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Denuncia a Milano: "180 milioni di multe usati male"

Un esposto della consigliera Silvia Sardone (Forza Italia) a Corte dei conti e Procura: gi incassi impiegati per fini diversi da quelli consentiti

Silvia Sardone, consigliere comunale di Forza Italia a Milano, ha appena presentato un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica, alla Procura Regionale della Corte dei conti, ma anche al Prefetto e ai Revisori dei conti del Comune. Sostiene di avere scoperto che, negli ultimi tre anni, 180 milioni di euro incassati dal Comune attraverso le multe stradali siano andati a colmare voci di bilancio improprie oppure sono stati impiegati per impieghi che la legge esclude e che vari pareri della stessa Corte dei conti non prevedono affatto. A dare la notizia è Via!, la rivista mensile destinata ai soci dell'Automobile club di Milano e diretta da Maurizio Gussoni.

Nella sua denuncia, Sardone elenca alcuni dei presunti impropri utilizzi dei 180 milioni di euro. Quel denaro sarebbe andato a finire in: manutenzione ordinaria della segnaletica, dei semafori e dell’illuminazione pubblica; retribuzioni straordinarie degli agenti della Polizia municipale non collegati a progetti specifici; spese di manutenzione ordinaria di reti telematiche; spese per radio, centrali del traffico, canoni. Altre somme sono state destinate alla sistemazione ordinaria del manto stradale, a spese per le rimozioni delle auto in divieto di sosta.

Secondo la consigliera comunale milanese, inoltre, per legge tutte le entrate degli autovelox dovrebbero essere destinate a specifiche "spese vincolate", ma invece sarebbero state utilizzate per tutt’altro.

Il comandante della Polizia locale di Milano, Antonio Barbato, nega che i fondi siano stati impiegati al di fuori delle norme: “È previsto che gli incassi delle multe vadano a finanziare tutto quello che concerne la sicurezza, come l’illuminazione e le condizioni delle strade, anche se si tratta di manutenzione ordinaria. Anche gli straordinari degli agenti sono compresi, perché la norma dice che i fondi possono essere utilizzati per il potenziamento delle attività di polizia stradale”.

Claudio Malavasi, docente universitario a Modena ed ex direttore della Scuola di Polizia locale dell’Emilia Romagna, consultato da Via!, sostiene il contrario: “Le tre delibere (del Comune di Milano, ndr) non sono coerenti con gli articoli 142 e 208 del Codice della strada (...). In particolare, sembra che la giunta milanese abbia impegnato parte dei proventi da sanzioni rilevate con autovelox per spesa corrente, quella che attiene alla fiscalità generale”.

Sarà interessante verificare, ora, quale esito avrà la denuncia della consigliera Sardone. L’esposto contro il Comune di Milano potrebbe comunque aprire la strada a denunce simili in molti altri Comuni: anche perché da anni, ormai, in tutta Italia mediamente il 5-10% degli incassi municipali proviene da sanzioni al codice della strada.

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