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Norman Atlantic: la verità sul disastro nella scatola nera

Il relitto ormeggiato nel porto di Brindisi: secondo il procuratore di Bari, Giuseppe Volpe, i dispersi non sarebbero più di 15

Per sciogliere i tanti, troppi interrogativi che aleggano sul rogo della Norman Atlantic sarà decisivo il contributo della scatola nera che è già stata recuperata

"Abbiamo acquisito la scatola nera e svilupperemo i dati in essa contenuti" ha detto il pubblico ministero della Procura di Bari, Ettore Cardinali

Il traghetto è dal primo pomeriggio ormeggiato presso la banchina di Costa Morena Nord nel porto di Brindisi. Il pubblico ministero Cardinali è salito a bordo con una squadra di vigili del fuocoe alcuni investigatori "Al momento, per ragioni di sicurezza, non è possibile entrare nella parte interna del Norman Atlantic e verificare se ci siano altri corpi". 

Il procuratore capo di Bari, Giuseppe Volpe ha dichiarato che i dispersi non sarebbero più di 15, anche se "I numeri ufficiali sui dispersi" ha aggiunto "si potranno sapere quando la Grecia si deciderà a darci una lista d'imbarco attendibile, perché la Grecia ha tempi molto molto lunghi"

Gli otto vigili del fuoco della città che hanno contribuito alle operazioni di salvataggio dei passeggeri, sono scesi accolti dagli applausi dei colleghi e dei parenti dopo sei giorni trascorsi in mezzo al mare in burrasca a bordo dei rimorchiatori, senza mai essere sostituiti.

Nuovi indagati
Sul fronte delle indagini è stata confermata l'iscrizione di nuovi nomi nel registro degli indagati: si tratta di due membri dell'equipaggio e di due rappresentanti della ditta greca noleggiatrice, la Anek Lin.

Già sotto indagine il comandante, Argilio Giacomazzi, difeso dall'avvocato Alfredo Delle Noci e l'armatore, Carlo Visentini, difeso da Gaetano Castellaneta. Rispondono, in concorso colposo tra loro, di naufragio, omicidio plurimo e lesioni.

In queste ore i magistrati stanno valutando la versione fornita da alcuni membri dell'equipaggio, secondo cui il forte vento avrebbe impedito di gestire al meglio la propagazione delle fiamme. Non solo: si cerca anche di chiarire se i mezzi, camion e auto, presenti sul ponte 4, dove si sarebbe innescato il rogo, fossero effettivamente troppo vicini uno all'altro.

Non è poi chiaro se le dotazioni di sicurezza antincendio siano state attivate in tempo utile. Nell'interrogatorio reso nella capitaneria di porto di Bari, il comandante Giacomazzi avrebbe dichiarato di aver "rispettato tutte le procedure", spiegando di aver lanciato prima un allarme interno all'equipaggio per verificare l'entità del rogo e non creare panico tra i passeggeri, e solo dopo quello generale all'intera nave.

Incertezza sul numero delle vittime
La Guardia Costiera ha comunicato al ministero degli Esteri, alla Procura di Bari e al Governo greco la lista nominativa delle 477 persone tratte in salvo sul traghetto in fiamme. Rispetto ai complessivi 499 stimati a bordo dai magistrati baresi e alle 11 vittime accertate fino a questo momento, che ci sarebbero ancora 11 dispersi. Fonti greche parlano di non più di 18 dispersi, chiarendo che le liste dei passeggeri in possesso delle autorità italiane risulterebbero gonfiate a causa delle presenza di nomi duplicati o trascritti più volte.

Il dolore del comandante
"Non faccio che pensare a quelli che non ce l'hanno fatta. Avrei voluto riportarli tutti a casa" ha dichiarato il comandante della Norman Atlantic, Argilio Giacomazzi, l'ultimo a scendere dalla nave dopo il disastro. "Macchè eroe. Qui non ci sono eroi. I miei colleghi mi fanno i complimenti? Non servono, non fanno per me"




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