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Migranti, perché i 5 Stelle attaccano le Ong

Il Movimento insinua legami tra le organizzazioni che soccorrono e i trafficanti in Libia. Ecco cosa dice l'inchiesta della Procura di Catania e il botta e risposta tra Luigi Di Maio e Roberto Saviano

Cos'è successo
Nei primi 3 mesi e mezzo del 2017 i migranti sbarcati sulle coste italiane sono stati 36.703, il 44,77% in più rispetto allo stesso periodo del 2016. I dati diffusi dal Viminale hanno generato la reazione impetuosa del Movimento 5 Stelle che, dal blog di Beppe Grillo, il 21 aprile ha lanciato l'attacco alle Ong con un post già dal titolo provocatorio: "Più di 8mila sbarchi in 3 giorni: l'oscuro ruolo delle Ong private". 


Citando l'inchiesta aperta dalla Procura di Catania, il M5S dietro al boom di sbarchi ipotizza una regia occulta delle Ong che, spingendosi a ridosso delle coste libiche, soccorrono i migranti consegnandoli poi ai porti italiani. Luigi Di Maio ha rincarato la dose su Facebook definendo le navi delle Ong dei "taxi del Mediterraneo". Al "j'accuse" pentastellato si sono unite le opposizioni, da Lega Nord a Fratelli d'Italia a Forza Italia, che rimproverano al governo e all'Unione Europea di aver perso il controllo sul Canale di Sicilia. 

Cosa dice l'inchiesta su cui si basano i 5 Stelle
Un'indagine parlamentare da parte della commissione Difesa del Senato della Repubblica, fortemente voluta da Forza Italia, è in corso sulle attività delle Ong (Organizzazioni non governative).
Anche la Procura di Catania ha aperto un'inchiesta conoscitiva in merito al ruolo delle Ong sullo sbarco dei migranti. 

Non tutte le Ong che recuperano migranti sono uguali: "Ci sono quelle buone e quelle cattive", ha detto il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, a La Stampa. L'agenzia europea Frontex ha già messo all'indice nove Ong.
"Su Ong come Medici senza frontiere e Save the Children davvero c'è poco da dire;" ha precisato Zuccaro, "discorso diverso per altre, come la maltese Moas o come le tedesche, che sono la maggior parte", cinque delle nove Ong schierate in mare. "Abbiamo evidenze che tra alcune Ong e i trafficanti di uomini che stanno in Libia ci sono contatti diretti; non sappiamo ancora se e come utilizzare processualmente queste informazioni ma siamo abbastanza certi di ciò che diciamo; telefonate che partono dalla Libia verso alcune Ong, fari che illuminano la rotta verso le navi di queste organizzazioni, navi che all'improvviso staccano i trasponder sono fatti accertati". 

La posizione del M5S
Il M5S lascia intendere che ci siano palesi accordi tra i trafficanti e le Ong, che sistemerebbero le loro navi appositamente al limite delle acque territoriali libiche (o spingendosi addirittura all'interno). Sul blog scrive: "Parliamo di circa una dozzina di Ong tedesche, francesi, spagnole, olandesi, e molte di queste battono bandiere panamensi o altre 'bandiere ombra'. Se ne starebbero 'parcheggiate' a Malta, per poi avvicinarsi a poche miglia dalle coste libiche, e sempre nella stessa area molto circoscritta in prossimità di Tripoli. Caricano i migranti - salpati su gommoncini economici adatti a percorrere quelle poche miglia -, e poi li consegnano ai porti italiani prima di ritornare alla loro base maltese". Un meccanismo controverso finanziato da chi? Questo il dubbio grillino.

Forti le parole di Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera ed esponente di punta M5S: "Le Ong sono accusate di un fatto gravissimo, sia dai rapporti Frontex, sia dalla magistratura, di essere in combutta con i trafficanti di uomini, con gli scafisti e addirittura di aver trasportato criminali". Parlando a una manifestazione del M5S a Mondragone (Caserta), ha ribadito di "volerci vedere chiaro e voler sapere chi le finanzia; a chi dice che in questo momento è inopportuno attaccarle, a Saviano e agli altri, dico che fanno parte di quella schiera di ipocriti che ha sempre finto di non vedere il business dell'immigrazione".
In un'intervista al Fatto Quotidiano ha poi voluto specificare che l'espressione "taxi del Mediterraneo" "non l'abbiamo mica inventata noi, sta nel rapporto del 2017 di Frontex. Basta conoscerlo, e leggerlo. Io non ho nulla contro Saviano, ma è chiaramente disinformato sul tema".

