Ciao, ciao Italia. Il Veneto sceglie l'indipendenza
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Ciao, ciao Italia. Il Veneto sceglie l'indipendenza

Oltre 2 milioni di voti. L'89% dice "sì" alla secessione

Quando è salito sul palco allestito in piazza dei Signori a Treviso per festeggiare il risultato del referendum per l'indipendenza del Veneto, Gianluca Busato, 44 anni, imprenditore nel settore delle tecnologie digitali, inventore della piattaforma che ha permesso a oltre 2 milioni di veneto di esprimere on line la propria volontà, ha capito di esserci riuscito davvero.

Dopo anni di battaglie e con una carriera nella Lega mai decollata, quella di ieri sera per lui è stata "un'emozione grandissima", trasformata stamattina nella "convinzione di aver fatto il proprio dovere". Panorama.it lo raggiunge al telefono pochi minuti prima l'inizio dell'ennesima conferenza stampa. Da quando si sono accorte che la regione più ricca d'Italia stava per annunciare di volersene andare da casa-Italia, anche le distratte testate nazionali hanno iniziato a interessarsi alla cosa mentre quelle internazionali se ne erano cominciate a occupare già da tempo.

Busato, risultato primo tra gli eletti che formeranno il consiglio della futura repubblica indipendente, avrà dormito sì e no quattro ore. Probabilmente non ha dormito per niente. Si scusa della voce roca, di non aver risposto alle ultime chiamate, teme di aver perso quella del governatore Luca Zaia.

Alle 18 di venerdì, termine ultimo per partecipare al voto, avevano votato 2 milioni 360mila persone, pari al 73% del corpo elettorale regionale. "La soglia psicologica per noi sono 2 milioni. Ma ci basta anche meno" ci aveva detto giovedì. Adesso, davanti ai 2 milioni 102 mila 969 sì, l'89% del totale, "nessuno potrà più ignorare la nostra volontà".

Nemmeno se la consultazione resta solo virtuale. Non solo perché si è svolta soprattutto on line e attraverso il voto telefonico, ma perché per la Costituzione non ha alcun valore formale, men che meno istituzionale.

Appena glielo si fa di nuovo notare, Busato sbuffa nella cornetta, poi si riprende "rispettiamo l'opinione di chi oggi si sente travolto da tutto ciò". Spiega che il primo passo sarà ora la pubblicazione del decreto di esenzione totale dalle tasse imposte dal governo centrale. Significa che i veneti smetteranno di pagarle? E da quando? "Praticamente da subito". Ma poi arriverà la cartella esattoriale, le multe…"I tempi saranno così lunghi che non ci saranno più effetti pratici perché cesserà la presenzi burocratica dello Stato italiano". Gianluca Busato è convinto che, una volta decretata la fine della sovranità italiana, non potrà che andare così.

"Nel frattempo cominceremo a operare attraverso le nuove strutture istituzionali che creeremo in tutto il Veneto". Imprenditori e addirittura forze di polizia avrebbero sostenuto in massa la missione. "Ma pensate davvero che se non avessimo avuto l'appoggio di tutti quanti ci saremmo mai mossi?".

A livello internazionale sarebbero già state avviate relazioni internazionali "ma non si può dire ancora con quali stati o regioni". 

Timore che qualcosa possa andare storto? "Nessuno". 

Taglia corto anche su Maurizio Crozza che ieri sera se l'era presa con il sindaco leghista di un comune dell'Alta padovana, sostenitore del referendum secessionista del Veneto, che non vestiva la fascia tricolore, bensì quella della Regione, "ricalcava un cliché desueto".

Nessun fastidio? "Macché". Anzi Busato ringrazia il comico genovese. Di cosa? "Di aver giustificato, una volta di più, l'odio che i veneti hanno verso il sistema politico-mediatico italiano".

Ma non si era detto che dovevamo restare amici?

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