Le 10 opere d'arte più importanti recuperate nel 2015
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Le 10 opere d'arte più importanti recuperate nel 2015

Il Nucleo tutela patrimonio culturale dei Carabinieri in dodici mesi ha rintracciato migliaia di opere d'arte e riportato a Pompei affreschi rubati nel 1957

Il sarcofago delle Catacombe di San Callisto

I Carabinieri del TPC di Norcia, Perugia, hanno recuperato undici frammenti di rilievi architettonici di epoca romana che erano stati cementati sulle pareti pareti interne ed esterne di un’abitazione privata nel comune di Norcia. Un'analisi dei reperti, eseguita dai Funzionari della Soprintendenza di Perugia, ha permesso di scoprire che erano frammenti di strutture archeologiche di tipo monumentale del II –III Sec d.C.

Successivamente, attraverso la consultazione della Banca Dati dei Beni Culturali Illecitamente Sottratti (database in cui sono inserite tutte le informazioni descrittive e fotografiche relative ai beni culturali da ricercare in Italia e all’estero), i Carabinieri hanno scoperto che quei frammenti erano il provento di un furto effettuato il 1 maggio del 2003 all’interno dalle Catacombe di San Callisto di Roma. Si trattava di parti di un sarcofago con scene di caccia di eccezionale pregio, inseriti come beni da ricercare anche sul Bollettino delle Ricerche n. 25, pubblicazione ove vengono inserite le più importanti opere d’arte rubate.

Le Catacombe, che risalgono alla fine del II secolo, dove sono sepolti più di cinquanta martiri e sedici Pontefici, fanno parte di un importante complesso cimiteriale che occupa quindici ettari e raggiungono una lunghezza di quasi venti chilometri. Il sarcofago risalente al III Secolo d.C, è vicino a quella che è ritenuta la Basilica di Papa Damaso, un tratto di galleria non accessibile al pubblico.

'Gli abitanti di Andros' di Girolamo Macchietti

Aprile 2015 . I Carabinieri hanno sequestrato a Firenze un dipinto olio su tavola del XVI secolo intitolato “Gli abitanti di Andros”, cm. 131 x 135 di Girolamo Macchietti, esportato in America senza autorizzazioni. Il valore dell’opera è stimato circa un milione di euro. Tre persone sono state denunciate per esportazione illecita.

Durante i controlli ai beni d’arte pubblicati nei cataloghi delle Case d’Asta internazionali, l’attenzione dei militari del Reparto specializzato dell’Arma si ferma su un’opera di Girolamo Macchietti, individuato in asta presso la Sotheby’s di New York (USA). Dai primi accertamenti l’opera non risultava rubata.

Ma considerato il suo pregio e la chiara provenienza italiana, i carabinieri accertano che nel 1996 l’opera era ancora in Italia, contattano lagalleria americana e risalgono al nome del proprietario dell’opera, un collezionista fiorentino.

I carabinieri scoprono, però, che l'uomo aveva acquistato il prezioso dipinto da un consulente d’arte 31enne di Genova che, con la complicità di due trasportatori 60enni milanesi, aveva falsificato la documentazione facendo figurare che il bene si trovava già all’estero.

Il consulente d’arte ed i due trasportatori sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria del capoluogo fiorentino per esportazione illecita e il dipinto recuperato.

“Operazione Teseo” : oltre 5 mila opere recuperate

Nelle sale delle Terme di Diocleziano del Museo Nazionale Romano, i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale hanno restituito al patrimonio culturale nazionale più di cinquemila reperti archeologici provenienti da scavi clandestini in Puglia, Sicilia, Sardegna e Calabria, di epoca compresa tra VIII secolo a.C. e III secolo d.C., rimpatriati da Basilea (Svizzera).

Si tratta, per quantità e qualità, del più grande recupero di beni d'arte nella storia del Comando CC TPC.

