"Cara ragazza No Tav. Non hai vinto tu (ed il tuo bacio), ma lo Stato"
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"Cara ragazza No Tav. Non hai vinto tu (ed il tuo bacio), ma lo Stato"
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"Cara ragazza No Tav. Non hai vinto tu (ed il tuo bacio), ma lo Stato"

Un agente del reparto mobile commenta le parole della giovane manifestante che ha provocato e baciato un agente: "Volevo provocarlo, questi porci li appenderei a testa in giù"

“Non ha vinto lei ma lo Stato e tutte le Forze dell’Ordine. Mi stupisce che con queste sue dichiarazioni non se ne sia accorta”. Lei, si chiama Nina De Chiffre, ha 20 anni e vive a Milano. E’ lei la ragazza della foto immortalata mentre bacia sul caso il poliziotto durante la manifestazione No Tav. Ed è sempre lei che sul suo profilo Facebook, dopo qualche ora dallo scatto, scrive: “È sempre molto divertente vedere come vengono reinterpretate le foto. La ragazza in questione sono io, e se vi interessa, non avevo nessuna voglia di manganello, nessuna pulsione frustrata: stavo pigliando per il culo una schiera di poliziotti antisommossa che ci impedivano la strada”.

Poi ribadisce meglio il concetto: “Nessun messaggio di pace, anzi, questi porci schifosi li appenderei solo a testa in giù”.
È sempre lei, sul social network, a voler puntualizzare la sequenza degli eventi: “Mi sono avvicinata con la mani in alto. Ho visto un giovane agente e ho iniziato a provocarlo. Prima gli ho leccato il casco, poi gliel’ho baciato. Infine ho infilato le mie dita nelle sue labbra, ma in quel momento è intervenuto un suo superiore che mi ha allontanato”.

Fulvio, militare in forza ai Reparti Mobili dell’Arma dei Carabinieri,  come uomo e militare impegnato in prima linea, che cosa ne pensa delle parole di questa ragazza?
“In tutta questa vicenda ha vinto lo Stato e hanno vinto tutti gli uomini delle Forze dell’ordine. Certamente, sono rimasto molto deluso perché per un attimo avevo davvero pensato e sperato che fosse stato un gesto “pacifico” e di buonsenso, una nuova forma di protesta che non voleva più mettere al centro della manifestazione la violenza. E invece questa ragazza ci ha fatto capire, senza possibilità di dare un’altra interpretazione, che la sua era davvero una provocazione che lei stessa si auspicava finisse in guerriglia. Ma questo non è avvenuto ed proprio la “mancata” reazione da parte delle forze dell’ordine alla provocazione ad aver sancito la vittoria della non violenza. Ripeto, la vittoria dello Stato ”

Se fossi stato al posto del poliziotto, tu come avresti reagito?
“Ne sarei rimasto certamente imbarazzato. Probabilmente come ne è rimasto lui. Ma per me, un bacio è un gesto di affetto e non avrei mai reagito in modo violento ovvero non l’avrei mai allontanata con il manganello”.
 

E se ti fossi accorto immediatamente che il suo era un gesto provocatorio?
“No, neppure. Dopo gli scontri del G8 di Genova  si è modificato radicalmente il concetto di ordine pubblico e come si è potuto vedere in più occasioni, l’ultima anche negli scontri avvenuti nella Capitale, le forze dell’ordine tendono a privilegiare il dialogo, ad allontanare la violenza e a trattenere le provocazioni”

Il superiore del poliziotto baciato dalla manifestante No Tav, ha allontanato fisicamente la ragazza non appena si è accorto del gesto. Tu che cosa avresti fatto?
“La stessa identica cosa che ha fatto quel dirigente della Polizia di Stato. Si è dimostrato un poliziotto ma anche un uomo intelligente. Poteva anche non intervenire trattandosi di un gesto che la maggior parte delle persone interpreta come pacifico ma lo ha fatto sicuramente per evitare che potesse essere strumentalizzato e potesse degenerare in violenza”

L’episodio del “bacio” segue quello del ragazzo che ha tentato di scatenare la guerriglia provocando i i militari con gli insulti e gesti violenti…
“Si, ma anche in quel caso le forze dell’ordine hanno dimostrato di non reagire alle provocazioni. Ripeto, dopo il G8 è cambiato molto il concetto di ordine pubblico e di “repressione”. Ecco perché sostengo che quel bacio sia la vittoria dello Stato e di tutti quegli uomini e donne in divisa che pur provocati non accettano di usare la violenza. Rimane in me ma credo nella maggior parte delle persone, solo una profonda amarezza per le parole usate da quella ragazza”.

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