Chiara Degl'Innocenti

-

Gran parte della storia della Corea del Nord è un mistero. Dalle vicende che trapelano, come le imbarcazioni naufragate nel mar del Giappone, i soldati che tentano la fuga o coloro che hanno vissuto vicino a Kim Jong-un e di lui si dicono amici, il Paese sembra vivere in una sorta di mondo parallelo tra il medievale e il contemporaneo fatto di povertà estrema, per quanto riguarda la popolazione, e di elevata modernità se si considerano gli armamenti.

In questo limbo la Corea del Nord è un regno solitario che appare opaco anche anche nelle immagini satellitari. E proprio grazie a foto scattate e racconti di chi è riuscito a passare il confine vivo arrivano i dettagli e vengono svelati i segreti dell’esercito nordcoreano.

Quanti sono i soldati

I numeri che riguardano l’esercito nordcoreano sono contrastanti ma gli esperti sostengono che potrebbero arrivare a un milione e 200mila, più 7 milioni di riservisti. La Corea del Nord è infatti il quarto del pianeta per le dimensioni della propria milizia anche se prosciuga le proprie casse, a scapito della popolazione, di almeno 5 miliardi di dollari, oltre il 30% ogni anno.

Gli equipaggiamenti

Nonostante gli equipaggiamenti non siano all’avanguardia la sua forza d’urto dell’esercito resta potente. Quello che conta di più è il grande senso della disciplina dei soldati, indottrinati fin da giovani all’educazione patriottica e addestrati con grande applicazione nel corso del lunghissimo apprendistato.

Il servizio militare

Il servizio militare è obbligatorio ed è una vera e propria formazione dieci anni per i uomini e sette per le donne che fanno parte dell’esercito dal 2015.

Gli armamenti

In un recente rapporto del Center for strategic and International studies Pyongyang si sa che la Corea disponga di circa 4300 carri armati, 2500 veicoli blindati, 740 navi da guerra, 72 sottomarini, 250 anfibi, 1300 aerei da combattimento e 170 elicotteri d’assalto, 5500 lanciarazzi, 4000 pezzi artiglieria schierati lungo la zona demilitarizzata con il Sud. Senza dimenticare un migliaio di missili balistici Scud-B, Scud-C e No Dong (l'Icbm Hwasong 15 lanciato a dicembre dopo dieci settimane di sospensione delle provocazioni è in grado di colpire gli Stati Uniti), più le armi nucleari che arriverebbero a circa una ventina.

Le armi chimiche

L’arsenale chimico di Pyongyang inquieta quanto e forse di più delle bombe nucleari in suo possesso. Gli stock di armi chimiche e biologiche di Kim Jong-un da un certo punto di vista sarebbero anche più pericolose perché la Corea del Nord, con l’Egitto e il Sudan, è un Paese non firmatario della Convenzione (Cac) che ne vieta l’utilizzo.

Per quanto, quindi, non sia possibile sapere con certezza la quantità esatta dell’arsenale chimico di Kim (anche se nel 2014 un rapporto delle Nazioni Unite aveva denunciato “ingenti quantità di sostanze virali, neurotossiche e urticanti” in posesso dell’esercito), un esempio della composizione di gas in suo possesso ce la danno anche alcune vicende in cui è stato coinvolta la famiglia del dittatore. Per esempio Kim Jong- nan, fratello “ribelle” di Kim Jong- un, avvelenato da all’aeroporto di Kala Lumpur a febbraio dal gas VX, considerato un neurotossico dieci volte più letale del Sarin, già classificato come arma di distruzione di massa di cui l’esercito dispone in grandi quantità. Si stimano 5 mila tonnellate.

Gli hacker nordcoreani

Anche gli hacker sono una sorta di esercito. L’unità IT, conosciuta come Bureau 121, arriva a circa 1.800 hacker appositamente addestrati alla cyber-war formati anche dagli alleati più stretti del regime Russia, Cina e Iran.

Per saperne di più

Corea del Nord: la biografia di Kim Jong-un

Corea del Nord: una potenza nucleare 


© Riproduzione Riservata

Leggi anche

WannaCry ransomware, la colpa è della Corea del Nord

Una delle più grandi campagne hacker della storia sarebbe partita per ordine di Kim Jong-Un per far conoscere al mondo la potenza cyber di Pyongyang

Corea del Nord: chi sono gli ex rifugiati che tornano in patria

Non reggono l'impatto con una quotidianità troppo diversa, e non vogliono rimanere poveri ed emarginati per tutta la vita

Dennis Rodman: i viaggi verso la Corea del Nord dell'ex giocatore NBA

Autodefinitosi "ambasciatore di pace" tra Washington e Pyongyang, stava per partire per la sua sesta volta verso la capitale del Nord, ma è stato fermato

Commenti