al tasto Home, di fatto posto sul display a livello virtuale o, come vogliamo sperare, sul retro, integrato nel lettore di impronte. Sarebbe anche giunta l’ora di vedere il 3D Touch, dopo che Apple lo ha sdoganato da due generazioni (e pure Huawei su P9 Plus). L’autenticazione beneficerà anche della scansione dell’iride, come sul compianto Note7.

La potenza

HiSilicon Kirin 960 octa-core con 4 GB di RAM per Huawei, Qualcomm Snapdragon 835 con 4 (o 6) GB di RAM per Galaxy S8. Nonostante l’assenza di prove sul campo, i primi risultati di benchmark, che confrontano le due soluzioni, parlano di un certo vantaggio da parte dello Snapdragon. GizmoChina ad esempio, descrive un surclasso totale del processore che adotterà Samsung contro il rivale cinese, con performance che alcune volte raggiungono il doppio su dispositivi già in commercio, come il Mate 9. 

La fotocamera: Huawei

Come sappiamo, su Huawei P10 è doppia sul retro e quella della versione Plus ha un obiettivo in grado di catturare ancora più luce, grazie a un’apertura f/1.8. Entrambi supportano la registrazione video in 4K con messa a fuoco PDAF, CAF, Laser e Profondità. Molto è stato fatto dal punto di vista software, con il riconoscimento del volto e la ricostruzione in 3D dello stesso (per i punti focali). ll grandangolo automatico per i selfie (con la cam frontale) e la modalità Highlights fanno il resto. Insomma un mix più che riuscito.

La fotocamera: Samsung

Galaxy S8 non potrà che ripartire dall’ottimo dual pixel dell’S7, che consente di sfruttare il rilevamento di fase su ogni pixel e non solo su una piccola percentuale degli stessi. Arriverà anche qui la doppia fotocamera? Quasi sicuramente no, proprio per il motivo di cui sopra: il dual pixel ha dimostrato di poter ottenere scatti migliori rispetto a qualsiasi modalità dual.

Sistema operativo: Huawei

Android Nougat in entrambi i casi, anche se con profondi stravolgimenti. L’interfaccia di Huawei si chiama EMUI 5.1 e avvicina molto l’esperienza d’uso a quella degli smartphone compatrioti, con menu ben fatti e privi di ramificazioni cervellotiche. La personalizzazione dei temi consente di cambiare icone e design (e di mixare stili diversi) a piacimento. Drawler o no, a ognuno la sua scelta.

Sistema operativo: Samsung

Non meno stravagante la UI di Samsung che nasconde dietro colori e tinte pastello la vera essenza di Android, da gustare in forma originale solo sui Nexus/Pixel. Pure qua esiste uno store di sfondi, temi e icone (molto più ampio) da cui prelevare i contenuti preferiti. Comoda la funzione di ricerca delle impostazioni per non rischiare di perdersi tra le tante (troppe) voci del menu.

Gli accessori

Sappiamo bene che uno smartphone, oggi, non è solo un cellulare. Al Galaxy S8 potremmo agganciare praticamente di tutto, a partire dai gadget del marchio a quelli di terze parti. Qualche esempio? Gli smartwatch Gear S3, la smartband Gear Fit2, la camera Gear 360, gli auricolari IconX. Insomma ce n’è davvero per tutti i gusti e con l’ultimo Gear VR arriva pure un gamepad da usare a mo’ di trigger di HTC Vive.

Da parte sua Huawei aveva annunciato a fine 2016 i VR, che ufficialmente in Europa non ci sono ancora e che rischiano di perdere il treno delle tecnologie più moderne. L’ecosistema della cinese però si sta ampliando: Watch 2 (classic e sport), Talkband B2, Fit e così via.

Il verdetto

Difficile dire se convenga di più comprare P10 oggi o aspettare S8 domani. Di certo i fan di Samsung possono attendersi grandi cose dal prossimo smartphone che, si sa, dopo il fallimento Note7 dovrà stupire. Agli aficionados non resta che fare il countdown verso il 28 aprile, giorno della disponibilità nei negozi.

Non possiamo però non considerare la crescita costante e verticale intrapresa da Huawei negli ultimi anni, che ha portato a realizzare il dispositivo di riferimento di inizio 2017. Il problema, per dirla così, è che la concorrenza può vantare un ecosistema più esteso, in grado di dare maggior senso all’acquisto di uno smartphone rispetto ad un altro (VR, wearable, accessori). In assenza di grosse differenze (se non nell’estetica) è qui che si giocherà lo scontro decisivo.

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