Riforme, è corrida contro il "toro di Firenze"
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Riforme, è corrida contro il "toro di Firenze"
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Riforme, è corrida contro il "toro di Firenze"

Il progetto renziano di riforma della Camera "alta" delude tecnici e alleati. Così è iniziata una fronda sommersa.

Anche il presidente emerito della Consulta, Pietro Alberto Capotosti, storce la bocca sulla riforma del senato nei corridoi di uno studio tv. "Corriamo il rischio" osserva con l’occhio di chi conosce il palazzo "che tutto naufraghi su quella riforma. e a quel punto si rischia di andare a votare con il maggioritario dell’italicum alla Camera e il proporzionale del Consultellum al senato: una tragedia. La verità è che, a guardare le confuse proposte avanzate, tanto varrebbe abolire del tutto il senato. L’errore di Matteo renzi? aver pensato di fare una rivoluzione senza aver avuto l’investitura delle urne".

Dopo le polemiche sulla legge elettorale e sulle terapie del governo per l’economia, c’è il rischio che l’insofferenza crescente nei confronti del renzismo si catalizzi sulla riforma del senato. i nemici del capo del governo crescono a vista d’occhio. e non si nascondono più. pier Luigi Bersani accusa renzi di essere "l’animatore di una sorta di movida istituzionale", mentre un personaggio prudente come renato schifani prevede un percorso di guerra: "se l’italicum non viene cambiato, io non lo voto e il premier, per quanto mi riguarda, può anche scordarsi l’abolizione del senato". insomma, la corrida
al toro di Firenze è cominciata prima del previsto. e pare finito nel cassetto il progetto di renzi di trasformare palazzo Madama in un organismo non elettivo.

"Il nuovo senato" fa presente Giuseppe esposito del ncd "deve essere come quello americano. e i senatori debbono essere eletti. non si può improvvisare sul tema". Le stesse idee trovi anche sulla bocca di anna Finocchiaro del pd. Questa opposizione pubblica e inaspettata ha spinto anche i renziani a più miti consigli: "possiamo immaginare" media anna Maria di Giorgio "a senatori eletti in maniera indiretta dai consiglieri regionali. Magari anche eletti dal popolo, ma con un senato che abbia funzioni diverse dalla Camera ed entri nel circuito della fiducia al governo. in fondo se non viene eletto si risparmiano solo gli emolumenti dei senatori, cioè 63 milioni, che non sono il miliardo di cui si parlava". per resistere, renzi e i suoi hanno insomma iniziato ad arretrare. C’è il rischio però che alla fine la riforma del senato non si faccia, con conseguenze sull’italicum (potrebbe essere utilizzato solo alla Camera). e in quel caso? Come i tori di razza, renzi continuerebbe ad attaccare: "sarebbe una sconfitta di successo" sbuffa. "potrei andare al voto e denunciare agli italiani chi non ha voluto le riforme".

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