Tv, gioielli e mozzarelle di bufala. Le spese folli dei consiglieri lucani
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Tv, gioielli e mozzarelle di bufala. Le spese folli dei consiglieri lucani
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Tv, gioielli e mozzarelle di bufala. Le spese folli dei consiglieri lucani

In un anno 29 consiglieri della Regione Basilicata sono riusciti a farsi rimborsare quasi 300 mila euro in benzina. Ecco alcuni degli scontrini.

Solamente 4 consiglieri si sono astenuti. Tutti gli altri membri del Consiglio della Regione Basilicata non hanno guardato a spese e hanno rendicontato cifre folli, anzi, incredibili ai contribuenti italiani. Gioielli, fiori, cene lussuosissime, asciugacapelli, ricariche telefoniche, mozzarelle di bufala  e persino la riparazione di un televisore e un libro dal titolo “Il metodo antistronzi”.

Alla luce dell’operazione del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Potenza, il titolo del libro comprato da un consigliere in un’area di sosta dell’autostrada è senza dubbio particolarmente attinente alla situazione e sicuramente all’assurdità dei comportamenti tenuti ai 29 consiglieri, in carica durante la penultima legislatura. Infatti, nel stanze della Procura lucana e della Corte dei Conti ci sono finiti migliaia di scontrini e fatture di spese assurde che i consiglieri lucani hanno fatto attingendo ai fondi pubblici stanziati per le attività politiche.

Soldi pubblici sperperati per mangiare ma anche per comprare anelli, bracciali e collane d’oro; per spedire mazzi di fiori e fare ricariche telefoniche da 5 euro a 30 euro; per colazioni nei migliori bar della zona a 12,10 euro a mattina oppure merende di gruppo a base di pizze e riparazioni di 50 euro di televisori.

Ma la cosa che ha davvero dell’incredibile sono le spese che i consiglieri regionali hanno presentato per il rimborso “spesa” della benzina verde utilizzata per presenziare alle sedute dei consigli regionali: 280.000 euro in un anno.  I 29 consiglieri regionali indagati dalla Finanza, alcuni dei quali candidati anche alle prossime elezioni regionali, chiedevano il rimborso del costo di 1 litro di benzina verde per ogni chilometro percorso. In sostanza se un consigliere risiedeva a 23 chilometri dalla sede della Regione chiedeva un rimborso pari a 23 litri di benzina. E non solo per i giorni effettivi di presenza nelle sedute di consiglio. Tutti e 29 i consiglieri hanno chiesto il rimborso per tutte le 18 giornate previste per legge anche se assenti.

In poco più di 12 mesi, 29 persone sono riuscite a sperperare oltre 600 mila euro. Ma questa cifra è destinata ad aumentare vertiginosamente perché adesso il Nucleo di Polizia Tributaria di Potenza ha sequestrato anche le richieste di rimborso presentate dai consiglieri negli anni 2010-2012.
In dieci mesi la Guardia di Finanza di Potenza, solamente in territorio lucano, ha scoperto sprechi e danni erariali  per quasi 10  milioni di euro e ha indagato e arrestato decine di politici e responsabili del settore sanità.  

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