Altroconsumo: e se... una nuova class action salvasse i consumatori?
Altroconsumo: e se... una nuova class action salvasse i consumatori?
Economia

Altroconsumo: e se... una nuova class action salvasse i consumatori?

L’ultimo caso lo ha scoperchiato l’Autorità per l’energia: una colossale truffa ai danni dei consumatori costretti a farsi carico di un’imposta che, invece, avrebbero dovuto pagare le imprese. Scandalo che si aggiunge a quelli delle supertariffe Rc auto o dell’iva sulla tassa dei rifiuti. Il problema è che l’arma per ottenere gli eventuali risarcimenti è spuntata.

L’Autorità dell’energia ha il fondato sospetto che 200 imprese (su un totale di 476) abbiano scaricato nelle bollette del gas la «Robin tax», sovrattassa introdotta nel 2008, addebitandola ai consumatori. Esattamente ciò che la legge vietava di fare. Il danno potenziale per gli utenti è stimato in 1,6 miliardi di euro. La Commissione europea ha aperto un’indagine su 12 grandi banche, accusate di avere creato un cartello per manipolare l’indice Euribor, al quale sono legati i tassi di interesse di milioni di mutui e i cui possessori potrebbero aver subito danni diretti e indiretti (ne parla Anna Vizzari su www.consumatoridirittimercato.it). L’Antitrust ha confermato che i premi Rc auto in Italia sono molto più alti e crescono più velocemente rispetto a quelli dei principali paesi europei. Il premio medio da noi è più del doppio rispetto alla Francia e supera quello tedesco dell’80 per cento. Ciò significa che gli automobilisti italiani, in un mercato sempre più concentrato (con la fusione Fondiaria-Unipol, oltre il 50 per cento sarà coperto dai primi cinque gruppi), pagano ogni anno 9 miliardi di euro più dei francesi e 8 più dei tedeschi.

Un altro esempio fra i tanti? L’iva sulla Tia, la tariffa di igiene ambientale: sebbene numerose sentenze (anche della Cassazione) abbiano accertato che, nonostante il nome, la Tia resta una tassa e non una tariffa legata ai costi del servizio, e quindi non soggetta all’iva, centinaia di aziende hanno continuato ad applicarla, con un maggior esborso per i cittadini che potrebbe arrivare a 2 miliardi di euro.

Chi risarcisce i danni derivanti da queste maxiingiustizie? Il singolo consumatore può fare poco. Gli importi in gioco sono globalmente enormi, ma individualmente spesso troppo modesti per affrontare una giustizia lenta, costosa e incerta. E la class action? Per il rimborso dell’iva sulla Tia, Altroconsumo ha già avviato la prima e altre seguiranno. Sulla Robin tax l’azione collettiva risarcitoria è allo studio. Nel caso delle polizze Rc auto è improbabile: bisognerebbe dimostrare un vero e proprio cartello fra le imprese, come avvenne nel 2000, quando l’Antitrust condannò 39 compagnie a una multa di 350 milioni di euro (la più alta sinora inflitta in Italia).

Proprio dal quel caso iniziò il dibattito sulla class action. Ci sono voluti quasi 10 anni per approvarla e finora non ha prodotto i risultati sperati. Ma si sapeva: il modello italiano è complicato e poco efficiente, fatto apposta per ridurne l’impatto. Gli interessati devono esplicitamente aderire alla class action compilando atti e fornendo prove (secondo il meccanismo dell’opt-in), il contrario che negli Stati Uniti (come pure nei paesi scandinavi), dove tutti i danneggiati sono tutelati, salvo quelli che vogliono tenersi fuori (opt-out).

Gli effetti sono ovviamente ben diversi, come dimostra la class action di Altroconsumo contro l’Intesa Sanpaolo per il rimborso della famosa commissione di massimo scoperto (vietata per legge ma ricomparsa negli estratti conto sotto altro nome), una delle poche che finora ha superato il severo filtro di ammissibilità da parte del tribunale: i potenziali consumatori interessati erano decine di migliaia, però solo un centinaio di loro ha aderito.

Eppure, se i danni causati da un abuso non vengono risarciti, a perderci non sono solo i consumatori. La class action è uno strumento di regolazione del mercato, un deterrente contro le illegalità e una garanzia per i concorrenti che hanno rispettato le regole. In Italia (e in Europa) si teme che la class action sia solo un pericolo per le imprese. È vero il contrario. Negli Usa lo sanno bene e se la tengono ben stretta.

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