Un uomo dalle due vite, Sergio Pirozzi: la prima da allenatore professionista, l’altra in politica.

Nel mezzo, una tragedia, i due terremoti che hanno colpito Amatrice la città di cui è sindaco, provocando decine di vittime e lasciando un intero paese in macerie.

È stato protagonista del ciclo di iniziative Capitani Coraggiosi, durante le quali, nella sua tappa milanese, Panorama d’Italia ha raccontato il Paese che non si arrende, nonostante le difficoltà.


Non è univoco neppure il significato del titolo del suo nuovo libro La scossa dello scarpone, dove quest'ultimo è simbolo del suo paese, dell’Italia e di chi è abituato a stare in mezzo alla terra, in contrapposizione con chi invece è solito indossare i mocassini, con un riferimento neppure troppo velato a un certo modo di fare politica.

La debolezza delle istituzioni

Lui il suo modo, invece, l’ha trovato rimboccandosi le maniche per sopperire all’immobilità delle istituzioni che ha più volte denunciato e aggirato. Fin da subito: “Per dirne una, a cinque giorni dal sistema del 2016 - risponde al direttore di Panorama Giorgio Mulè - ho aperto un conto corrente, e si è rivelata una mossa vincente se consideriamo come ci ha permesso di assecondare economicamente misure di sostegno che altrimenti nessuno avrebbe mai fatto”.

Per esempio, integrando quello che serviva alle imprese (nel 99% dei casi a conduzione familiare) per ripartire e, con una serie di altri regolamenti poi, a sostegno di pensionati, agricoltori, il bonus bebè. “E, la prossima settimana, faremo partire la procedura per rimborsare le aziende colpite che non sono state incluse dal decreto di sospensione del versamento di tributi.

“E poi c’è stata la questione degli Sms solidali”, lo imbecca Mulè. “Su questa faccenda - replica Pirozzi - c’è stata una denuncia, un incontro con le istituzioni regionali e mi sono state attribuite dichiarazioni mai fatte. Io ho soltanto detto, quello sì, che quel denaro è stato gestito in maniera scriteriata. Continuo a pensare che ci sia una sola modalità virtuosa in questi frangenti, gli aiuti devono finire nelle mani dei sindaci, perché sono le figure più vicine al territorio che li dovrà poi impiegare”.

Un discorso che si può similmente applicare anche alla scelta dei soggetti deputati a gestire la ricostruzione: “Va bene che siano nominati dal governo, ma i sub-commissari dovrebbero essere i sindaci”, chiosa il primo cittadino di Amatrice.

Le lentezze della ricostruzione

Sul monitor alle sue spalle il direttore di Panorama fa scorrere un collage di immagini che rappresentano il com’era/com’è dei vari luoghi del paese devastato, dove la quantità di macerie è ancora molto rilevante. “Almeno quelle…”, dice Mulè. “Anche in questo caso - ribatte Pirozzi - la lentezza è da attribuire a una mala gestione delle risorse e, prima ancora, delle strategie. In ogni caso, va detto, la quantità da rimuovere è tanta, ben oltre 1 milione e 300 mila metri cubi. Non è un’impresa da poco”.

La domanda successiva, a questo punto, è quasi obbligatoria: “Finora, la sua candidatura alla Regione Lazio c'è stata soltanto a parole, diventerà ufficiale?”. Pirozzi, da bravo politico, in un primo momento svicola, portando il discorso su un piano più impersonale: “Decidi di candidarti se hai la concreta possibilità di vincere e fare bene”. Ma una semplice lettura tra le righe lascia facilmente intendere che molto probabilmente l’ufficialità verrà confermata.

Governatore no, sì, forse...

Tant’è che più avanti, aggiungerà: “Se la richiesta di candidarmi dovesse arrivarmi da un partito declinerei, ma se a farla fosse un cittadino, o un sindaco molto probabilmente direi di sì”.

“Augureresti ai tuoi figli (Federico e Alessia, ndr) di lasciare Amatrice, un giorno?” chiede poi Mulè? “Auguro loro di fare quello che sentono dentro. E che Amatrice diventi un luogo in cui 'si può restare'’”.

Tra poco più di due mesi è Natale e quando Mulè gli domanda con quanto sollievo oggi ricorda quello terribile dell’anno scorso, Pirozzi fa fatica a trattenere la commozione: “In realtà è stato, a suo modo, speciale. Ricordo la messa della vigilia come il momento di spiritualità più bello della mia vita e ricordo con calore anche il capodanno, tutti insieme sotto lo stesso tendone. Non lo so se il terremoto mi abbia migliorato - conclude - ma di certo mi ha fatto capire meglio l’amore e la grandezza della vita”.

A margine dell’incontro Pirozzi è stato insignito della Stella al Merito Sociale dall’associazione milanese Cultura e Solidarietà.

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