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Politica

L'epoca del Movimento 5 Stelle, nata e finita a Parma

Fu il primo capoluogo italiano con un sindaco grillino. Oggi, pochi anni dopo, il Movimento non sarà presente alle elezioni comunali

E’ un cerchio che si chiude. Là dove tutto era cominciato: a Parma. Dove nel 2012 i grillini espugnarono il municipio del fortino emiliano con Federico Pizzarotti. La città divenne il simbolo del successo dei Cinque Stelle, che arrivarono ad esprimere un sindaco in una piazza capoluogo di provincia. Oggi, a distanza di quasi dieci anni, il Movimento Cinque Stelle è sparito da Parma: ha deciso addirittura di non presentare il simbolo alle prossime amministrative. Falliti i tentativi di un accordo con il Pd, non ci sarà alcuna lista pentastellata.

E’ la rappresentazione plastica di una creatura politica al tramonto. Parma come origine e fine delle glorie grilline. In mezzo, i saliscendi di un’ avventura che ha regalato emozioni e tragedie: la conquista di Roma con Virginia Raggi, la salita al governo, gli albori del “vaffa”, la scatoletta di tonno, l’alleanza e poi la rottura con Salvini, il patto con il Pd, il Politburo di Casalino&Conte a base di dirette facebook, e poi la spaccatura con Di Maio, l’ala populista contro l’ala istituzionale, le scorribande di Di Battista, le guerre atomiche con Casaleggio e associati, le diatribe infinite sulla piattaforma Rousseau, gli scivoloni di Toninelli, le sparate di Beppe Grillo, i guai giudiziari del figlio, le lotte mai sopite sulla leadership. E, da ultimo, le ambizioni dell’Avvocato del pueblo di dinamitare il governo Draghi per presentarsi alle elezioni nella speranza di limitare i danni.

Parma è dunque lo specchio della crisi grillina. Nata proprio dai territori, e oggi in fuga dai territori medesimi. Che fine hanno fatto i candidati pentastellati? La nuova classe dirigente che armata di apriscatole doveva scardinare la casta? Soltanto pochi anni fa regnavano su metropoli come Roma, Torino, Livorno. Oggi l’asse con il Pd regge solo su 13 delle 26 città principali al voto, ma senza nomi grillini nelle liste. Una ritirata generale da quei consigli comunali dove il Movimento aveva battezzato la sua presenza nella storia. Oggi nei comuni sopra i 15 mila abitanti sopravvivono solo 6 sindaci cinque stelle. Sic transit gloria mundi.

In questa avventura tragicomica, è indicativo che il sindaco dell’allora rivoluzione penatastellata, Pizzarotti, che oggi è a fine mandato, abbia da anni tagliato i ponti con il Movimento. “Il M5s ha perso un’ occasione”, dice oggi. Mentre i dirigenti del partito cercano di salvare il salvabile, poltrona compresa. Se gli elettori grillini hanno perso un’ occasione, i capi hanno perso la faccia.

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