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Virginia Raggi: ecco il suo programma per Roma

Dai trasporti ai rifiuti, dalla spesa alle case: cosa pensa di fare, come e con quale squadra il nuovo sindaco di Roma

“Siamo pronti a governare. Io sono pronta a governare”. Virginia Raggi è diventata sindaco di Roma. Primo sindaco donna e primo sindaco grillino della Capitale d'Italia. Per scrollarsi di dosso l'immagine di “candidata improvvisata” Virginia Raggi si è messa a studiare. Resta lo stesso l'impressione di una donna che abbia dovuto imparare a memoria tutto il programma di un intero ciclo universitario in pochi giorni ma ha comunque convinto e conquistato l'apprezzamento dei romani.

Dalla sua non ci sono solo la giovane età, l'essere donna, la semplicità del suo eloquio, il sentimento di rifiuto verso tutti gli altri partiti considerati da molti i principali responsabili di tutti i mali di Roma, ma anche la capacità di mettere in campo proposte che evidentemente hanno fatto breccia in una città disposta a tutto, anche a sentir parlare di funivie, baratto e rinvii delle Olimpiadi (lo ha detto la senatrice Paola Taverna), pur di cogliere un'occasione di cambiamento. Ecco quali sono nelle slide che seguono.

TRASPARENZA

A partire dalla mission che i grillini si sono imposti per Roma e che rappresenta, in assoluto, la stella polare di tutto il loro programma per la città e cioè la trasparenza assoluta e un draconiano taglio agli sprechi. Come? Attraverso la costituzione di una task force che vigili sugli appalti limitando al massimo gli affidamenti diretti per abbattere i fenomeni corruttivi. Può sembrare una proposta un po' vaga, ma il mantra del “taglio agli sprechi” ha indubbiamente bucato la cortina di diffidenza che i romani hanno elevato contro tutte le altre forze politiche accusate di aver sempre mangiato a spese dei cittadini.

MOBILITA'

Il primo degli 11 passi indicati da Virginia Raggi anche sul suo sito per raggiungere l'obbiettivo di rigenerazione della città è però quello relativo alla mobilità. “Stiamo già disegnando le nuove corsie preferenziali” ha ripetuto la candidata grillina anche recentemente. Più mezzi pubblici e semafori intelligenti gli altri strumenti per migliorare la viabilità cittadina. Inoltre un grande investimento sulla ciclabilità e trasporto su ferro.

Si è parlato molto anche della famosa funivia per cui Virginia Raggi ha subito numerosi sberleffi nonostante anche alcuni militanti dem del quartiere Magliana ne avessero in passato candeggiato la realizzazione. A proposito lei stessa ha chiarito di non aver mai detto di volerla costruire ma solo di non avere nulla in contrario rispetto alla possibilità di studiarne la fattibilità come è stato fatto in molte altre città europee.

RIFIUTI

Ridurre i rifiuti, riusare e riciclare è la formula magica (non solo dei grillini) per ripulire la Capitale dai cumuli di mondezza e far risparmiare soldi ai cittadini creando, nel contempo, posti di lavoro. La promessa è quella di intensificare la raccolta a domicilio, rafforzare la flotta di veicoli Ama, creare più isole ecologiche alle quali destinare i rifiuti pesanti e multare salatamente chi trasgredisce le regole

SICUREZZA

Di sicurezza dovrà occuparsi “un Corpo di Polizia Locale riorganizzato”. Esattamente come non viene specificato e altrettanto vago e imprecisato resta l'impegno sul “superamento dei campi rom”. Si parla di “censimento patrimoniale approfondito” in ogni insediamento. Le due enunciazioni appaiono un po' contraddittorie anche perché non è chiaro che fine farebbero coloro ritenuti privi dei requisiti per dimorare presso i campi.

SOCIALE

Il tema del sociale verrà affrontato attraverso l'elaborazione di un nuovo Piano Regolatore Sociale, progetti per gli anziani e servizi H24. Silenzio però sul reperimento delle risorse necessarie. Più definito invece il capitolo sulla casa, che a Roma rappresenta ormai un'emergenza per migliaia di cittadini. Raggi propone affitti che non superino il 20% del reddito (ma i proprietari privati saranno d'accordo?), un censimento del patrimonio immobiliare del Comune già avviato durante la gestione commissariale, il blocco della vendita, un piano di manutenzione per le case pubbliche inagibili e l'autorecupero degli immobili con il coinvolgimento della cittadinanza.

SCUOLA

“Vogliamo offrire ai genitori e ai loro bambini asili pubblici e scuole messe in sicurezza” è un'altra delle proposte di Virginia Raggi che tuttavia non parla quasi mai di decentramento e di come fornire ai municipi, che sono gli enti delegati alla materia, strumenti e risorse per occuparsi di quello che c'è nel suo programma: oltre a un numero maggiore di posti, anche mense sostenibili, orti scolastici e nuovi percorsi educativi.

PERIFERIE

Delle periferie si sa che ne conosce per esperienza diretta criticità e potenzialità. Lei stessa ne abita una. Anche se di certo non tra le più degradate, tutt'altro. La sua idea di rilancio di quelle zone di Roma in cui al primo turno ha spopolato consiste nel blocco dell'espansione urbana (un fenomeno che attualmente appare irreversibile) e nel portare qui più servizi per combattere l'emarginazione sociale.

LA SQUADRA

Per quanto riguarda il fronte “squadra”, Raggi ha annunciato che la presenterà ufficialmente la prossima settimana. Alcuni dei nomi che stanno circolando sono di una certa caratura. Per esempio quello di Paolo Berdini, noto urbanista, ambientalista, nemico giurato dei palazzinari romani, già consulente per pubbliche amministrazioni, saggista, scrittore, profondo conoscitore dell'urbanistica romano e che di questo tema dovrebbe occuparsi anche in un'eventuale giunta pentastellata.

Un altro pezzo da novanta destinato ad aggiungersi alla scacchiera nella posizione più pesante di assessore al Bilancio dovrebbe essere Pasqualino Castaldi, attualmente delegato alla stessa materia nella squadra del commissario Francesco Paolo Tronca. Il professore del Politecnico di Milano ed ex consulente della Banca Mondiale Marco Ponti è corteggiato per i Trasporti, il rugbista Andrea Lioi per lo Sport. Praticamente scontata la nomina di Marcello De Vito, campione di preferenze al primo turno (oltre 6mila) e già candidato sindaco del M5S nel 2013, a vice della stessa Raggi mentre Daniele Frongia, consigliere comunale uscente e ritiratosi dalla corsa a sindaco proprio per lasciare strada libera alla collega, dovrebbe diventare capo di gabinetto.

Le caselle ancora da riempire sono però ancora molte. Virginia Raggi e lo staff che le è stato affiancato ci stanno lavorando da giorni. Nel frattempo sono arrivati però anche molti rifiuti. Tra i più pesanti c'è quello di Tomaso Montanari, storico dell'arte moderna, professore alla Federico II di Napoli, editorialista di Repubblica e Micromega, vicepresidente di Libertà e Giustizia, che ha declinato l'offerta ad occuparsi di Cultura. E hanno già detto no anche il comico Dario Vergassola, l'attore e regista Carlo Verdone. Molti dubbi anche sulla figura dell'assessore “a tempo”, quello destinato ad occuparsi delle aziende partecipate e che rischia di essere sostituito in corsa se entro una determinata scadenza non avrà raggiunto gli obbiettivi prefissati.

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