Tra i reperti spiccano moltissimi oggetti di assoluta rarità: anfore, crateri, loutrophoros, oinochoe, kantharos, trozzelle, vasi plastici, statue votive, affreschi, corazze in bronzo, per un valore complessivo che supera 50 milioni di euro.

La genesi investigativa va individuata in una rogatoria internazionale promossa dalla Procura della Repubblica di Roma all’Autorità Giudiziaria di Basilea, nel solco della costante azione che il Comando TPC svolge nel contrasto al traffico internazionale di reperti archeologici scavati illegalmente nei siti italiani.

L’indagine, denominata Teseo, ebbe inizio a margine dell’inchiesta che portò al recupero del famoso vaso di Assteas dal Getty Museum di Malibù (USA).

L'iconografia del Dio Mitra

Recuperata u'opera di eccezionale valore raffigurante Mitra Tauroctono, databile il II e il III secolo D.C.: il gruppo scultoreo proveniva da scavo clandestino in zona di Fiumicino.

Durante uno dei numerosi servizi i carabinieri individuano un furgone anonimo, che trasportava alcune piante ed altro materiale coperto da un telone. Al controllo dei militari tra le piante, sotto il telone, veniva rinvenuta una scultura marmorea raffigurante una figura maschile nell’atto di abbattere un toro circondato da altri piccoli animali, tipica iconografia del Dio Mitra.

Quella tela di Picasso regalata a un corniciaio

Sequestrato un dipinto a olio su tela “VIOLIN E BOUTEILLE DE BASS” attribuito a Pablo Picasso.
La casa d’aste Sotheby’s, per conto di un pensionato romano che dichiarava di esserne l’attuale proprietario ha presentato all’Ufficio Esportazioni di Venezia il dipinto olio su tela “Violin e boutille de bass”, di cm 54 x 45, datato 1912 ed attribuito a Pablo Picasso. Considerando l’eccezionale rilevanza del dipinto, i militari hanno deciso di svolgere delle indagini coniserando che il valore dichiarato era di 1,4 milioni di euro, troppo basso per una opera del celebre maestro spagnolo.

Dalle indagini è emerso, infatti, che il quadro era entrato nella disponibilità del pensionato nel 1978, periodo in cui gestiva un’attività commerciale di corniciaio a Roma. In quel periodo si presentò, presso il suo laboratorio artigianale un signore molto anziano, con un portafoto della moglie scomparsa, a cui era profondamente legato ed il cui vetrino era stato accidentalmente rotto dalla domestica.

Il corniciaio, vista la semplicità dell’intervento, eseguì la riparazione gratuitamente e l’anziano signore, rimasto anonimo, decise di pagare tale atto di generosità presentandosi due giorni dopo con la tela in dono. L’artigiano, ignorando completamente la vera natura del dipinto, lo ha conservato in modo approssimativo e senza particolari cautele per circa 36 anni. Gli accertamenti tecnici svolti dal C.N.R. hanno permesso di stabilire che l’opera è effettivamente attribuibile a Pablo Picasso e che la stessa è presente nel catalogo Zervos, edizione del 1961, priva di indicazioni sulla collocazione dell’epoca. Sono in corso ulteriori verifiche per stabilire con certezza la provenienza originaria dell’opera.

“Veduta di Piazza San Marco dall’attracco delle gondole"

Tra le opere d'arte recuperate, c'è un dipinto a olio su tela, epoca XVII secolo, dell'artista LUCA CARLEVARIJS (1655-1731), rubato a roma nel 1984 da una collezione privata.

Gli accertamenti, eseguiti alla Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti del Comando CC TPC, hanno consentito di identificare il dipinto dell’artista Luca Carlevarijs (1665-1731), raffigurante “Veduta di Piazza San Marco dall’attracco delle gondole", trafugato nel 1984 a Roma nell’abitazione di un collezionista privato. Il quadro è stato ritrovato in Svizzera.

