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Francia, cosa ci dice il nuovo governo di Macron e Philippe

Un esecutivo oltre la destra e la sinistra che mette in scacco i vecchi partiti. Ma adesso per governare deve vincere le elezioni

Il neo presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron e il suo primo ministro, Édouard Philippe, hanno dunque il nuovo governo.

Politica scompaginata

Come previsto, si tratta di un governo che intende scompaginare la politica tradizionale della quinta Repubblica, andando oltre la divisione fra destra e sinistra, e mettendo in scacco i due partiti sui quali si è retto il sistema politico a Parigi dagli anni '60 in poi.

I repubblicani

Operazione per adesso riuscita, a giudicare dalla reazione rabbiosa del partito Repubblicano e dalla divisione al suo interno successivo alla nomina di Philippe, considerato un traditore. Reazione ribadita mercoledì con l'espulsione dei due ministri del nuovo governo appartenenti al partito.

I socialisti

Ma anche i socialisti, accusano il colpo. Ridotti ai minimi termini nelle elezioni presidenziali (6,5%), nel governo di Philippe sono in quattro. Il partito però ha già scomunicato. Dicendo che si tratta di un governo di destra che ha affidato la politica economica ai conservatori.

L'economia

In effetti, i due repubblicani, Bruno Le Maire e Gerard Darmanin - considerati della "destra moderata" - hanno nelle loro mani, insieme al primo ministro Philippe, stessa provenienza, il governo dell'economia.
Con questa scelta Macron ha ribadito l'impronta liberista che vuole conferire al suo mandato, in coerenza con la scelta d'apertura del paese, all'Europa e alla globalizzazione.

Le elezioni

Prima però Macron deve vincere le elezioni dell'11 e 18 giugno per avere una solida maggioranza all'Assemblea Nazionale senza la quale sarebbe "coabitazione" fra un governo e un presidente con orientamenti diversi, il che quasi sempre significa inazione.

Macron punta tutto sulla novità del suo movimento La République en marche! e del programma "oltre la destra e la sinistra" per raccogliere i voti fra gli elettori dei socialisti e dei repubblicani.

Sarà una campagna elettorale che Marine Le Pen - ma anche Jean-Luc Mélenchon, da sinistra - giocherà attaccando Macron come uomo della globalizzazione e erede, di fatto, dei "vecchi" partiti, oltre che amico dei "burocrati" di Bruxelles.

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