Napoli, migliaia di morti "spariti" dal cimitero di Poggioreale
F.Borrelli
Napoli, migliaia di morti "spariti" dal cimitero di Poggioreale
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Napoli, migliaia di morti "spariti" dal cimitero di Poggioreale

Il mistero delle esumazioni e delle ristrutturazioni di cappelle abusive finite al centro di un'inchiesta giudiziaria

Dove sono finite centinaia di bare e soprattutto i defunti? È la domanda che ormai da mesi si fanno migliaia di persone tra mogli, mariti, figli, amici e parenti di morti che sono stati seppelliti in loculi e cappelle fatiscenti oppure costruite abusivamente nel cimitero di Poggioreale, a Napoli. Una domanda che da mesi non sembra avere una risposta e che, anzi, sembra sia destinata a diventare un vero giallo.

Un macabro mistero che avvolge oltre 700 loculi e 30 cappelle e quindi di centinaia di corpi che sono stati esumati e che sono scomparsi nel nulla.

Ormai dalla scorsa primavera, viene impedito ai loro parenti di raggiungere la tomba del congiunto e di portare persino un fiore. Il motivo? Le strutture utilizzate per la  sepoltura sono state sequestrate e “blindate” con catenacci e sigilli.

“A Napoli hanno venduto loculi e cappelle abusive a centinaia di famiglie che nel corso degli ultimi anni hanno seppellito i propri cari- denuncia a Panorama.it, il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli - come hanno potuto fare i lavori senza che nessuno se ne accorgesse? Siamo di fronte alla tangentopoli dei cimiteri?”

L’interrogativo posto dal consigliere regionale Borrelli sembra, davanti all’evidenza, più che scontato e soprattutto alla luce delle numerose inchieste che puntualmente riguardano il "caro estinto", l'ennesimo business milionario.   

Certo è, che nel cimitero di Poggioreale, al danno si aggiunge anche la beffa: non solo chi ha sepolto i propri cari non può andare a fargli visita e non ha ancora avuto notizie su dove e come sono stati esumati e portati, ma anche chi aveva acquistato un loculo adesso non ha più un posto dove mettere i propri morti.

“Come ricorda la portavoce del Comitato nato per protestare contro questo scempio, Sabina Dell’Aera, Montuori, un imprenditore del settore funerario, si impossessò di cappelle abbandonate per poi ristrutturarle e ampliarle e vendere i loculi a ignari cittadini che cercavano un posto dove mettere i loro cari - precisa a Panorama.it, Francesco Borrelli - adesso, però, l’unico risultato delle indagini, in attesa dei processi contro gli autori di questa truffa, è stato il sequestro delle cappelle e dei loculi con la triste conseguenza che le persone non possono andare a portare un fiore e a tenere pulite le tombe dei loro cari”.

Poi conclude: “Nel rispetto delle indagini e del lavoro della Magistratura, sarebbe il caso di accelerare l’iter per liberare le aree sequestrate per permettere ai parenti dei defunti alloggiati di poter accedere e tenerle pulite e curate”.

Infine, Borrelli ha annunciato che chiederà ai consiglieri comunali di Napoli, Stefano Buono e Marco Gaudini, di "interessarsi personalmente alla vicenda per trovare una soluzione e per capire come sia stato possibile che si facessero lavori di ristrutturazione, con tanto di esumazioni, senza che nessuno se ne accorgesse".



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