De Magistris, quando è sospesa anche la coerenza
ANSA / CIRO FUSCO
De Magistris, quando è sospesa anche la coerenza
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De Magistris, quando è sospesa anche la coerenza

L'ex magistrato e sindaco di Napoli pare aver dimenticato la lezione che cercò di dare a Bertolaso quando fu indagato

Luigi De Magistris è stato sospeso dalla carica di sindaco di Napoli. Il prefetto Francesco Antonio Musolino, che ha ricevuto gli atti relativi alla sentenza che ha condannato l’ex pm di Catanzaro a un anno e tre mesi di reclusione per abuso d’ufficio nel processo "Why Not", ha ordinato la sua sospensione "secondo gli adempimenti di legge".  Un annuncio preventivo della sospensione era arrivato proprio dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano, il quale ieri in Parlamento aveva dichiarato: "Oggi il prefetto procederà agli adempimenti previsti dalla legge".

Soltanto due giorni fa, intervistato dalla trasmissione DiMartedì condotta da Giovanni Floris, De Magistris ha ripetuto ancora una volta di non avere alcuna intenzione né di dimettersi, né di rispettare la legge Severino (che obbliga alla decadenza sindaci, parlamentari e pubblici amministratori anche in caso di condanne di primo grado). L’ex pm ha aggiunto che, se costretto, avrebbe fatto "il sindaco in strada".

A chi gli ha obiettato l’evidente incongruità del suo comportanento, ricordandogli che quando l’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso era stato soltanto indagato, De Magistris lo aveva brutalmente invitato a dimettersi, il sindaco (uscente) di Napoli ha replicato in modo arrogante che si tratta di due storie completamente diverse. Quando ieri mattina De Magistris ha saputo dai cronisti che la sentenza della sua condanna era arrivata in Prefettura ha esclamato: "Salutatemela!". 

La coerenza di De Magistris, sindaco sospeso

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