Sulle riforme, spunta Grillo. Ma Renzi vorrebbe vedere Berlusconi
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Sulle riforme, spunta Grillo. Ma Renzi vorrebbe vedere Berlusconi
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Sulle riforme, spunta Grillo. Ma Renzi vorrebbe vedere Berlusconi

Il premier vorrebbe incontrare in settimana il leader di Forza Italia che però sembra abbia deciso di aspettare gli incontri tra Renzi, la Lega ed eventualmente Grillo, prima di scoprire le sue carte

Matteo Renzi, tanto più dopo l’apertura dei Cinquestelle, intende mettere sotto pressione Silvio Berlusconi e Forza Italia. L’obiettivo perseguito con l’epurazione dei dissidenti nella commissione Affari costituzionali non sarebbe altro che questo, tanto più suffragato dall’apertura di Beppe Grillo per un confronto sulla legge elettorale.

Ma sotto pressione in realtà ci si è messo al tempo stesso anche il segretario-premier decisionista. Nel Pd non si dà grande apertura di credito alla mossa inaspettata di Grillo: "il solito bluff" dice un senatore Pd, "non possiamo stare a perdere tempo con i cinquestelle tanto più che Grillo vuole il ritorno al proporzionale e Renzi invece dice che dalle elezioni deve emergere chiaramente il vincitore, secondo uno schema bipolare".

E allora con quale arma Berlusconi potrebbe a sua volta mettere sotto pressione il premier, visto che i voti di FI a questo punto sono più che determinanti dal momento che molti dei 14 dissidenti non sembra proprio che vogliano arretrare? Con la richiesta di spingere verso il semipresidenzialismo sul modello francese.

In questo senso è stata di fuoco l’intervista concessa due giorni fa da Vannino Chiti a Il Corriere della sera a cui hanno fatto seguito le affermazioni del senatore Pd Francesco Russo: "Alla fine la soluzione potrebbe essere il modello francese sia per il Senato, eletto da consiglieri comunali e regionali, sia per la legge elettorale".

L’ipotesi ci starebbe, visto che proprio in questi giorni Berlusconi ha rilanciato l'idea di un referendum proprio sul semipresidenzialismo alla francese.

Insomma, se dentro Forza Italia ribolle il dibattito interno su come riunire il centrodestra e uscire dalla bruciante sconfitta delle europee, anche per Renzi non sono rose e fiori. I ribelli non demordono e la nomina del giovane turco Matteo Orfini a presidente dell’Assemblea del Pd anziché ricucire con l’anima bersanian-dalemiana ha inasprito alcune differenze. Ma il treno di Renzi ha deciso di andare avanti dritto e spedito, costi quel che costi, agitando anche lo spauracchio delle elezioni anticipate. Solo che per fare quelle riforme, senza le quali il premier ha già detto che perderebbe la faccia, ora più che mai ha bisogno di Forza Italia. Seppur usciti indeboliti dalle elezioni europee, i numeri azzurri al Senato sono rimasti quelli di prima. Decisivi per Renzi. Il quale, gira voce, potrebbe incontrare di nuovo Berlusconi durante questa settimana. Un incontro decisivo per il premier che dopo l’atto di forza con il quale ha esautorato i dissidenti, ora rischia di essere impallinato dai loro loro numeri a Palazzo Madama. Su Grillo "neppure un bambino scommetterebbe…", dicono dentro il Pd. Eloquente il commento di Ignazio Abrignani, responsabile dell'ufficio elettorale di Forza Italia: "Le riforme vanno avanti tra i protagonisti principali e Forza Italia è uno dei due protagonisti del Patto del Nazareno, per il resto guardiamo con attenzione a chi c'è". Parole dalle quali si potrebbe dedurre che a questo punto Berlusconi prima di incontrare Renzi, vorrà prima aspettare i colloqui tra il premier e la Lega e magari lo stesso Grillo. Anche se magari il premier avrebbe preferito un ordine inverso, con FI per prima.

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