Nel 2018 gli italiani scelsero di mandare a casa il governo di Paolo Gentiloni, uno scolorito democristiano di sinistra che Sergio Mattarella aveva imposto a Palazzo Chigi, dopo la batosta presa da Matteo Renzi col referendum costituzionale. L’anno dopo la sconfitta, lo stesso Gentiloni fu spedito in Europa a rappresentare l’Italia come commissario con delega all’Economia. In pratica, bocciato a Roma dagli elettori, l’ex premier fu promosso a Bruxelles dalla nomenclatura dei partiti. Qualche cosa di simile è successa anche con Luigi Di Maio, che alle scorse politiche non è neppure riuscito a tornare in Parlamento, ma che dopo pochi mesi si è accasato quale rappresentante per gli affari europei in Medioriente.
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