Strage di Parigi: Hollande fa appello all'unità
PHILIPPE WOJAZER/AFP/Getty Images
Strage di Parigi: Hollande fa appello all'unità
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Strage di Parigi: Hollande fa appello all'unità

In un discorso solenne il presidente dice che le vittime di Charlie Hebdo sono eroi e tranquillizza i francesi, ma i tre terroristi sono ancora a piede libero

"Le vittime dell'attacco a Charlie Hebdo, i feriti, le loro famiglie e chi è loro vicino sono oggi i nostri eroi". Comincia così il breve messaggio televisivo del presidente francese François Hollande, che ha proclamato una giornata di lutto per le 12 vittime dell'attacco terroristico alla rivista satirica Charlie Hebdo

In Francia tutte le bandiere saranno a mezz'asta per tre giorni. E' una Francia colpita al cuore quella a cui parla il Capo dell'Eliseo, che dichiara: "La nostra arma migliore è la nostra unità. Niente deve opporci, nulla ci deve dividere, ci deve separare". La paura adesso è che esploda l'islamofobia e che i musulmani in Francia siano messi nel mirino.

Intanto proseguono i tweet e le manifestazioni di solidarietà alle vittime di Charlie Hebdo, con migliaia di persone che a Parigi si sono recate in piazza con il cartello "Je suis Charlie". Manifestazioni di solidarietà anche nelle principali capitali europee, dove in tanti hanno deposto fiori davanti alle ambasciate francesi in memoria dei vignettisti e degli gli agenti uccisi oggi. 

Un discorso solenne e tetro quello di Hollande, in cui il presidente ha voluto rassicurare i francesi. Le "Forze di sicurezza saranno dispiegate ovunque possa esserci l'avvisaglia di una minaccia", ha annunciato il Capo dell'Eliseo, ma basterà questo per far sentire i francesi al sicuro?. In tanti si aspettavano qualche dettaglio sugli attentatori, che sono fuggiti subito dopo la strage.

Ma il presidente non ha annunciato nessun arresto né alcuna pista. I tre terroristi incappucciati che a mezzogiorno hanno aperto il fuoco con i kalashnikov nella sede di Charlie Hebdo sono tuttora a piede libero e non è trapelata alcuna informazione su di loro. Sono francesi o no? Sono combattenti dello Stato islamico addestrati nei campi in Libia e poi sbarcati a Parigi oppure sono "interni", allevati nelle madrasse di Marsiglia o delle periferie parigine?.

A queste domande il presidente francese non ha dato risposta e, a giudicare dai commenti sulle principali televisioni d'Oltralpe, la Francia adesso è piombata nell'incubo di un'ondata di attacchi imprevedibili. E con la Francia l'Europa tutta. 

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