Così le banche comprano Btp e non finanziano l'economia
Così le banche comprano Btp e non finanziano l'economia
Economia

Così le banche comprano Btp e non finanziano l'economia

In un anno restituiti 529 miliardi ottenuti in prestito dalla Bce. Ecco perchè

Il grafico riprodotto qui sopra è particolarmente significativo per interpretare la politica delle banche europee e italiane. Indica quanti miliardi di euro gli istituti di credito hanno in pancia in seguito alle operazioni Ltro (Long Term Refinancing Operation) della Banca Centrale Europea. Le operazioni Ltro sono dei finanziamenti che l’Istituto europeo ha fornito al sistema bancario di tutta Europa a tassi particolarmente favorevoli: l’1%. Gli Ltro sono stati due: il primo, a dicembre del 2011, aveva un controvalore di 489,2 miliardi di euro e il secondo, effettuato nel febbraio del 2012, valeva 529,5 miliardi di euro. Quei soldi dovevano, teoricamente, servire per rifinanziare l’economia reale ma, in Italia, sono serviti alle banche per trasferire il rischio di debito alla Bce e per comprare titoli di Stato in modo da abbassare lo spread con i Bund tedeschi nel momento in cui era pericolosamente alto. E’ stato, insomma, un modo per la Bce di finanziare gli Stati rispettando formalmente lo statuto che gli impedisce di farlo.

Il grafico indica che dal dicembre del 2012 le banche europee hanno iniziato massicciamente a restituire i soldi ricevuti in prestito dalle Bce per un controvalore totale, in questo periodo di tempo, di 529 miliardi di euro. Le banche italiane, in particolare, hanno ricevuto dalla Bce 38 miliardi e ne hanno restituiti 5,7.

La domanda legittima è: perché restituire soldi che costano appena l’1% quando invece la raccogliere denaro sul mercato costa molto di più? Una possibile risposta è che sono stati restituiti perché i Btp comprati con quei soldi hanno un rendimento molto superiore al costo del denaro utilizzato. Quindi le banche hanno preferito mantenere in pancia i Btp, che rendono, rimborsando un po’ di debito anche se era a bassissimo costo. Anche perché nel frattempo Draghi ha abbassato il tasso d’interesse portandolo allo 0,5%. Significa che le banche hanno la possibilità di accedere ai finanziamenti della Bce dando in garanzia i Btp, che rendono in media il 4%, ottenendo soldi allo 0,5%: la metà del costo degli Ltro.

Il risultato è che l’anno prossimo gli stress test programmati per i maggiori istituti europei, considereranno tra le variabili negative per la solidità di una banca, proprio il livello dei titoli di Stato di Paesi “periferici”. E le banche italiane detengono una quantità abnorme di titoli di Stato, comprati anche con i soldi della Bce: 362,9 miliardi a marzo del 2013.

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