Renzi agli 007: una squadra unita contro le minacce
Renzi agli 007: una squadra unita contro le minacce
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Renzi agli 007: una squadra unita contro le minacce

Inaugurato l'anno accademico della Scuola di formazione dei servizi di sicurezza, presente Napolitano. Il premier: Mediterraneo cuore dell'Europa. Massolo: prevenire anziché reprimere.

Prevenzione più che repressione, con l'obiettivo principale di difendere gli interessi italiani da minacce asimmetriche che puntano anche alle nostre eccellenze economiche e industriali. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e il direttore del Dis, ambasciatore Giampiero Massolo, hanno evidenziato linee strategiche simili all'inaugurazione dell'anno accademico della Scuola di formazione dei Servizi di sicurezza, avvenuta oggi presso la sede dell'Aisi, l'agenzia interna, dinanzi al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Renzi, in versione più istituzionale del solito tranne una breve digressione per l'Oscar vinto da Paolo Sorrentino con "La grande bellezza" pur dinanzi a una platea di 007, ha sottolineato il tema della guerra cibernetica che ci spinge «a cercare nuove soluzioni» identificando con chiarezza «che cosa significhi interesse nazionale e come possa essere protetto. Compito dei servizi d'informazione è segnalare criticità e stimolare un continuo raffronto di prospettive e idee per annullare le minacce». Per Renzi il ruolo dell'Italia dovrà essere sempre più centrale nell'affrontare le crisi, come quelle in Libia e in generale in Medio Oriente. A questo proposito, ha ricordato che la prima visita all'estero la compirà domani pomeriggio, martedì 4 marzo, in Tunisia. «Il Mediterraneo» ha aggiunto il presidente del Consiglio «non è il confine, ma il cuore dell'Europa».

Renzi ha confermato a Massolo la stima per il lavoro dell'intelligence italiana e il ruolo centrale svolto dal Cisr, il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica. Un comitato, ha precisato il direttore del Dis, che si sta riunendo molto spesso per i tanti dossier sul tavolo. Cinque i punti essenziali esposti da Massolo: la sfida contro la minaccia asimettrica agli interessi dell'Italia, una minaccia da sventare per evitare «il rischio di un downgrading strutturale»; l'aggiornamento per sviluppare la tecnologia, operando «sott'acqua» e cambiando il modo di agire: prevenzione più che repressione; la sintonia sempre maggiore con la politica; l'apertura verso i cittadini per far conoscere sempre di più l'intelligence; infine, l'impegno quotidiano puntando a «cambiare le teste e cambiare l'azienda» per essere al passo con i tempi.

Alla vigilia della relazione annuale al Parlamento, i rischi sul versante internazionale restano quelli legati al settore energetico (e la crisi in Ucraina non aiuta), a possibili infiltrazioni criminali o terroristiche nell'immigrazione clandestina e le già citate aree in ebollizione in Africa e in Medio Oriente. Sul fronte interno, invece, la minaccia cibernetica e lo spionaggio industriale sono sempre più frequeti. Resta insidiosa la minaccia anarco-insurrezionalista mentre viene monitorata attentamente la possibilità che la crisi economica favorisca episodi eclatanti.

L'inaugurazione dell'anno accademico è stata l'occasione anche per presentare una raccolta di scritti in memoria di Loris D'Ambrosio, consigliere giuridico del Quirinale, morto improvvisamente il 26 luglio 2012. Il libro fa parte della collana Quaderni di intelligence edita dall'Aisi: contiene scritti giuridici sui temi più importanti degli ultimi decenni, con un omaggio a D'Ambrosio che, tra l'altro, ebbe un ruolo importante anche nell'indirizzare la riforma del comparto intelligence. La presenza di Napolitano, quella della famiglia di D'Ambrosio e l'autorevolezza dell'editore appaiono un messaggio chiarissimo dopo le polemiche che coinvolsero l'allora consigliere del Quirinale riguardo all'inchiesta di Palermo sulla trattativa Stato-mafia, essendo stato intercettato mentre era al telefono con l'ex ministro dell'Interno e poi presidente del Senato Nicola Mancino. E il messaggio chiarissimo è indirizzato alla procura di Palermo.

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