E se Berlusconi avesse vinto?
E se Berlusconi avesse vinto?
News

E se Berlusconi avesse vinto?

Per molti osservatori la fiducia al Governo Letta è stata una sconfitta. Ma nei palazzi romani si dice che...  - tutto sulla fiducia al Governo Letta -

E se ancora una volta, a modo suo, avesse vinto Silvio Berlusconi, avesse, alla sua maniera, vinto il leader fino a Ferragosto “incontrastato”, per Giorgio Napolitano, di dieci milioni di italiani? E se avesse vinto ancora una volta “l’estraneo” (per sua stessa definizione) al “teatrino della politica” che però la politica l’ha rivoltata come un calzino per vent’anni? E continua a condizionarla?

Pazza idea sembrerebbe di fronte al coro dei giornali che gli danno come minimo dello “sconfitto” e come massimo del“buffone” perché all’ultimo ha votato la fiducia al governo Letta. Si distingue dal coro antiberlusconiano, quasi sempre a prescindere, solo Paolo Guzzanti che acutamente su “Il Giornale” dice una verità, da quasi nessuno scritta: Berlusconi ha spiazzato la sinistra, “mossa da scacchista”. E così risulta anche a Panorama.it . L’eterno uomo dell’azzardo, anche sulla soglia degli arresti domiciliari o dei servizi sociali, della decadenza da senatore, ha lanciato con quel sì al governo Letta, la sfida più alta a quella sinistra che era già sicura di un no che lo avrebbe messo nell’angolo, che già esultava per la nascita di un partito alfaniano e deberlusconizzato.

E, invece, no: formalmente i gruppi degli scissionisti non sono ancora nati. E a notte fonda Fabrizio Cicchitto, “il cervello di Alfano”, secondo i maligni (Alfano non si adonterà), ha fatto un distinguo di quelli che contano: “Non siamo per le scissioni ma neppure per gli appiattimenti”. Macchina indietro del raffinato ex dirigente del Psi, politico abile ma anche intellettuale autore di molti libri, di cui per il Cav quello fondamentale è “L’uso politico della giustizia”? Come finirà sui a gruppi scissionisti si vedrà. Ma intanto Enrico Letta per quanto dica che i voti del Cav siano ormai non decisivi, salvo contraddirsi subito dopo dicendo che per fare le riforme ci vuole una larga maggioranza, quei voti a sostegno di Berlusconi sono ancoira tanti e pesano. E danno fastidio.

I maligni dicono perfino al Quirinale che dice: “Ora basta con il logoramento, con i ricatti, se la maggioranza è salda è grazie a Letta”. Insomma, nessuno, ma proprio nessun riconoscimento a Berlusconi. Ipotizzano maliziosi gossip del Transatlantico: “Anche lassù, sul colle più alto speravano nel no di Berlusconi al governo e in una spaccatura ampia e vistosa del Pdl, incassando quindi ail sostegno da parte di un centrodestra finalmente deberlusconizzato e alfanizzato”. Così non è stato.

C’è chi ipotizza che Alfano ancora a lungo terrà il piede in due staffe per non essere sostituito da vicepremier: “Come può restare in carica in quel ruolo senza più appartenere più al Pdl?”, si chiedono esperti di meccanismi parlamentari e istituzionali. I voti dell’uomo dell’azzardo vengono da tutti giudicati ininfluenti, come per esorcizzarli, ma ci sono. E sono ancora tanti. Una risposta a tutti quelli che prima ancora della decadenza avrebbero voluto farlo uscire di scena martedì 2 ottobre dall’”aula” dalla politica. “Berlusconi venderà cara la pelle”, assicura sotto anonimato a Panorama.it un uomo di sua stretta fiducia.

Che la sinistra abbia subito quell’arrocco di cui parla Guzzanti lo dimostrano i volti atterriti dei ministri Pd in aula. Solo Letta ha esultato: “Ma perché ha ormai schiacciato Matteo Renzi”, confermano dai dintorni di Largo del Nazareno e “sventato il disegno di chi (tutti non solo Renzi) volevano andare a votare per sistemare le proprie cose interne e dare retta a quella base che non ne può più delle larghe intese”. E’ tesa e nervosa l’espressione di Luigi Zanda, il capogruppo del Pd  al Senato quando dice: “Questo, quasi balbettando sì improvviso di Berlusconi….”. Come dire: ma come, non te ne vai più? “ E pensate che casino succede se ora Berlusconi chiede addirittura un patto di legislatura con la riforma della Giustizia al centro?”, dice, scorato, un parlamentare vicino al Pd. E chissà come la prenderebbero nel Pd se rientrasse in gioco nel Pdl un tipo tostto, colto e raffinato come Cicchitto, nelle vesti di responsabile della Giustizia? 

Chissà. E’ solo un’ipotesi un po’ da fantapolitica per ora. “Dal Cavaliere c’è da aspettarsi di tutto. Lontano un oceano da noi, ma grande, un grande mattatore”, riconoscono addirittura dentro Sel. E non si tratta di quel “grande” sfottente catturato da un fuorionda del premier Letta.  Ma un riconoscimento vero da dentro Sel addirittura al nemico numero uno. Nessuno aveva notato l’altra notte una dichiarazione di Nichi Vendola.

Diceva controcorrente l’eretico comunista governatore della Puglia, a poche ore dalla fiducia al Senato, quando già sembrava scontato il no di Berlusconi: “Attenzione quello è un leopardo che li batterà ancora una volta per 100 a 0”. Sel è rimasta all’opposizione. E ora i vendoliani si divertono: “Saranno cavoli di quelli del Pd, noi siamo l’unica opposizione seria, i Cinquestelle gli sfasciatori”. E il “leopardo” gira ancora per i Palazzi della poltica. Contrariamente a chi già il 2 ottobre lo vedeva già in un angolo a a leccarsi le ferite. “Ma quale Alfano? Il leopardo è capace di inventarsi di tutto anche di nominare all’ultimo un suo vero successore: da Guido Barilla, ad Alfio Marchini, per dire, a qualche Montezemolo. Nomi così solo di fantasia, ma state tranquilli non molla”, già si ipotizza nel Palazzo dove “il felino” ancora gode della sua settima vita.

Ti potrebbe piacere anche

I più letti