Esteri

Trafficanti di spose: il dramma delle donne indiane

Per lo più minorenni vengono vendute dalle famiglie d'origine e costrette a trascorrere la vita come schiave dei propri mariti

Sposa indiana

Barbara Massaro

-

Nel 2016 in India 33.855 donne sono state rapite per essere date in spose. La metà di loro non aveva ancora compiuto 18 anni.

Sono i dati che arrivano dal National Crime Records Bureau e che vengono riportati dal Guardian. Si tratta di un'analisi accurata e drammatica di quello che è un fenomeno diffuso soprattutto tra le caste più povere in India dove avere una figlia femmina rappresenta ancora una possibilità di guadagno per le famiglie disagiate.

Il dramma delle spose bambine

Le bambine (spesso non hanno più di 12 o 13 anni) vengono condotte a loro insaputa in città o paesi lontani dal luogo d'origine e lì analizzate e commercializzate come fossero capi di bestiame. 

Tahmina, 13 anni, dopo essere scappata e dopo aver trovato rifugio presso Empower People, l'organizzazione benefica che cerca di impedire il traffico delle spose, ha raccontato la sua esperienza.

La sorella maggiore e il cognato l'avevano portata via da casa con la scusa di andare a fare una gita e invece si è trovata in un villaggio sperduto sposa bambina di un uomo più vecchio di lei di 30 anni. E' stata venduta per 55.000 rupie (circa 600 sterline) e se non fosse scappata il suo futuro sarebbe stato tra le braccia di quell'uomo. "Mia sorella mi ha detto che saremmo andati a Delhi con suo marito e i suoi amici - ha raccontato - Mi hanno portato ad Haryana e mi hanno tenuto in una stanza. Strani uomini venivano a vedermi e offrivano denaro e mia sorella era fuori da quella stanza sapendo cosa mi sarebbe successo".

Tahmina e le altre

La storia di Tahmina rappresenta solo un esempio di quello che, ancora oggi, succede in India. Per secoli, del resto, il traffico dei matrimoni è stato un fiorente commercio negli stati di Haryana, Punjab e Rajasthan, nel nord dell'India e ancora oggi, nonostante il lavoro degli attivisti e il tentativo del governo indiano di arginare il fenomeno la vendita delle spose bambine è ancora presente e rappresenta un'autentica emergenza umanitaria.

Le spose, infatti, dopo essere state vendute, conducono un'esistenza di sudditanza fisica e psicologica e, spesso, sono ridotte in schiavitù alla mercé di mariti aguzzini che si ritengono i loro padroni per il fatto di averle comprate. 

Il sostegno umanitario

Il lavoro di Empower People e di altre analoghe organizzazioni benefiche è fondamentale, ma non basta. Ogni giorno in India vengono scoperte realtà di donne schiavizzate e maltrattate, abbandonate dalla famiglia d'origine e comprate da uomini che le trattano come capi di bestiame.

Serve coraggio e fortuna per riuscire a scappare, ma spesso l'ignoranza e un retaggio culturale vecchio di secoli hanno la meglio e a fronte di una bambina salvate dieci restano vittime dei trafficanti di spose.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

La donna che si batte per salvare le spose bambine

In Bangladesh Arzina, era destinata a sposarsi a 13 anni, ma si è ribellata. Ora studia, cerca di impedire matrimoni precoci e sogna un'istruzione per tutte le bimbe

Perché l'India vieta il divorzio musulmano veloce

Abolito il rito del "Triplo talaq". Ecco come una sentenza del tribunale di Delhi stabilisce la vittoria storica per 90 milioni di indiane di religione islamica

Un paria alla guida dell'India: chi è il neo presidente della Repubblica

Si chiama Ram Nath Kovind, è un dalit e appartiene al gruppo oltranzista e paramilitare hindu dalle cui fila uscì l’assassino di Gandhi

Commenti