La posizione di Saviano e delle altre parti politiche
Tra Di Mario e Roberto Saviano si è infatti aperto un duro botta e risposta. Lo scrittore di Gomorra ha parlato di "intransigente cattivismo" a uso e consumo di chi "i migranti li vorrebbe morti in fondo al mare".

Anche l'ex premier Pd Matteo Renzi ha risposto su Facebook: "Il vicepresidente della Camera sta cercando di fare uno spot. Non ha un'idea di Europa. Guardano i sondaggi, vedono che la questione migranti attira l'attenzione della gente e ci si buttano". E ancora: "Non hanno un'idea chiara, puntano ad avere una posizione solo per avere più like, più mi piace".
Arturo Scotto di Mdp, l'ala di sinistra fuoriuscita dal Pd, difende le Ong: "Sono migliaia gli operatori, spesso volontari, che con professionalità e dedizione fanno grande il nostro Paese".

Numerose le prese di posizione dei partiti di opposizione. La Lega promette, tramite le parole capogruppo al Senato Gian Marco Centinaio: "Abbiamo presentato un esposto per chiedere di accertare l'operato di queste pseudo associazioni umanitarie che hanno creato un vero business, violando qualsiasi legge internazionale".
Per Renato Schifani (Forza Italia) "l'affarismo sull'immigrazione è cosa nota da tempo, ora sembra che anche le Ong che stanno nel Mediterraneo ricevano soldi italiani". 

Cosa dicono le Ong
A difesa delle Ong si è schierata Amnesty International Italia, secondo la quale "servono le prove", altrimenti è bene lasciar lavorare "gli unici che in questo momento salvano vite in mare". Frontex, ha spiegato il direttore generale Gianni Rufini, "è un'organizzazione politica che risponde alla volontà europea che non vuole che arrivino migranti sul suo territorio. Quindi se qualcuno ha delle prove sul cattivo operato delle Ong porti le prove, altrimenti si tratta solo di fango e calunnie".

"Le accuse contro le Ong in mare sono vergognose, ed è ancora più vergognoso che siano esponenti della politica a portarle avanti, attraverso dichiarazioni false che alimentano l'odio e discreditano Ong che hanno come unico obiettivo quello di salvare vite", è la posizione di Loris De Filippi, presidente di Medici Senza Frontiere, che il 2 maggio sarà in audizione alla commissione Difesa del Senato. "È una polemica strumentale che nasconde le vere responsabilità di istituzioni e politiche, che hanno creato questa crisi umanitaria lasciando il mare come unica alternativa. Se ci fossero canali legali e sicuri per raggiungere l'Europa, le persone in fuga non prenderebbero il mare".  

Nei giorni scorsi, il 19 aprile, Moas ha fatto sbarcare al porto di Augusta (Siracusa) 453 migranti, uomini, donne e bambini (anche sette cadaveri a bordo). Moas è proprio una delle Ong sotto accusa.

Moas è stata fondata nel 2013 per rispondere all'appello del Papa da Lampedusa contro la globalizzazione dell'indifferenza, ha detto al Corriere della Sera la sua presidente Regina Catrambone, che sarà presto ascoltata anche dalla commissione Difesa del Senato. Lei e il marito Christopher sono milionari italoamericani residenti a Malta che da quattro anni investono in operazioni di salvataggio in mare.

"Tutte le nostre operazioni si sono svolte sotto il coordinamente della Guardia costiera italiana e nel rispetto delle convenzioni e del diritto internazionale del mare, pertanto nel pieno della legalità", ha ribadito Catrambone. "A tutti coloro che continuano ad accusare noi e le altre Ong chiederei cosa stanno facendo per affrontare questa crisi umanitaria".
A chi le chiede come si finanzi Moas, invita ad andare sul loro sito, dove ci sono i conti pubblicati: "È finanziata in primo luogo da me e mio marito. Ma anche e soprattutto da molti donatori che credono in quello che facciamo". 

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