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Economia

Mutui a interessi fissi o variabili: comprar casa coi tassi a zero

Il costo medio dei prestiti immobiliari è al minimo storico del 2,4% annuo e molti scelgono di bloccare per sempre la rata. Ma non sempre conviene

In media il 2,4%, che corrisponde al minimo storico. E' il livello toccato a febbraio dai tassi d'interesse sui mutui casa che in due anni, dal gennaio 2014 a oggi, sono diminuiti di oltre un punto percentuale. Ora, dopo l'ultima manovra della Banca Centrale Europea (Bce) che ha portato il costo del denaro allo zero assoluto, c'è chi prevede un ulteriore discesa o almeno un lungo assestamento su tali livelli.


Manovra Bce: cosa vuol dire vivere con i tassi a zero


Approfittando di queste condizioni irripetibili, molti italiani stanno tornando a indebitarsi per comprar casa e si stanno indirizzando per lo più sui mutui a tasso fisso, che consentono di bloccare l'importo della rata fino alla fine del piano di rimborso. In un mercato in forte crescita (+19% circa nell'ultimo anno per i nuovi prestiti erogati), circa il 66% dei debitori preferisce oggi i finanziamenti a interessi costanti, mentre una quota residuale di poco superiore al 30% si indirizza sul tasso variabile.


Il prezzo della tranquillità

Non è detto, però, che la scelta fatta dalla maggioranza sia quella giusta. Indubbiamente, optare per il tasso fisso significa dormire sonni tranquilli, bloccando per sempre la rata su livelli bassissimi, che difficilmente si vedranno nei decenni a venire. Non va dimenticato, però, che la serenità ha un prezzo. Come sempre, infatti, i finanziamenti a interessi costanti sono un po' più “cari” di quelli a tasso variabile, con una differenza di almeno un punto percentuale annuo. Il che si traduce in una rata più pesante da pagare, con una differenza di quasi 100 euro al mese, su un debito di circa 150mila euro da rimborsare in 25 anni. Dunque, scegliendo il tasso fisso a queste condizioni, si rischia di pagare almeno 1.000-1.200 euro in più all'anno per un tempo imprecisato, visto che il presidente della Bce Mario Draghi è intenzionato a tenere basso il costo del denaro ancora per un bel po'.


La Bce e i tassi a zero: perché danneggiano i risparmiatori


Per avere un'idea delle differenze di costo tra i mutui a tasso fisso e quelli a interessi variabili, conviene prendere in esame un esempio concreto, sempre per un debito da 150mila euro rimborsare in 25 anni, destinato all'acquisto di una casa che vale almeno 200mila euro. Per tali importi e scadenze, il sito web MutuiOnline segnala come miglior prodotto a tasso indicizzato quello di Banca Dinamica che ha un taeg (tasso annuo effettivo globale) dell'1,33% e una rata mensile di 584 euro. Seguono a breve distanza il Mutuo Variabile di Webank del gruppo Bpm (taeg dell'1,45% e rata di 594 euro) e un prodotto di Banca Sella (taeg dell'1,48% e rata di 587 euro). Tra i finanziamenti a tasso fisso, sempre secondo MutuiOnline, il meno costoso è ancora una volta quello proposto da Banca Dinamica, con un taeg del 2,63% e una rata di 676 euro, cioè 80 euro in più rispetto a quanto paga chi sceglie lo stesso prodotto ma con interessi variabili. In seconda posizione si piazza invece il Mutuo Fisso di Webank, con un taeg del 2,76% e una rata di 688 euro.


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