Chiara Raiola

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Investire sulla cultura, sui giovani, per battere l’illegalità diffusa e trasformarla in un’opportunità di crescita economica di tutta la società civile.

È il messaggio che arriva dal dibattito sulla legalità organizzato da Panorama d’Italia nel rione Sanità, “un luogo - sottolinea l’economista Massimo Lo Cicero - dove possono succedere cose catastrofiche e il loro esatto contrario, è un territorio duale nella parte più esterna della vecchia Napoli”.

In prima fila, ogni giorno, a contrastare la criminalità organizzata ci sono gli uomini guidati da Giovanni Salerno, comandante del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Napoli: “Qui il sommerso è un fenomeno fortissimo come il lavoro nero e lo sfruttamento della manodopera. Il contrabbando di sigarette comporta un danno per le casse erariali di 800 milioni di euro, quello degli oli minerali 2 milioni di euro, senza contare la contraffazione con i suoi 6,7 miliardi di euro”.

Pasquale Niglio di Philip Morris Italia ricorda il grande impegno dell’azienda a favore della legalità: “Noi crediamo in questo paese e ci investiamo - dice - non a caso abbiamo costruito uno stabilimento a Bologna. E collaboriamo con le forze dell’ordine. In Italia il contrabbando di sigarette ha un’incidenza del 5%, a Napoli del 30%. Così si finanzia una holding con grandissimi profitti”. Philip Morris ha quindi messo in piedi un progetto da 100 milioni di dollari in tre anni per finanziare centri di ricerca “dedicati allo studio della contraffazione e ai fenomeni correlati: di questi 4 milioni di euro sono stati destinati a centri di ricerca italiani”.

A testimoniare che l’illegalità si può battere è intervenuto il sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto: “La mia città è stata devastata dalla camorra che lasciava a terra un morto ammazzato ogni mese. Poi i commercianti si sono ribellati: e sono stati fatti 500 arresti e comminati 44 ergastoli”. Numeri considerevoli se si pensa che la popolazione di Ercolano conta 54mila abitanti. “Ma se non c’è una condanna sociale rispetto a questi reati - avverte Buonajuto - questa città non la salveremo mai. La politica deve investire in cultura, nelle scuole, spiegare ai giovani che rubare alla pubblica amministrazione significa rubare un pezzo di futuro”.

Protagonista di questo riscatto nel rione Sanità è il parroco Don Antonio Loffredo: “L’unica cosa che va fatta è dare gli spazi ai ragazzi, il lavoro porta i giovani a vivere la legalità. Non si possono contrastare mafia e camorra senza il lavoro”. Ed è proprio quello che ha fatto Mario Gelardi con il Nuovo Teatro Sanità: “L’idea di creare qui un teatro ci ha portato a trasformare la cultura in lavoro. Non tutti diventeranno attori; ci sono i tecnici, gli attrezzisti. Tutto questo viene fatto cercando le risorse, spesso private. I risultati sono sorprendenti, ci studiano come fenomeno anche all’estero”.

E che il comune di Napoli ponga grande attenzione su questi temi lo testimonia il fatto che ha istituito l’assessorato alla Legalità: “è stata un’idea del sindaco nel 2013 - chiarisce l’assessore Alessandra Clementi che all’epoca aveva 25 anni - De Magistris ha pensato che affidare a dei giovani una responsabilità così importante potesse essere una scelta vincente. E lo è stata. Siamo tutti mossi da grandi motivazioni”.

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