Le Pen contro Le Pen: le vere ragioni del litigio
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Le Pen contro Le Pen: le vere ragioni del litigio
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Le Pen contro Le Pen: le vere ragioni del litigio

Marine attacca Jean-Marie per le sue frasi antisemite, ma più che uno scontro ideologico è una guerra generazionale. Per il professor Mammone dell'università di Londra "Il FN era e resta un partito neofascista"

La pietra dello scandalo tra Le Pen padre e Le Pen figlia è un video postato da Jean-Marie sul sito del Front National, in cui il fondatore del partito attacca i suoi detrattori e in particolar modo quelli ebrei, sostenendo che "la prossima volta si farà un'infornata".

Apriti cielo! Immediata la risposta del genero, il marito di Marine, che fa rimuovere il video antisemita del suocero e definisce le sue parole "stupide e sconcertanti". In seconda battuta interviene Marine, che prende le distanze dal padre, ma lo fa con moderazione e spiega che si è trattato di "un errore politico", e che è probabile che le parole di suo padre siano state oggetto di "un'interpretazione malevola".

La leader del Front National, che le elezioni europee hanno incoronato primo partito di Francia, ha poi aggiunto che il FN "Condanna con massima fermezza ogni forma di antisemitismo di qualsiasi natura".

Per parte sua, l'85enne Jean-Marie non è rimasto in silenzio e ha accusato la figlia di "allinearsi al pensiero unico", facendo volare gli stracci all'interno del partito di cui è presidente onorario a vita, un partito fondato "senza avere alcun regalo in eredità". La stoccata è tutta per Marine, che Jean-Marie ritiene troppo morbida e sostanzialmente lontana dall'idea fondante del Front National.

Ma è veramente così? Marine Le Pen sta facendo nascere in Francia una "nuova destra", conservatrice e più moderata rispetto a quella paterna? O la lite è un'operazione di marketing per tenere alta l'attenzione sul FN, una sorta di gioco delle parti? Panorama.it lo ha chiesto ad Andrea Mammone , docente di Storia europea alla Royal Holloway University di Londra, autore di "Neof ascismo transnazionale in Francia e in Italia " ed esperto di "estreme destre" in Europa.

Professor Mammone, che idea si è fatto dello scontro tra Jean-Marie e Marine Le Pen? E' il canto del cigno del vecchio e l'affermazione di un vero cambiamento?

La mia posizione su questa questione è che il Front National era e resta un partito neofascista. Non credo che nel giro di due anni Marine Le Pen sia riuscita a cambiare il partito, nonostante le etichette di essere una formazione nazional-populista. Marine sta chiaramente facendo un'operazione di pulizia, per cambiare abito al FN e guadagnare terreno tra gli elettori più moderati e conservatori, ma è solo un'operazione di facciata, perché la base del partito è fortemente legata al retaggio di Jean.Marie.

E qual è questo retaggio?

Jean-Marie Le Pen fonda il FN nel 1972 e nel farlo guarda all'MSI italiano. Diciamo che tra il 1968 e il 1972 Le Pen padre, come tutti gli altri esponenti dell'estrema destra europea, segue attentamente le strategie del partito di Giorgio Almirante, che sta cercando di allargare la sua base elettorale aggiungendo la sigla DN - Destra Nazionale al nome del partito. Le Pen sceglie anche un simbolo per il FN che ricalca in maniera quasi identica la fiamma del MSI. Le idee politiche sono le stesse: entrambi sono schieramenti neofascisti. Solo che in Francia hanno un problema con la memoria pubblica.

Cioè?

Generalmente i francesi negano che la Francia abbia vissuto il fascismo tra le due guerre. Quindi, non può esserci un neofascismo se non c'è mai stato un fascismo. E il disaccordo all'interno della famiglia Le Pen nasce anche da questo, pur essendo padre e figlia del tutto allineati sul programma e sulla visione della società. Per la prima volta negli anni '80 il tema dell'immigrazione viene politicizzato e appare sui grandi media. E' in quegli anni che Jean-Marie Le Pen comincia ad andare in televisione e a fare dichiarazioni contro gli immigrati. Oggi la figlia Marine fa la stessa cosa; è anti-immigrati come il padre, è anti-islamica come il padre, è protezionista come il padre, è contro le élites straniere nel Paese come il padre, è anti-europeista proprio come il padre.

Però lo bacchetta quando il vecchio parla da antisemita

Sì, ma questo è frutto di uno scontro generazionale più che ideologico. Marine Le Pen ha un linguaggio diverso da quello di suo padre, anzi, possiamo dire che utilizza un doppio linguaggio. Probabilmente in privato anche a lei scappano frasi antisemite, ma in pubblico si presenta con una faccia diversa per non intimorire gli elettori conservatori. Lo fanno tutti i partiti neofascisti contemporanei. In Gran Bretagna Nick Griffin, il leader del British National party (BN) subito dopo la sua elezione in parlamento ha fatto circolare un documento interno in cui dice che bisogna evitare di apparire come degli skinheads. Cosa che poi non gli è riuscita granché, ma il senso è lo stesso che guida anche Marine Le Pen. Nel momento in cui Marine definisce il video antisemita di Jean-Marie un "errore politico" fa intendere che in realtà non si è sdoganata dalle posizioni antisemite del Front National, ma che parlare contro gli ebrei non conviene in termini politici.

Crede che ci sia un gioco delle parti tra i due?

No, non credo. E' solo che Jean-Marie Le Pen ormai è anziano e può permettersi di dire in modo più schietto quello che pensa, senza bisogno di centellinare le dichiarazioni come faceva in passato. Quindi, la forma è sicuramente diversa da quella di sua figlia, ma la sostanza non cambia. 

Quindi, lei non crede alla "svolta di Fiuggi" di Marine Le Pen?

Non credo che in due anni sia possibile cambiare la testa e il cuore di un partito. Esattamente come è accaduto per il passaggio dall'MSI ad AN. Puoi anche avere un altro nome e parlare in un altro modo, ma le persone che costituiscono la base del partito continuano a credere in certe cose e questo non si cambia da un giorno all'altro. 

Insomma, quella di Marine Le Pen è un'operazione di marketing politico?

Sì, decisamente. E' come utilizzare un maquillage nuovo per attirare gli elettori conservatori, ma senza trucco la faccia del FN rimane sempre la stessa: una faccia neofascista.

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