Quelle pergamene da 2 milioni di euro

Il 10 febbraio 2015 il parroco della chiesa di sant’Agata in Cremona denuncia il furto di 513 pergamene custodite nell’archivio parrocchiale, risalenti al periodo storico compreso tra l’XI ed il XVI secolo.

I militari dopo alcuni mesi di indagini riescono a trovare 277 delle pergamene rubate, presso un restauratore ed all'interno di una abitazione in provincia di Cremona e in abitazioni private delle province di Mantova e Milano.

Le indagini – tuttora in corso – hanno stabilito che i beni culturali erano stati acquistati direttamente dall’autore del furto o nei mercatini settimanali itineranti nelle province di Cremona e Mantova.

Ai sette indagati, pensionati ed antiquari residenti nelle province di Bergamo, Cremona e Mantova, sono state contestate le ipotesi di reato di riciclaggio, ricettazione, furto aggravato ed acquisto di cose di sospetta provenienza.

I beni recuperati, di notevole interesse storico, sono stimati in due milioni di euro.

Lo Sposalizio della Vergine

I Carabinieri del TPC di Firenze hanno prima rimpatriato dall’Austria e poi sequestrato una pala d’altare del pittore Tommaso Lancisi, copia dello Sposalizio della Vergine sottratta nel 1998 dalla Chiesa di San Paolo di Caprese Michelangelo (AR) dove era collocata in deposito esterno da parte delle Gallerie Fiorentine.

Nel mese d’aprile del 2015 un’importante casa d’aste austriaca ha proposto in vendita un dipinto olio su tela raffigurante Sposalizio di Maria Vergine, copia della famosa opera di Raffaello Sanzio collocata presso l’Accademia di Brera di Milano. Il quadro, delle dimensioni di cm. 170 x 115, attribuito a Tommaso Lancisi, pittore del 1600 di Borgo Sansepolcro, è stato in quegli stessi giorni aggiudicato per quasi 40.000 euro ad un acquirente straniero.

La restituzione dell'opera presso la Chiesa di San Paolo è avvenuta il 12 dicembre 2015.

La carica dei Bersaglieri di Cammarano

Recuperata e sequestrata un'opera pittorica facente parte della più vasta composizione del quadro intitolato “Carica dei Bersaglieri” (cm. 300 x 200) realizzato dal pittore Michele Cammarano (Napoli 1835 – 1920), interprete affermato della stagione pittorica risorgimentale.

L’intero dipinto fu trafugato dalle truppe naziste dalla Caserma “Catena” di Verona, durante le tragiche giornate che seguirono l’8 settembre 1943.

Viste le sue considerevoli dimensioni e il soggetto accattivante, la tela fu poi sezionata tanto da ricavarne più frammenti, poi immessi sul mercato, a partire dagli anni ’50, come singole opere del Cammarano.

Dopo il recupero nel 2013 di una prima parte del dipinto, restituita il 13 agosto del 2014 all’8° Reggimento Bersaglieri di Caserta, le indagini sono proseguite con l’intento di “ricomporre il puzzle” recuperandone tutte le porzioni per restituirvi l’originaria dignità artistica.

I militari del TPC hanno quindi rintracciato una seconda sezione dell’opera, di proprietà del titolare di una nota casa d’aste di Napoli, risultato in assoluta buona fede per averla ereditata dal defunto genitore che la aveva a sua volta acquistata all’incanto negli anni ‘70.

La cooperazione ineternazionale

I Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale hanno restituito, alla presenza del Ministro dei beni delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini e dell’Ambasciatore degli Stati Uniti d’America, John R. PHILLIPS, 25 capolavori dell’arte italiana al patrimonio culturale nazionale, proprio per testimoniare il passaggio, a titolo definitivo, dalle autorità statunitensi alla Repubblica Italiana.

Tutti i beni erano stati sequestrati e confiscati nel corso di complesse attività investigative condotte dal Comando CC TPC in stretta collaborazione con l’Homeland Security Investigations - Immigration and Customs Enforcement (ICE), perché giunti illegalmente negli U.S.A.

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Nadia Francalacci