Esteri

Perché l'Irlanda legalizzerà l'aborto

A fine maggio il referendum per modificare "una delle più severe leggi europee in materia di interruzione di gravidanza". Parola del premier Leo Varadkar

Leinster House

Simona Santoni

-

L'ottavo emendamento della Costituzione d'Irlanda praticamente vieta gli aborti nel Paese. Ma il premier Leo Varadkar ha annunciato un referendum per la fine di maggio, per alleggerire le limitazioni al ricorso all'interruzione di gravidanza.

Ecco com'è ora la situazione in Irlanda in materia di aborto e i cambiamenti che potrebbero avvenire. 

L'aborto in Irlanda, finora

In Irlanda, Paese tradizionalmente cattolico, l'aborto è consentito solo in casi eccezionali che riguardino un pericolo di morte per la madre. 

L'aborto è sempre stato illegale in Irlanda e nel 1983 è stato aggiunto alla Costituzione un ottavo emendamento per riconoscere uguale diritto alla vita della madre e del feto. È stato introdotto in seguito a un referendum che ha raccolto quasi il 67% di voti contro l'aborto.

La legge è stata cambiata tre decenni più tardi per consentire le interruzioni di gravidanza quando la vita della madre è a rischio, in seguito alla pubblica indignazione nel 2012 per la morte di una donna incinta, alla quale fu rifiutato un aborto.

Molte donne irlandesi si recano in altri Stati per abortire o ricorrono a pillole abortive comprate online da fonti estere. Secondo il ministro della Salute Simon Harris almeno 170 mila donne irlandesi, dal 1980, si sono recate all'estero, soprattutto in Gran Bretagna, per abortire.

Recentemente un numero crescente di cittadini richiede una legge sull'aborto più liberalizzata. Secondo diversi sondaggi, la maggioranza degli irlandesi, con una percentuale che oscilla tra il 50% e il 60%, è a favore della modifica alla Costituzione.

Leo Varadkar

Il primo ministro irlandese Leo Varadkar lascia il pranzo del Vertice sociale europeo a Göteborg, in Svezia, il 17 novembre 2017. – Credits: JONATHAN NACKSTRAND/AFP/Getty Images

Cosa può cambiare

Il premier Varadkar ha annunciato che il referendum di fine maggio chiederà ai cittadini se vogliono mantenere l'ottavo emendamento della Costituzione o consentire al Dáil Éireann, la camera bassa del parlamento, di fare una nuova legge che permetta l'aborto negli ospedali fino a 12 settimane di gravidanza.

"Abbiamo l'aborto in Irlanda, ma non è sicuro, non è regolamentato e illegale", ha detto Varadkar. "Non possiamo esportare i nostri problemi e importare le nostre soluzioni".

Varadkar, 39 anni, è il più giovane primo ministro del Paese e il primo dichiaratamente gay. È considerato relativamente liberale sulle questioni sociali. A suo avviso, per gli irlandesi è giunto il momento di prendere una decisione su una delle più severe leggi europee in materia di interruzione di gravidanza. "Questa è una decisione sul fatto che vogliamo continuare a stigmatizzare e criminalizzare le nostre sorelle, i nostri collaboratori e i nostri amici", ha detto in una conferenza stampa a Dublino.

Il referendum sull'aborto arriverebbe tre anni dopo lo storico referendum che ha legalizzato, a piena maggioranza, i matrimoni tra persone dello stesso sesso. È stato un cambiamento sismico per l'Irlanda, dove la Chiesa presenza forte e storicamente radicata. Il voto per l'aborto avverrebbe poco prima della visita di papa Francesco, in programma in agosto.

© Riproduzione Riservata

Commenti